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Metafore & Metamorfosi (febbraio)

ARRIVA IL DIRETTOR...





Quando eravamo piccini
la nostra maestrina
con la più gran disciplina
tutti faceva filirar
lei ci metteva in riga
gridando "fate attenzion"
"adesso marcerete
cantando questa canzon
":

Battiam battiam le mani
arriva il direttor
battiam battiam le mani
all'uomo di valor
gettiamo tulipani
e mazzolin di fior
cantiamo tutti in coro
evviva, evviva
ed una coppa d'oro
doniamo al direttor
.

E finalmente a vent'anni
dicemmo è finita
ora ci porta la vita
giorni di felicità
ma presto tutti quanti
dovemmo constatar
che per andare avanti
sempre si deve cantar:

Battiam battiam le mani
arriva il direttor
battiam battiam le mani
all'uomo di valor
gettiamo tulipani
e mazzolin di fior
cantiamo tutti in coro
evviva, evviva
ed una coppa d'oro
doniamo al direttor.

Ma quando ci lamentiamo
sinceri non siamo
forse in segreto sognamo
la parte del direttor
tutti vorremmo in fondo
dal mondo farci applaudir
e la canzone in coro
ci piacerebbe sentir.

All'arbitro noi diciamo
"arriva il direttor"
ed al metropolitano
"arriva il direttor"
al maestro Ferrari diciamo
"arriva il direttor"
ognun di voi domani
potrebbe cantare
"battiam battiam le mani
arriva... arriva...
arriva il direttor!
".


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EGYPTIAN REVOLUTION



In Italia quando!?
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LA PIOVRA


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NO PASARAN!



Dalla pensione alla scuola o in tema di sanità,
arriva il ladro che non si nasconde mai,
i sogni realizzerà, di certo non quelli tuoi,
li tiene chiusi nella Casa delle Libertà.
Non è un politico ma un commerciante
perciò trasformerà tutti i ministeri in mini-store
"Aiuto c'è un comunista, è dentro la mia minestra"
è un suo ministro che nun ce vo' proprio stà
Ahahah... Ahahah... Ma che mondo è mai questo?
Ohohoh... Ohohoh... Cambia canale fai presto
Come cazzo si fà? Ohohoh... Ohohoh...
Si sceglie il canale giusto NO PASARAN!
NON ARRENDERTI MAI!

Sogano di essere lui tutti gli amici che ha,
disprezzo per chi lavora e chi diritti non ha,
Scordarsi il lavoro fisso è uno slogan che fà,
un bell'assegno è la garanzia di libertà!
E' l'uomo giusto per chi non paga tasse perchè
di chi sta peggio non glie ne frega un granchè,
lavoro nero più mafia è il nuovo patto d'acciaio
e i morti sul lavoro una calamità!
Ohohoh... Ohohoh... Ma questo film l'ho già visto
Ohohoh... Ohohoh... Genere centro-sinistra
neanche tanti anni fà! Ohohoh... Ohohoh...
E' una storia italiana CHE CE VOI FA'...

Chissà se cambierà?
Mi piacerebbe svegliarmi e non vederli mai più,
lo sfruttamento un ricordo di un tempo che fù,
guardarmi intorno e vedere gente senza catene,
niente razze speciali o civiltà superiori!
I ricchi a lavorà i poveri a governa'
per un po' di dignità
E non dover più pregare per avere una casa,
non dover più penare e non sentirsi colpevoli di fare l'amore
Ohohoh Ohohoh Non è il nostro mondo questo?
Se ci mettiamo del nostro vedrai che si farà
Ohohoh... Ohohoh.... Questa è la formula giusta: NO PASARAN!
Non arrenderti mai!
NON ARRENDERTI MAI!

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DEMOCRAZIA ASSOLUTA



La sovranità mediatica è una democrazia dispotica.
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BERSUCONI IS UNFIT



In un editoriale sul Times, lei ha scritto che la telefonata di Berlusconi in questura era un chiaro abuso di potere, prima di essere un potenziale reato. Dieci anni fa, da direttore dell'Economist lei pubblicò la famosa copertina Berlusconi is unfit, Berlusconi è inadatto a governare l'Italia. Oggi l'Economist scrive che Berlusconi è un animale da party. Ma si è fermato il tempo in questo paese?

Penso che Berlusconi non cambierà mai, ma vedo che sta peggiorando, che sta abusando sempre di più del suo potere, è sempre più imprudente. Ha spostato ogni linea di confine tra la sua vita pubblica e quella privata. Ormai tutto è diventato pubblico e si sta avvicinando a una figura medievale, a un sultano, a un imperatore.

Leggendo la stampa internazionale si ha come l'impressione che i giornalisti siano rassegnati...

Perché la caduta di berlusconi è stata predetta così tante volte dalla stampa internazionale, e ogni volta non si è verificata, che adesso hanno smesso di parlarne. Ne prendono atto, tanto è così. Non capiscono perché gli italiani si tengano questo primo ministro, ma lo vedono come un elemento permanente della scena italiana.

Nel suo libro "Forza, Italia" lei confessa che uno dei sentimenti che l'hanno spinta a scrivere sul nostro paese è l'indignazione. Perché, stando almeno agli ultimi sondaggi, gli italiani invece non si indignano?

Credo che gli italiani non siano indignati con lui, perché sono indignati e cinici verso l'intera classe politica, e quindi lui lo perdonano un po'.

C'è una relazione tra questo e il controllo di Berlusconi sui media?

Certo che se tu controlli tutti i principali canali commerciali e controlli anche il TG1 in Rai, allora hai il controllo di ciò che il novanta percento degli italiani sa di te e che cosa pensano di te.

La difesa del premier è: sono vittima di una persecuzione e sui giornali è tutto gossip. Ma c'è un problema che riguarda le intercettazioni in questo paese e la loro trascrizione?

