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Gli italiani sono fatti così

Se potessi sperare in una palingenesi anarchica — cioè il meglio nel migliore dei modi possibili — non dico tra sei mesi, ma tra venti, cento anni, mi murerei nell'intransigenza anarchica. [...] Ma non ho speranza in nessuna palingenesi. A chi chiede il mio parere sul da farsi [...] consiglio di stringersi fortemente il naso tra pollice e indice.

A un'amica anarchica, 1953. Gaetano Salvemini


Molte volte per spiegare, o peggio ancora per giustificare, gli spropositi e le porcherie fatte ieri e oggi dai politicanti italiani di ogni denominazione, si ripete che “gli italiani son fatti così” e la botte non può dare che il vino che ha.
Giolitti ai suoi tempi diceva che il popolo italiano era gobbo e – lui – non poteva fare a un gobbo altro che un abito da gobbo. E certo il popolo italiano era gobbo. Ma Giolitti invece di tentare quanto sarebbe stato possibile per farlo, non dico dritto come un fuso, ma un gobbo meno gobbo di quanto egli aveva trovato, lo rese più gobbo di quanto fosse prima. Poi venne Mussolini e disse che il popolo italiano era buono a nulla. Poi sono venuti molti – troppi – antifascisti e anch’essi dicono che il popolo italiano è fatto così. Dove tutti sono responsabili, nessuno è responsabile.
La verità è che dove tutti sono responsabili, ciascuno è responsabile per la parte che gli spetta, in proporzione della sua capacità a fare il bene o fare il male, e in proporzione del male che ha realmente fatto e non ha cercato di impedire. Un contadino sardo è anche lui responsabile per la sua quarantacinquemilionesima parte di quanto avviene oggi in Italia. Ma un Ministro che sta a Roma è infinitamente più responsabile che un contadino sardo, per quel che avviene col suo consenso , o per suo ordine, o con la sua complice passività.
Gli italiani furono responsabili per non aver mandato al diavolo il re col suo duce, sebbene, a dire il vero, sia difficile spiegare che cosa gli italiani avrebbero potuto fare, ridotti come erano a polvere incoerente e passiva da un'organizzazione di pretoriani armati e da una polizia onnipotente. Ma lui il re, che non correva nessun pericolo di essere bastonato o mandato al domicilio coatto e in galera, lui, il re che aveva ai suoi ordini un esercito, non ebbe dunque nessuna responsabilità nelle vigliaccherie e nelle perfidie per cui rimarrà immortale nella storia?
Sissignori, gli italiani presi uno per uno sono quello che sono. Ma grazie al cielo, non tutti sono allo stesso modo. Ve ne sono alcuni che...sono fatti diversamente.
Quanti siano stati partigiani in Italia fra il settembre 1943 e l’aprile 1945 nessuno saprà mai. Il comandante delle truppe angloamericane ammise che nei primi mesi del 1945 essi distrassero dal fronte di combattimento sei divisioni nazifasciste. Sei divisioni, anche calcolando diecimila uomini per divisione, fanno 60.000 uomini. Per tenere a bada 60.000 uomini bene armati, organizzati alla tedesca sotto una direzione centrale, quei partigiani scalcagnati, divisi in gruppi scombinati, senza rapide comunicazioni, e con un direzione centrale che funzionava come Dio voleva, devono essere stai almeno tre volte più numerosi delle divisioni nazifasciste. Dunque non corriamo pericolo di esagerare se mettiamo che nei primi mesi del 1945 vi erano nell’Italia del Nord non meno di 180.000 partigiani. Ma mettiamo fossero non più di 100.000. Dietro a quei 100.000 uomini di prima linea, c’erano le seconde e le terze linee, senza il cui favore la prima linea non avrebbe potuto tenere duro per mesi. Se calcoliamo tre persone (uomini e donne) di seconda e terza linea per ogni uomo di prima linea, siamo certi di non esagerare. Abbiamo dunque un totale di 100.000 più 300.000 uomini e donne: cifra tonda 400.000 italiani.
Non tutti sono stinchi di santo. D’accordo. Molti erano anch'essi fatti così. D’accordo. Facciamo una tara della metà. Facciamo una tara dei due terzi. Facciamo una tara dei tre quarti. Si potrebbe essere più pessimisti di così? Restano sempre 100.000 uomini e donne, in tutti i partiti e fuori di tutti i partiti, che erano fatti diversamente.
E quand’anche gli italiani che sono fatti diversamente, fossero non centomila, ma appena mille, cento, dieci, uno solo, quell’uomo solo – degno di rispetto e non carogna – dovrebbe tener duro e non mollare. E sarebbe dovere approvarlo, incoraggiarlo, sostenerlo e non dirgli: “Pensa alla salute, tira a campare, chi te lo fa fare, bada ai fatti tuoi, lascia correre: gli italiani son fatti così”.
Un uomo degno di rispetto è una ricchezza che non si deve buttare via. Chi sa? Quell’uomo solo potrebbe diventare, quando meno lui stesso se lo aspetta, centro d’attrazione e di cristallizzazione per molti altri.