Penso che le intercettazioni siano un sintomo di un sistema politico terribilmente malato. Perché è vero, è grave che le conversazioni private dei cittadini siano ascoltate su scala così diffusa in Italia, ma questa è una conseguenza della criminalità organizzata, della corruzione e dell'abuso di potere in politica. Non è una malattia in sé, è un sintomo della malattia.

Se lei fosse il direttore del Corriere della Sera, le pubblicherebbe?

Certo che le pubblicherei. Così come pubblicherei il materiale di WikiLeaks. Se è di interesse pubblico, se ha una rilevanza, se ha a che fare con la criminalità o con il potere politico, pubblicherei tutto.

Silvio Berlusconi è troppo vecchio per governare?

Credo che nessuno sia troppo vecchio per governare, ma lui non sta governando. Berlusconi è sì in carica, ma fa i suoi interessi, non sta governando il paese.

Immagini di essere un alieno atterrato oggi in Italia, cosa colpirebbe di più la sua attenzione?

Che non cambia niente, in Italia.

Bill Emmott


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BEAUTY FARM PDL


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BERLUSCONI'S LIST


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LA SORA GINA!



A villa San Martino, Arcore, un bel giorno...

La sora Gina

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TALKING SEX



...Lei comincia a divincolarsi ma i suoi sforzi rendono più sensibile la sua debolezza e nello stesso tempo fanno ondulare il suo corpo contro il mio.
Ora la trascino verso la camera, ma strada facendo mi fermo un po’ per obbligarla a strigersi di nuovo contro di me in modo da sentire bene il tenero strofinio dei suoi seni attraverso la seta sgualcita della camicia.
Poi, sempre tenendola, costringo la piccina ad inginocchiarsi sul copriletto. Le immobilizzo i polsi dietro la schiena con una sola mano che preme contro l'incavatura della vita e la schiaffeggio più volte, senza fretta, con l'aria di punirla. Lei sa che ha bisogno di una punizione.
Dopo le accarezzo con le mani la bocca, e anche le labbra, ma, siccome non si dimostra compiacente quanto voglio, la schiaffeggio ancora, senza spiegazioni. Punita per la seconda volta mi bacia senza reticenze.
Allora la faccio stendere servile, sottomessa a pancia in giù – nella posizione che preferisco – ferma, cara, indifesa. Le faccio risalire la camicia e le spingo giù i pantaloni, dolcemente. Con la punta delle cinque dita sfioro la pelle nei punti in cui è più delicata, non tanto per interessare la prigioniera... Non tanto per interessare la prigioniera...

Questo pensiero rischia di farmi sfumare l'immagine.
Non tanto per interessare la prigioniera...
Accendo la luce e guardo il cuscino... la prigioniera.
Ecco, cosa c'è di bello nella masturbazione. Non c'è alcun bisogno di preoccuparsi per l'altra persona. Però guai a distrarsi, eh, guai! Devi essere un tutto unico... testa e... tutto.
I ragionamenti intermedi sono fallimentari. Fra la tensione del pensiero e il corpo non deve esistere niente.
La masturbazione... è la prima forma di interezza. E non solo quello.
Nessuno ha mai parlato di questo modo di amare. Ma ti rendi conto? In due, sempre in due... oppure in tanti, che stronzata in tanti! L'amore in uno è il più perfetto. Non ha mai sfasature. È l'unico amore in cui una persona faccia veramente i conti con il proprio sesso. Purtroppo non lo si può raccontare a nessuno, il proprio sesso, diciamolo. Quanto sia acuto, profondo, illimitatamente libero... si deve andare fino in fondo, fino alle oasi più vergognose, che sono quelle più vere.
Mi fanno ridere quelli che la chiamano "disperata solitudine"... È una scienza privata e universale, dai. È il rilancio dell'individuo. Ti libera dall'untuosa ideologia del sociale. Ti libera dei sofismi della conservazione della specie e ti porta verso l'immagine pura. È il più alto dovere dei poeti. O la capisci o non la capisci, o ce l'hai o non ce l'hai. Non ci si può accedere con la logica. È una verità del cuore. Come la mamma, come la Patria!...
Mi sono esaltato, eh! E ho perso la concentrazione. Quasi quasi stasera resisto, così domani è anche meglio!
Va be', fumiamo va. Guarda che casino c'è in giro... cicche, cartacce, camicie sporche, lenzuola... che disastro.
Però è bello tornarsene a casa da soli. Infilarsi sotto le coperte... e sapere già come andrà a finire. Ritardare. I piaceri vanno sempre ritardati. Quasi quasi questa sera resisto. Così domani è anche più bello.
Dicono che faccia male. Anche quella lí non l'ho mai capita.
Ma chissà quanti saranno quelli che a quarant'anni, da soli...
Non lo saprò mai!
E chi te lo racconta, dai... da piccoli sì, ma a quarant’anni... Ssshhh...
Non so se dormire o se tornare ai miei filmini.
Dunque: lei era prigioniera. Era prigioniera con le mani incatenate dietro la schiena, no, le catene non c’erano... Ecco, a me sono i dettagli che mi fregano!... L’ho persa, non la vedo più, la Lucianina non mi... non mi va più bene.
Che cose strane! Probabilmente è il pensiero che diventa debole, e quando il pensiero si indebolisce...
Ma chissà quanti saranno quelli che a quarant'anni...
No, sarei curioso di sapere che tipo di tecnica...
Secondo me esistono due tendenze, sì. Quelli della donna astratta, stupenda, completamente inventata, piena di fianchi, di cosce, di tette... No, no, io sono più realista. Sì, non importa che sia bellissima... deve essere vera. Ecco, la devi capire... psicologicamente. Eh sì, perché cos'è poi un culo se non si conosce profondamente il proprietario?... Non è niente, dai. Non è niente, è un oggettone.
Le donne che scelgo per... se lo sapessero!... voglio dire, le mie donne, insomma, sono quelle che incontro tutti i giorni, sì, quelle di cui conosco la madre, il fratello, il cugino, il marito... quelle sposate... le mogli degli amici, stupendo!... Le faccio parlare proprio con la loro voce, sono precisissimo nell'immaginare i gesti. Ognuna ha il suo carattere. Mai, mai far fare le cose che loro non farebbero, mai! Magari che non hanno mai fatto... ma che io so che farebbero... con me le farebbero!
Guarda la Barbara, per esempio... Come la odio, la Barbara! Dice che è timida. Tipico. Dice che ha vergogna del suo corpo. Tipico... Ha vergogna del suo corpo e mette su delle gonne che s'incollano al culo! Va bene, ha il culo piccolo, lo ammetto... ma si vede di più, eh!!!
Che fai, t'incazzi? Sì, m’incazzo. M'incazzo perché sono realista. E intanto la Barbara mi va via, mi svapora, mi si indebolisce il pensiero, mi s'intreccia con la Cornelia... La Cornelia?... La Cornelia è tutto un altro tipo, è isterica, fredda come il ghiaccio, aristocratica, mai un gesto fuori posto... tutta dentro, tutta dentro bisognerebbe smuoverla, bisognerebbe smuoverla. Tutta controllata, piena di dignità.... Sarebbe bello vederla fondere, la sua dignità. Sarebbe bello vederla fondere. Ti scavo nel cervello, Cornelia. Te lo tirannizzo, così, così!
Basta. Basta...
E' fatale come io un attimo dopo pensi subito a tutt'altro. Anzi più che pensare è una specie di amerezza. Non ho mai capito perché io per eccitarmi abbia bisogno di certe fantasie strane, contorte.
È come uno schifoso guazzabuglio di pensieri che si scioglie. È una cascata di sintomi di delirio che gocciolano da tutte le parti. Basta, che miseria.
Ora bisogna abbandonarsi e dormire più che si può. Dormire?...
Si crede sempre che sia il fondo dello squallore quello che si è toccato. Chissà se esistono delle forze per andare più giù. Delle strane forze, e la prossima volta scendere più in basso. C'è un momento in cui si è veramente soli. Quando si arriva in fondo a ciò che siamo di orrendo, di squallido. Ma in fondo, proprio in fondo in fondo.
Il dolore stesso non vi risponde più. Gli occhi sono asciutti perché lí c'è il deserto. Strano, non c’è neanche il dolore nella solitudine, quella vera. Gli occhi sono asciutti. E Allora bisogna risalire da quel fondo... piano piano bisogna ritornare tra gli uomini.
Forse la nostra vita sessuale è irrimediabilmente corrotta. Spesso anche con una donna è un amore tutto mentale, si va avanti da soli, è un amore monosessuale, come la masturbazione. E' l'assoluta mancanza dei sensi, è un erotismo distaccato e distorto, è la nostra sessualità: il lirismo degli impotenti.
Non c'è niente da fare. Bisogna ritornare con gli uomini... anche per piangere.
In amore il pensare è niente, il sentire è tutto: un corpo, un suono, un odore... una vita.