Gli italiani sono fatti così, 1947. Gaetano Salvemini



Secondo me gli italiani e l'Italia hanno sempre avuto un rapporto conflittuale. Ma la colpa non è certo dell'Italia, ma degli italiani che sono sempre stati un popolo indisciplinato, individualista, se vogliamo un po' anarchico, ribelle, e troppo spesso cialtrone.
Secondo me gli italiani non si sentono per niente italiani. Ma quando vanno all'estero li riconoscono subito.
Secondo me gli italiani sono cattolici e laici. Ma anche ai più laici piace la benedizione del Papa. Non si sa mai...
Secondo me gli italiani sono poco aggiornati e un po' confusi perché non leggono i giornali. Figuriamoci se li leggessero!
Secondo me non è vero che gli italiani sono antifemministi. Per loro la donna è troppo importante. Specialmente la mamma.
Secondo me gli italiani hanno sempre avuto come modello i russi e gli americani. Ecco come va a finire quando si frequentano le cattive compagnie.
Secondo me gli italiani sentono che lo Stato gli vuol bene. Anche perché non li lascia mai soli.
Secondo me gli italiani sono più intelligenti degli svizzeri. Ma se si guarda il reddito medio procapite della Svizzera, viene il sospetto che sarebbe meglio essere un po' più scemi.
Secondo me gli italiani sono tutti dei grandi amatori. Peccato che nessuna moglie italiana se ne sia accorta.
Secondo me gli italiani al bar sono tutti dei grandi statisti. Ma quando vanno in parlamento sono tutti statisti da bar.
Secondo me un italiano quando incontra uno che la pensa come lui fa un partito. In due è già maggioranza.
Secondo me gli italiani sono i maggiori acquirenti di telefonini. E non è vero che tutti quelli che hanno il telefonino sono imbecilli... è che tutti gli imbecilli hanno il telefonino.
Secondo me gli italiani non sono affatto orgogliosi di essere italiani. E questo è grave. Gli altri invece sono orgogliosi di essere inglesi, tedeschi, francesi, e anche americani... e questo è gravissimo.
Secondo me gli italiani sono i più bravi a parlare con i gesti. E quando devono pagare le tasso fanno... [gesto dell'ombrello].
"Italiani popolo di combattenti". L'ha detto Giosuè Carducci.
"Italiani popolo di pensatori". L'ha detto Benedetto Croce.
"Italiani popolo di eroi". L'ha detto Gabriele D'Annunzio.
"Italiani popolo di sognatori". L'ha detto Gigi Marzullo.
Secondo me gli italiani e l'Italia hanno sempre avuto un rapporto conflittuale. Ma la colpa non è certo degli italiani, ma dell'Italia che ha sempre avuto dei governi con uomini incapaci, deboli, arroganti, opportunisti, troppo spesso ladri, e in passato a volte addirittura assassini.
Eppure gli italiani, non si sa con quale miracolo, sono riusciti a rendere questo paese accettabile, vivibile, addirittura allegro. Complimenti!