Giorgio Gaber




Volete del gran sesso... è richiesto a piene mani, a veh, se volete ve lo do. La canzone sul sesso non è una vera canzone, per chi non la conosce... è un blues parlato, è un talking blues che... parla di questo problema che, chi più, chi meno, ci attanaglia tutti. Io fui attanagliato dal problema del sesso una volta, mi sembra nel... '52, però ne conservo buona memoria, ancora, per poterne parlare.
Se c'è una cosa di moda adesso, fatto sicuro è proprio il sesso; quello a vagoni... Anche Alighieri col sesso prendo, e la Divina Commedia a dispense vendo: "la carne in fiamme, peccatori e peccatrici, sensazioni paradisiache!"
E vendono, eh? Ma moltissimo!
Comunque alla scuola media statale hanno iniziato un piano di educazione sessuale:
sembra impossibile, eppure è vero, ed è voluto dal Ministero.
Non ci credete? Andate e vedete, hanno già stanziato due miliardi per comperare i cavoli!
Ma questo fatto dell'educazione non è ben visto dalla nazione: "morte alla pillola atea e nociva! Per l'aspirina si gridi evviva!"
Che poi fa lo stesso effetto: non bisogna prenderla prima o dopo, bisogna prenderla... "invece"! E passano anche quei noiosi mal di testa... come disse Maria Antonietta.
Italia per bene, sii sveglia, sii desta, tendi l'orecchio, solleva la testa! Ah, ah... I giovani d'oggi han scoperto, vergogna, chi porta i bambini, non è la cicogna!
Vedo sempre dei visi meravigliati a questo punto. Io non lo so come sia.. Fatto anticattolico e comunista! Il ministero delle cicogne è in crisi!
Ho visto in giro un pio proclama che al religioso buon sess... emh, buon senso chiama: fare l'amore fa male al cuore! Dov'entra il sesso, metaforicamente parlando, entra il dottore!
E non si parli soprattutto di antifecondativi! Visto che i bimbi nascono sotto ai cavoli, al massimo di anticrittogamici! Ma c'è sempre qualcosa che dà un dolore... a qualcuno...
La corruzione, quand'è iniziata, non c'è più niente che può fermarla...
E lì, dice: facile... uno comincia e poi non smette più, capisci mia... è difficilissimo fermarlo. Degli amici, delle sere, trattenuti per le spalle:
"No... ma dove vuoi andare?"
"Io ci vado, io ci vado..."
"Ma no... sta' con noi..."
"No... no..."
Così, scene terrificanti, veramente. No, capisci... uno comincia con quelle cose leggere che fa verso i sedici-diciassette anni, poi si abitua, prende il vizio e non c'è più niente da fare, eh? Diventa un drogato.
E dà l'assuefazione! Dà: perdita della memoria, perdita dei riflessi, poca voglia di lavorare e vengon dei buchi così... della pelle, da tutte le parti: un mio amico li ha avuti.
E poi che faccia male è verissimo, c'è stato un rapporto americano, tipo quello sul fumo. Avete... sapete quel famoso rapporto sulle sigarette? Dice che scopare fa male da morire. I dottori consigliano di farlo... almeno col filtro. Dice... si sente un po' meno, però... la salute ne guadagna!
La corruzione quand'è iniziata non c'è più niente che può fermarla: tutti di sesso siamo ammalati ed al divorzio si è già arrivati!
"Ciò che Dio unisce l'uomo non sciolga!" Cioè, è molto meglio un pio colpo di pistola, che col fatto del delitto d'onore con un mese e mezzo sei fuori e te ne fotti!
E quindi uniamoci gridando al mondo: "A morte il sesso, serpente immondo! Basta l'amore! Fate la guerra... sano rimedio per questa terra... Non più sovrappopolazione! Non più divorzi! La coscienza è a posto! E ci penseranno i superstiti!"

Francesco Guccini
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SE NON ORA QUANDO?


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سيلفيو برلسكونيهو خنزير!



خرجت مئات الآلاف من النساء الإيطاليات في مظاهرات امس في روما ومدن أخرى احتجاجاً على فضيحة جنسية لرئيس الوزراء سيلفيو برلسكوني قلن إنها ألحقت العار بإيطاليا.
وقالت روبرتا نيتشياريللي (52 عاماً)، التي شاركت في مظاهرات روما: "النساء يشعرن بالإهانة. صورة بلادنا التي يقدمها برلسكوني إلى العالم لا يمكن تحملها".
وتعكس الاحتجاجات في أكثر من 200 مدينة إيطالية وفي مدن خارج إيطاليا تزايد الغضب بين النساء بسبب فضيحة دعارة أحاطت برئيس الوزراء الذي كانت النساء المحافظات بين أهم ناخبيه لفترة طويلة.
وقالت بينا، التي أعطت صوتها لبرلسكوني من قبل: "لقد أعطيته صوتي في الماضي، لكنني أشعر حقاً بخيبة الأمل. أتمنى أن تتغير الأمو".
وقدمت سلطات الادعاء يوم الأربعاء الماضي طلباً لتقديم برلسكوني إلى المحاكمة متهمة إياه بدفع مقابل مالي لراقصة بملهى ليلي عندما كان عمرها أقل من
(18 عاماً)، وهو أمر مخالف للقانون في إيطاليا.
ووصف برلسكوني (74 عاماً) الاتهامات بأنها "مقرفة ومشينة".
وقال باولو كامبديلا، العامل الذي شارك في المظاهرات في بادوا بشمال إيطاليا: "إنها فضيحة. إنني لا أثق بقيمه وسلوكه والطريقة التي يعامل بها النساء. إيطاليا لا مستقبل لها إذا كانت هذه هي القيم التي تحفظنا".
وانتشرت صور قائمة متزايدة لفتيات شابات من مجال الإعلام قيل إنهن على علاقة ببرلسكوني على شاشات التلفزيون الإيطالية وعلى مواقع الإنترنت، وقد ظهرن فيها في أوضاع فاضحة أو بملابس داخلية.
وقال المعارضون إن الصورة الأحادية للنساء بوصفهن أدوات جنسية روَّجت لثقافة ترى فيها المرأة أن بيع مظهرها الجيد هو السبيل الوحيد للنجاح في بلد يعاني فيه ثلث شبانها البطالة.

Come si dice? (piccolo glossario di arabo):
- Ruby ("figlia di padre incerto, ma nipote di Mubārak, di Papi e di tanti, tanti altri"): روبي
- Silvio Berlusconi ("puttaniere, culo flaccido e corruttore di minorenni"): سيلفيو برلسكوني



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LA CONFESSIONE


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BERLUSCAU MERAVIGLIAO


Soy un revolucionario



Un pueblo puede liberarse a sí mismo
pese a su jaulas de animales electrodomésticos
en la vanguardia de América
debemos hacer sacrificios
por el camino lento de la plena libertad.

Y si el revolucionario
non tiene otro descanso que su muerte
que renuncie al descanso y sobreviva
que nada o nadie lo detenga
siquiera por un istante de beso
o por algún calor de piel o prebenda.

Los hechos de la conciencia interesan tanto
como la perfección de un resultado
luchamos contra la miseria
pero al mismo tiempo contra la enajenación.

Dejenme decirlo
el revolucionario verdadero
está guiado por grandes
sentimientos de amor,
tiene hijos que non aprenden a llamarlo,
mujeres que hacen parte de su sacrificio,
sus amigos son sus compañeros de la revolución.

Adiós viejos ésta es la definitiva
no lo busco pero está dentro del cálculo.
Adiós Fidel, ésta es la definitiva
bajo los cielo de la gran patria del Bolívar
la luna de Higueras es la luna de Playa Girón.
Soy un revolucionario cubano
Soy un revolucionario de América

Señor coronel, soy Ernesto, el Che Guevara
dispare, seré tan útil muerto como vivo.

Manuel Vázquez Montalbán




















Un popolo può liberare se stesso
dalle sue gabbie di animali elettrodomestici
ma all’avanguardia d’America
dobbiamo fare dei sacrifici
verso il cammino lento della piena libertà.

e se il rivoluzionario
non trova altro riposo che la morte,
che rinunci al riposo e sopravviva;
niente o nessuno lo trattenga,
anche per il momento di un bacio
o per qualche calore di pelle o prebenda.

I problemi di coscienza interessano tanto
quanto la piena perfezione di un risultato
lottiamo contro la miseria
ma allo stesso tempo contro la sopraffazione.