Secondo me gli italiani Giorgio Gaber & Sandro Luporini



Vent'anni all'estero da minatore,
oppure in galleria come editore,
scudetti in mezzo, buon meridionale,
se ammazzo in Africa son coloniale,
se ammazzo austriaci son patriota,
canto da sempre non conosco nota.

Piaccio alle nordiche, specie svedesi,
cambio governo quasi ogni sei mesi,
sono cattolico per adozione
e l'hobby invece è la rivoluzione,
mio figlio un giorno sarà calciatore,
per il momento è in terza dalle suore.

Ma cosa guardi, cosa c'è di strano?
Chi sono dici? Beh, sono italiano,
son stato il solo a perdere la mano
sia col tedesco che l'americano,
ma se mi chiedi chi fu Garibaldi
uno che nacque presto e morì tardi,
ma cosa guardi, cosa c'è di strano?
Chi sono dici? Beh, sono italiano.

Siam tutti preti, navigatori
figli di 'gnotta e grandi cantautori,
mamma è una santa, le altre da bordello,
se perde il Napoli faccio un macello,
se trovo un portafogli perchè è vecchio
tv a colori e pane dentro al secchio.
Siam diplomatici, laici, estremisti,
furbetti, asmatici e poi femministi,
di calcio tecnici, d'amor maestri,
figli di parroci in gite campestri,
del cruciverba siamo i pensatori,
quattro infermieri, centosei dottori.

Ma cosa guardi, cosa c'è di strano?
Chi sono dici? Beh, sono italiano,
son stato il solo a perdere la mano
anzi il pallone con il coreano,
son stato il solo a vincere la guerra
sia con la Svizzera che l'Inghilterra,
ma cosa guardi, cosa c'è di strano?
Chi sono dici? Beh, sono italiano.

Da vivo sono un po' menefreghista,
da morto invece son nazionalista,
specie se ho nomina da deputato
da giornalista a volte pensionato,
ma la domenica problemi grossi
segna Giordano, segna Paolo Rossi.

Ma cosa guardi, cosa c'è di strano?
Chi sono dici? Beh, sono italiano,
son stato il primo a perdere la mano
sia col tedesco che l'americano,
confesso, è vero, ma non è finita
prossima vittima è l'ora proibita,
ma cosa guardi, cosa c'è di strano?
Chi sono dici? Beh, sono italiano!

Metafore & Metamorfosi (febbraio)

ARRIVA IL DIRETTOR...





Quando eravamo piccini
la nostra maestrina
con la più gran disciplina
tutti faceva filirar
lei ci metteva in riga
gridando "fate attenzion"
"adesso marcerete
cantando questa canzon
":

Battiam battiam le mani
arriva il direttor
battiam battiam le mani
all'uomo di valor
gettiamo tulipani
e mazzolin di fior
cantiamo tutti in coro
evviva, evviva
ed una coppa d'oro
doniamo al direttor
.

E finalmente a vent'anni
dicemmo è finita
ora ci porta la vita
giorni di felicità
ma presto tutti quanti
dovemmo constatar
che per andare avanti
sempre si deve cantar:

Battiam battiam le mani
arriva il direttor
battiam battiam le mani
all'uomo di valor
gettiamo tulipani
e mazzolin di fior
cantiamo tutti in coro
evviva, evviva
ed una coppa d'oro
doniamo al direttor.

Ma quando ci lamentiamo
sinceri non siamo
forse in segreto sognamo
la parte del direttor
tutti vorremmo in fondo
dal mondo farci applaudir
e la canzone in coro
ci piacerebbe sentir.

All'arbitro noi diciamo
"arriva il direttor"
ed al metropolitano
"arriva il direttor"
al maestro Ferrari diciamo
"arriva il direttor"
ognun di voi domani
potrebbe cantare
"battiam battiam le mani
arriva... arriva...
arriva il direttor!
".


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EGYPTIAN REVOLUTION



In Italia quando!?
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LA PIOVRA


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NO PASARAN!



Dalla pensione alla scuola o in tema di sanità,
arriva il ladro che non si nasconde mai,
i sogni realizzerà, di certo non quelli tuoi,
li tiene chiusi nella Casa delle Libertà.
Non è un politico ma un commerciante
perciò trasformerà tutti i ministeri in mini-store
"Aiuto c'è un comunista, è dentro la mia minestra"
è un suo ministro che nun ce vo' proprio stà
Ahahah... Ahahah... Ma che mondo è mai questo?
Ohohoh... Ohohoh... Cambia canale fai presto
Come cazzo si fà? Ohohoh... Ohohoh...
Si sceglie il canale giusto NO PASARAN!
NON ARRENDERTI MAI!

Sogano di essere lui tutti gli amici che ha,
disprezzo per chi lavora e chi diritti non ha,
Scordarsi il lavoro fisso è uno slogan che fà,
un bell'assegno è la garanzia di libertà!
E' l'uomo giusto per chi non paga tasse perchè
di chi sta peggio non glie ne frega un granchè,
lavoro nero più mafia è il nuovo patto d'acciaio
e i morti sul lavoro una calamità!
Ohohoh... Ohohoh... Ma questo film l'ho già visto
Ohohoh... Ohohoh... Genere centro-sinistra
neanche tanti anni fà! Ohohoh... Ohohoh...
E' una storia italiana CHE CE VOI FA'...

Chissà se cambierà?
Mi piacerebbe svegliarmi e non vederli mai più,
lo sfruttamento un ricordo di un tempo che fù,
guardarmi intorno e vedere gente senza catene,
niente razze speciali o civiltà superiori!
I ricchi a lavorà i poveri a governa'
per un po' di dignità
E non dover più pregare per avere una casa,
non dover più penare e non sentirsi colpevoli di fare l'amore
Ohohoh Ohohoh Non è il nostro mondo questo?
Se ci mettiamo del nostro vedrai che si farà
Ohohoh... Ohohoh.... Questa è la formula giusta: NO PASARAN!
Non arrenderti mai!
NON ARRENDERTI MAI!

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DEMOCRAZIA ASSOLUTA



La sovranità mediatica è una democrazia dispotica.
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BERSUCONI IS UNFIT



In un editoriale sul Times, lei ha scritto che la telefonata di Berlusconi in questura era un chiaro abuso di potere, prima di essere un potenziale reato. Dieci anni fa, da direttore dell'Economist lei pubblicò la famosa copertina Berlusconi is unfit, Berlusconi è inadatto a governare l'Italia. Oggi l'Economist scrive che Berlusconi è un animale da party. Ma si è fermato il tempo in questo paese?

Penso che Berlusconi non cambierà mai, ma vedo che sta peggiorando, che sta abusando sempre di più del suo potere, è sempre più imprudente. Ha spostato ogni linea di confine tra la sua vita pubblica e quella privata. Ormai tutto è diventato pubblico e si sta avvicinando a una figura medievale, a un sultano, a un imperatore.

Leggendo la stampa internazionale si ha come l'impressione che i giornalisti siano rassegnati...

Perché la caduta di berlusconi è stata predetta così tante volte dalla stampa internazionale, e ogni volta non si è verificata, che adesso hanno smesso di parlarne. Ne prendono atto, tanto è così. Non capiscono perché gli italiani si tengano questo primo ministro, ma lo vedono come un elemento permanente della scena italiana.

Nel suo libro "Forza, Italia" lei confessa che uno dei sentimenti che l'hanno spinta a scrivere sul nostro paese è l'indignazione. Perché, stando almeno agli ultimi sondaggi, gli italiani invece non si indignano?

Credo che gli italiani non siano indignati con lui, perché sono indignati e cinici verso l'intera classe politica, e quindi lui lo perdonano un po'.

C'è una relazione tra questo e il controllo di Berlusconi sui media?

Certo che se tu controlli tutti i principali canali commerciali e controlli anche il TG1 in Rai, allora hai il controllo di ciò che il novanta percento degli italiani sa di te e che cosa pensano di te.