Lasciate che lo dica
mai l rivoluzionario quando è vero
è guidato da un grande
sentimento d’amore,
ha dei figli che non riescono a chiamarlo,
mogli che fan parte di quel sacrificio,
suoi amici sono compañeros de la revolucion.

Addio vecchi, oggi è il giorno conclusivo;
non lo cerco, ma è già tutto nel mio calcolo.
Addio Fidel, oggi è l’atto conclusivo;
sotto il mio cielo, nella gran patria di Bolìvar
la luna de Higueras è la luna de Playa Giron.
Sono un rivoluzionario cubano.
Sono un rivoluzionario d’America.

Signor Colonnello, sono Ernesto, il “Che” Guevara.
Mi spari, tanto sarò utile da morto come da vivo.


Il testo della canzone è la traduzione del Poema al "Che" di Manuel Vàzquez Montalbàn, musicato da Juan Carlos "Flaco" Biondini. Il poema di Montalbàn è basato sugli scritti dello stesso Che Guevara.

¡Somos los Grandes de la Mancha!




[Don Chisciotte]

Ho letto millanta storie di cavalieri erranti,
di imprese e di vittorie dei giusti sui prepotenti
per starmene ancora chiuso coi miei libri in questa stanza
come un vigliacco ozioso, sordo ad ogni sofferenza.
Nel mondo oggi più di ieri domina l'ingiustizia,
ma di eroici cavalieri non abbiamo più notizia;
proprio per questo, Sancho, c'è bisogno soprattutto
d'uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto:
vammi a prendere la sella, che il mio impegno ardimentoso
l'ho promesso alla mia bella, Dulcinea del Toboso,
e a te Sancho io prometto che guadagnerai un castello,
ma un rifiuto non l'accetto, forza sellami il cavallo !
Tu sarai il mio scudiero, la mia ombra confortante
e con questo cuore puro, col mio scudo e Ronzinante,
colpirò con la mia lancia l'ingiustizia giorno e notte,
com'è vero nella Mancha che mi chiamo Don Chisciotte...


[Sancho Panza]

Questo folle non sta bene, ha bisogno di un dottore,
contraddirlo non conviene, non è mai di buon umore...
E' la più triste figura che sia apparsa sulla Terra,
cavalier senza paura di una solitaria guerra
cominciata per amore di una donna conosciuta
dentro a una locanda a ore dove fa la prostituta,
ma credendo di aver visto una vera principessa,
lui ha voluto ad ogni costo farle quella sua promessa.
E così da giorni abbiamo solo calci nel sedere,
non sappiamo dove siamo, senza pane e senza bere
e questo pazzo scatenato che è il più ingenuo dei bambini
proprio ieri si è stroncato fra le pale dei mulini...
E' un testardo, un idealista, troppi sogni ha nel cervello:
io che sono più realista mi accontento di un castello.
Mi farà Governatore e avrò terre in abbondanza,
quant'è vero che anch'io ho un cuore e che mi chiamo Sancho Panza...


[Don Chisciotte]

Salta in piedi, Sancho, è tardi, non vorrai dormire ancora,
solo i cinici e i codardi non si svegliano all'aurora:
per i primi è indifferenza e disprezzo dei valori
e per gli altri è riluttanza nei confronti dei doveri!
L'ingiustizia non è il solo male che divora il mondo,
anche l'anima dell'uomo ha toccato spesso il fondo,
ma dobbiamo fare presto perché più che il tempo passa
il nemico si fà d'ombra e s'ingarbuglia la matassa...


[Sancho Panza]

A proposito di questo farsi d'ombra delle cose,
l'altro giorno quando ha visto quelle pecore indifese
le ha attaccate come fossero un esercito di Mori,
ma che alla fine ci mordessero oltre i cani anche i pastori
era chiaro come il giorno, non è vero, mio Signore?
Io sarò un codardo e dormo, ma non sono un traditore,
credo solo in quel che vedo e la realtà per me rimane
il solo metro che possiedo, com'è vero... che ora ho fame!


[Don Chisciotte]

Sancho ascoltami, ti prego, sono stato anch'io un realista,
ma ormai oggi me ne frego e, anche se ho una buona vista,
l'apparenza delle cose come vedi non m'inganna,
preferisco le sorprese di quest'anima tiranna
che trasforma coi suoi trucchi la realtà che hai lì davanti,
ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti.
Prima d'oggi mi annoiavo e volevo anche morire,
ma ora sono un uomo nuovo che non teme di soffrire...


[Sancho Panza]

Mio Signore, io purtoppo sono un povero ignorante
e del suo discorso astratto ci ho capito poco o niente,
ma anche ammesso che il coraggio mi cancelli la pigrizia,
riusciremo noi da soli a riportare la giustizia?
In un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre,
dove regna il "capitale", oggi più spietatamente,
riuscirà con questo brocco e questo inutile scudiero
al "potere" dare scacco e salvare il mondo intero?


[Don Chisciotte]

Mi vuoi dire, caro Sancho, che dovrei tirarmi indietro
perchè il "male" ed il "potere" hanno un aspetto così tetro?
Dovrei anche rinunciare ad un po' di dignità,
farmi umile e accettare che sia questa la realtà?


[Insieme]

Il "potere" è l'immondizia della storia degli umani
e, anche se siamo soltanto due romantici rottami,
sputeremo il cuore in faccia all'ingiustizia giorno e notte:
siamo i "Grandi della Mancha",
Sancho Panza... e Don Chisciotte!

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[Don Quijote]

He leído así muchas historias de caballeros errantes,
de empresas y de victorias de los justos sobre los prepotentes
para todavía estar cerrado con mis libros en esta habitación
como un cobarde perezoso, sordo a cada sufrimiento.
En el mundo hoy más de ayer domina la injusticia,
pero de heroicos caballeros ya no tenemos noticia;
justo por este, Sancho, es sobre todo necesidad
de un salto generoso, fosos también un sueño loco:
¡veme a tomar la silla, que mi empeño valoroso
lo he prometido a la mía bonita, Dulcinea del Toboso!
Y a ti Sancho yo prometo que ganarás un castillo,
pero un rechazo no lo acepto, ¡fuerza me ensillas al caballo!
Tú serás mi escudero, mi sombra confortadora
y con este corazón puro, con mi escudo y Rocinante,
golpearé con mi lanza la injusticia día y noche,
como es verdadero en el Mancha que me llamo a Don Quijote...


[Sancho Panza]

Este loco no está bien, necesita un médico,
contradecirlo no conviene, no está nunca de buen humor...
Es la más triste figura que haya aparecido sobre la Tierra,
cavalier sin miedo de una solitaria guerra
empezado por amor de una mujer conocida
dentro de una posada a horas dónde hace la prostituta,
pero creyendo de haber visto a una verdadera princesa,
él ha querido a cada coste hacerle aquella su promesa.
Y así de días sólo tenemos patadas en sentarse,
no sabemos dónde somos, sin pan y sin beber
y este loco desatado que es el más ingenuo de los niños
justo ayer se ha truncado entre las palas de los molinos...
Es un testarudo, un idealista, demasiados sueños tiene en el cerebro:
yo que soy más realista me conformo con un castillo.
Me hará a Gobernador y tendré tierras en abundancia,
cuánto es verdadero que también yo tengo un corazón y que me llamo a Sancho Panza...


[Don Quijote]

¡Salta de pie, Sancho, es tarde, no querrás todavía dormir,
sólo los cínico y los cobardes no se se despiertan a la aurora:
por los primeros es indiferencia y desprecio de los valores
y por los demás es reluctancia respecto a los deberes!
La injusticia no es el solista mal que devora el mundo,
también el alma del hombre a menudo tocando el fondo,
pero tenemos que hacer pronto porque más que el tiempo pasa
al enemigo él fà de sombra y se enreda la madeja...


[Sancho Panza]

¿A propósito de éste hacerse de sombra de las cosas,
el otro día cuándo ha visto aquellas ovejas indefensas
las ha atacado como fueran un ejército de Moro,
pero que al final también nos mordieran más allá de los perros los pastores
estuvo claro como el día, mi Dios no es verdadero?
Yo seré un cobarde y duermo, pero no soy un traidor,
sólo creo en aquellos que veo y la realidad por mí sólo queda
el metro que poseo, como es verdadero... ¡qué hora tengo hambre!


[Don Quijote]

Sancho me escuchas, te ruego, también he sido yo un realista,
pero ya hoy friego de ello y, aunque tengo una buena vista,
la apariencia de las cosas como ves no me engaña,
prefiero las sorpresas de este alma tirana
que transforma con sus tretas la realidad que tienes allí delante,
pero te abre nuevos ojos y te enciende los sentimientos.
Antes de hoy me aburrí y quise también morir,
pero ahora soy un hombre nuevo que no teme de sufrir...


[Sancho Panza]

¿Mi Dios, yo desaforadamente son un pobre ignorante
y de su discurso abstracto nos he entendido poco o nada,
pero también admitido que el ánimo me borra la pereza,
nosotros lograremos solo reconducir la justicia?
¿En un mundo dónde el mal es de casa y siempre ha vencido,
dónde reina el "capital", hoy más inhumanamente,
logrará con este penco y este inútil escudero
al "poder" jaquear y salvar el mundo entero?


[Don Quijote]

¿Me quieres decir, querido Sancho, que debería tirarme atrás
por qué el "mal" y el "poder" tienen un aspecto tan tétrico?
¿También debería renunciar a un poco de dignidad,
hacerme humilde y aceptar que sea este la realidad?


[Junto]

El "poder" es la basura de la historia de los humanos
y, aunque somos solamente dos románticas chatarras,
escupiremos el corazón frente a la injusticia día y noche:
somos los "Grandes de la Mancha",
Sancho Panza... ¡y Don Quijote!

¡Adiós!



Nell'anno '99 di nostra vita
io, Francesco Guccini, eterno studente
perché la materia di studio sarebbe infinita
e soprattutto perché so di non sapere niente,
io, chierico vagante, bandito di strada,
io, non artista, solo piccolo baccelliere,
perché, per colpa d'altri, vada come vada,
a volte mi vergogno di fare il mio mestiere.

Io dico addio a tutte le vostre cazzate infinite,
riflettori e paillettes delle televisioni,
alle urla scomposte di politicanti professionisti,
a quelle vostre glorie vuote da coglioni...

E dico addio al mondo inventato del villaggio globale,
alle diete per mantenersi in forma smagliante
a chi parla sempre di un futuro trionfale
e ad ogni impresa di questo secolo trionfante,
alle magie di moda delle religioni orientali
che da noi nascondono soltanto vuoti di pensiero,
ai personaggi cicaleggianti dei talk-show
che squittiscono ad ogni ora un nuovo "vero"
alle futilità pettegole sui calciatori miliardari,
alle loro modelle senza umanità
alle sempiterne belle in gara sui calendari,
a chi dimentica o ignora l'umiltà...

Io, figlio d'una casalinga e di un impiegato,
cresciuto fra i saggi ignoranti di montagna
che sapevano Dante a memoria e improvvisavano di poesia,
io, tirato su a castagne ed ad erba spagna,
io, sempre un momento fa campagnolo inurbato,
due soldi d'elementari ed uno d'università,
ma sempre il pensiero a quel paese mai scordato
dove ritrovo anche oggi quattro soldi di civiltà...

Io dico addio a chi si nasconde con protervia dietro a un dito,
a chi non sceglie, non prende parte, non si sbilancia
o sceglie a caso per i tiramenti del momento
curando però sempre di riempirsi la pancia
e dico addio alle commedie tragiche dei sepolcri imbiancati,
ai ceroni ed ai parrucchini per signore,
alle lampade e tinture degli eterni non invecchiati,
al mondo fatto di ruffiani e di puttane a ore,
a chi si dichiara di sinistra e democratico
però è amico di tutti perché non si sa mai,
e poi anche chi è di destra ha i suoi pregi e gli è simpatico
ed è anche fondamentalista per evitare guai
a questo orizzonte di affaristi e d'imbroglioni
fatto di nebbia, pieno di sembrare,
ricolmo di nani, ballerine e canzoni,
di lotterie, l'unica fede il cui sperare...

Nell'anno '99 di nostra vita
io, giullare da niente, ma indignato,
anch'io qui canto con parola sfinita,
con un ruggito che diventa belato,
ma a te dedico queste parole da poco
che sottendono solo un vizio antico
sperando però che tu non le prenda come un gioco,
tu, ipocrita uditore, mio simile...
mio amico...
_________

En el año '99 de nuestra vida
yo, Francesco Guccini, eterno estudiante
porque la materia de estudio sería infinita
y sobre todo porque sé de no saber nada,
yo, clérigo errante, exiliado de calle,
yo, no artista, sólo pequeño bachiller,
porque, por culpa de otros, vaya como vaya,
a veces me avergüenzo de hacer mi profesión.

Yo digo adiós a todas vuestras guilipolleces infinitas,
reflectores y paillettes de las televisiones,
a los gritos deordenados de politicastros profesionales,
a aquellas vuestras glorias vacías de cojones...

Y digo adiós al mundo inventado de la aldea global,
a los régimenes para mantenerse en forma radiante
a quien siempre habla de un futuro triunfal
y a cada empresa de este siglo triunfante,
a las magias de moda de las religiones orientales
que esconden solamente vacíos de nosotros de pensamiento,
a los personajes charlantes de los talk-show
que chillan a cada hora un nuevo "auténtico"
a las futilidades chismosas sobre los futbolistas milmillonarios,
a sus modelas sin humanidad
a las sempiternas bonitas en competición sobre los calendarios,
a quien olvidadiza o ignora la humildad...

Yo, hijo de un ama de casa y un empleado,
crecido entre los sabios ignorantes de montaña
que supieron de memoria a Dante e improvisaron de poesía,
yo, corrido sobre a castañas y alfalfa,
yo, siempre hace poco campero inurbato,
dos dinero de elementales y uno de universidad,
pero siempre el pensamiento a aquel país nunca desafinado
dónde también hallo hoy cuatro dinero de civilización...

Yo digo adiós a quien se esconde con arrogancia detrás de un dedo,
a quién no elige, no toma parte, no se desequilibra
o elige al azar por los tiramentos del momento
curando pero siempre de llenarse la barriga
y digo adiós a las comedias trágicas de los sepulcros blanqueados,
a los maquillajes y a los peluquines para señor,
a las lámparas y tintes de los eternos no envejecidos,
al mundo hecho de alcahuetes y putas a horas,
a quien se declara de izquierda y demócrato
pero es amigo de todo porque no se sabe nunca,
y luego también quién es de derecha tiene sus cualidades y le es simpático
y también es fundamentalista para evitar apuros
a este horizonte de especuladores y embrollones
hecho de niebla, lleno de parecer,
repleto de enanos, bailarinas y canciones,
de loterías, la única fe cuyo esperar...

En el año '99 de nuestra vida
yo, juglar de nada, pero indignado,
también yo aquí canto con palabra agotada,
con un rugido que se convierte en balido,
pero a ti dedico estas palabras de poco
que sólo implican un vicio antiguo
esperando pero que tú no le tomes como un juego,
tú, hipócrita oyente, mi parecido...
mi amigo...

Octubre ocho



Así que me balearon la izquierda, ¡lo que anduve
con esta pierna izquierda por el mundo! Ni un árbol
para decirle nada, y víboras, y víboras,
víboras como balas, y agárrenlo y reviéntenlo,
y el asma, y otra cosa,
y el asma, y son las tres. Y el asma, el asma, el asma.

Así que son las tres, o ya no son las tres,
ni es el ocho, ni octubre. Así que aquí termina
la quebrada del Yuro, así que la Quebrada
del Mundo, y va a estallar. Así que va a estallar
la grande, y me balearon en octubre.

Así que daban cinco mil dólares por esto, o eran cincuenta mil,
sangre mía, por esto que fuimos y que somos,
¡y todo lo que fuimos y somos! Cinco mil
por mis ojos, mis manos, cincuenta mil por todo,
con asma y todo. Y eso, roncos pulmones míos,
que íbamos a cumplir los cuarenta cantando.

Cantando los fatídicos mosquitos de la muerte:
arriba, arriba, arriba los pobres, la conducta
de la línea de fuego, bienvenida la ráfaga
si otros vienen después. Vamos, vamos veloces,
vamos veloces a vengar al muerto.

Lo mío — ¿qué es lo mío? —: esta rosa, esta América
con sus viejas espinas. Toda la madrugada
me juzgan en inglés. ¿Qué es lo mío y lo mío
sino lo tuyo, hermano? La cosa fue de golpe
y al corazón. Aquí
va a empezar el origen, y cómanse su miedo.

Así que me carnearon y después me amarraron.
A Vallegrande — a qué — ¡y en helicóptero!
Bueno es regar con sangre colorada el oxígeno
aunque después me quemen y me corten las manos,
las dos manos.
— Dispara sin parar
mientras voy con Bolívar, pero vuelvo.

Gonzalo Rojas


























E così mi han sparato la sinistra, questa stessa
gamba sinistra con cui ho girato per il mondo! Neppure un albero
per dirgli niente,e vipere, e vipere,
vipere come pallottole, e prendetelo e fatelo fuori,
e l'asma, e un'altra cosa,
e l'asma, e sono le tre. E l'asma, l'asma, l'asma.

E così sono le tre, o non sono più le tre,
e non è l'otto, e non è ottobre. E così qui finisce
la gola di Yuro, così come la Quebrada
del Mondo, e sta per scoppiare. E così sta per scoppiare
la grande, e mi spararono in ottobre.

E così davano cinquemila dollari per questo, o erano cinquantamila,
sangue mio, per quello che siamo stati e che siamo,
e tutto quello che siamo stati e che siamo! Cinquemila
per i miei occhi, per le mie mani, cinquantamila per tutto,
con l'asma e tutto. E dire, rauchi polmoni miei,
che stavamo per compiere i quaranta cantando.

Cantando i fatidici mosquitos della morte:
in alto, in alto, in alto i poveri, l'incarico
della prima linea, benvenuta la raffica
se altri vengono dopo. Andiamo, andiamo veloci,
andiamo veloci a vendicare il morto.

Il mio - che cos'è mio - : questa rosa, questa America
con le sue vecchie spine. Fino al mattino
mi giudicano in inglese. Che cosa è il mio e il mio
se non quello che è tuo, fratello? Il fatto fu di colpo
e al cuore. Qui
comincerà l'origine, e mangiatevi la vostra paura.

E così mi hanno macellato e dopo mi hanno legato.
A Vallegrande - a che scopo - e in elicottero!
E' buono irrigare con sangue rosso l'ossigeno
anche se dopo mi bruciano e mi tagliano le mani,
le due mani.
- Non smettere di sparare
mentre io vado da Bolivar, ma ritorno.


Gonzalo Rojas

Y al final... soy como soy



Venite pure avanti, voi con il naso corto,
signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio
perché con questa spada vi uccido quando voglio.

Venite pure avanti poeti sgangherati,
inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza
avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finché dura,
che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse
col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna,
però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All'amo non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Facciamola finita, venite tutti avanti
nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze,
feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte,
coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese
in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch'io sono sbagliato,
spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz'ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d'essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perché Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...

Venite gente vuota, facciamola finita,
voi preti che vendete a tutti un'altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell'infinito,
guardatevi nel cuore, l'avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso,
che Dio è morto e l'uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali,
tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti,
per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco
e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!

Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev'esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un'ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perché oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo...Cirano
__________________

Acercaos, acercaos, los de las narices cortas,
señores acicalados, ¡ no os aguanto más!,
enfilaré mi pluma bien adentro de vuestros orgullos
porque con esta espada os mato cuando me place.

Acercaos, acercaos, poetas desquiciados,
inútiles cantantes de días desdichados,
bufones que vivís de versos huecos,
tendreis dinero y gloria pero os falta la fuerza;
gozad del éxito,gozadlo hasta que dure,
que el público está amaestrado y no os amedrenta
e id quién sabe dónde,para no pagar los impuestos,
con la sonrisa maliciosa y la ignorancia del primero de la clase.
Yo solo soy un pobre cadete de Guascogna
pero no soporto la gente que no sueña.
¿Los oropeles?, ¿el arrivismo?, no pico en esos anzuelos
y al final de la licencia no perdono y toco.

Acabemos de una vez,acercaos, acercaos todos,
nuevos protagonistas,políticos trepas;
acercaos serviles aduladores , rufianes y gentucilla,
feroces presentadores de falsas retransmisiones,
que con frecuencia habeis hecho del cualunquismo un arte;
sed valientes liberales y enseñad las cartas,
pues siempre existirá alguien que pagará el pato
de este bendito, absurdo y hermoso país.
No me importa nada si yo también estoy equivocado,
desagradar es de mi agrado y amo ser odiado;
con los listillos y los prepotentes desde siempre me divierto
y al final de la licencia no perdono y toco.

Pero cuando estoy sólo,con esta nariz enorme
que desde siempre me ha precedido por lo menos en media hora,
mi rabia se apaga y recuerdo con dolor,
que me está casi prohibido soñar con un amor;
no sé a cuántas habré amado, no sé a cuántas habré poseído,
pero por mi culpa o por azares del destino, a las mujeres las he perdido
y cuando siento el peso de estar siempre sólo,
me encierro en casa y escribo, escribiendo me consuelo,
pero en mi interior siento que el gran amor existe,
anzuelo sin pecado,amo pero estoy triste,
porque Rosana es bella,somos tan distintos;
no logro hablarle,le hablaré con los versos.

Acercaos gentes vacías, acabemos de una vez:
Vosotros los curas que a todos vendeis otra vida;
si existe, como decís,un Dios en el infinito,
miraos en el corazón,ya lo habeis traicionado;
y vosotros los materialistas, con vuestra eterna obsesión
de que Dios ha muerto y que el hombre está sólo en este abismo,
buscais las verdades por el suelo,como los cerdos,
quedaos con las bellotas, dejadme las alas;
volved a casa enanos, apartaos de mi vista,
para mi enorme rabia necesito gigantes.
No pico el anzuelo de dogmas y prejuicios
y al final de la licencia no perdono y toco.

Toco mis enemigos con la nariz y con la espada
pero en esta vida, hoy, no encuentro mi camino,
no quiero resignarme a ser malvado,
tú sola puedes salvarme,tú sola y te lo escribo;
debe existir, lo siento, en la tierra o en el cielo un lugar
donde no sufriremos y todo será justo.
No te rias, te lo ruego, de estas mis palabras,
yo solo soy una sombra y tú, Rosana, el sol;
pero tú, lo sé, no ries, dulcísima señora
y yo ya no me oculto bajo tu morada
porque ahora siento que no he sufrido en vano,
si me amas como soy, por siempre tuyo seré... Cirano.