La difesa del premier è: sono vittima di una persecuzione e sui giornali è tutto gossip. Ma c'è un problema che riguarda le intercettazioni in questo paese e la loro trascrizione?

Penso che le intercettazioni siano un sintomo di un sistema politico terribilmente malato. Perché è vero, è grave che le conversazioni private dei cittadini siano ascoltate su scala così diffusa in Italia, ma questa è una conseguenza della criminalità organizzata, della corruzione e dell'abuso di potere in politica. Non è una malattia in sé, è un sintomo della malattia.

Se lei fosse il direttore del Corriere della Sera, le pubblicherebbe?

Certo che le pubblicherei. Così come pubblicherei il materiale di WikiLeaks. Se è di interesse pubblico, se ha una rilevanza, se ha a che fare con la criminalità o con il potere politico, pubblicherei tutto.

Silvio Berlusconi è troppo vecchio per governare?

Credo che nessuno sia troppo vecchio per governare, ma lui non sta governando. Berlusconi è sì in carica, ma fa i suoi interessi, non sta governando il paese.

Immagini di essere un alieno atterrato oggi in Italia, cosa colpirebbe di più la sua attenzione?

Che non cambia niente, in Italia.

Bill Emmott


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BEAUTY FARM PDL


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BERLUSCONI'S LIST


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LA SORA GINA!



A villa San Martino, Arcore, un bel giorno...

La sora Gina

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TALKING SEX



...Lei comincia a divincolarsi ma i suoi sforzi rendono più sensibile la sua debolezza e nello stesso tempo fanno ondulare il suo corpo contro il mio.
Ora la trascino verso la camera, ma strada facendo mi fermo un po’ per obbligarla a strigersi di nuovo contro di me in modo da sentire bene il tenero strofinio dei suoi seni attraverso la seta sgualcita della camicia.
Poi, sempre tenendola, costringo la piccina ad inginocchiarsi sul copriletto. Le immobilizzo i polsi dietro la schiena con una sola mano che preme contro l'incavatura della vita e la schiaffeggio più volte, senza fretta, con l'aria di punirla. Lei sa che ha bisogno di una punizione.
Dopo le accarezzo con le mani la bocca, e anche le labbra, ma, siccome non si dimostra compiacente quanto voglio, la schiaffeggio ancora, senza spiegazioni. Punita per la seconda volta mi bacia senza reticenze.
Allora la faccio stendere servile, sottomessa a pancia in giù – nella posizione che preferisco – ferma, cara, indifesa. Le faccio risalire la camicia e le spingo giù i pantaloni, dolcemente. Con la punta delle cinque dita sfioro la pelle nei punti in cui è più delicata, non tanto per interessare la prigioniera... Non tanto per interessare la prigioniera...

Questo pensiero rischia di farmi sfumare l'immagine.
Non tanto per interessare la prigioniera...
Accendo la luce e guardo il cuscino... la prigioniera.
Ecco, cosa c'è di bello nella masturbazione. Non c'è alcun bisogno di preoccuparsi per l'altra persona. Però guai a distrarsi, eh, guai! Devi essere un tutto unico... testa e... tutto.
I ragionamenti intermedi sono fallimentari. Fra la tensione del pensiero e il corpo non deve esistere niente.
La masturbazione... è la prima forma di interezza. E non solo quello.
Nessuno ha mai parlato di questo modo di amare. Ma ti rendi conto? In due, sempre in due... oppure in tanti, che stronzata in tanti! L'amore in uno è il più perfetto. Non ha mai sfasature. È l'unico amore in cui una persona faccia veramente i conti con il proprio sesso. Purtroppo non lo si può raccontare a nessuno, il proprio sesso, diciamolo. Quanto sia acuto, profondo, illimitatamente libero... si deve andare fino in fondo, fino alle oasi più vergognose, che sono quelle più vere.
Mi fanno ridere quelli che la chiamano "disperata solitudine"... È una scienza privata e universale, dai. È il rilancio dell'individuo. Ti libera dall'untuosa ideologia del sociale. Ti libera dei sofismi della conservazione della specie e ti porta verso l'immagine pura. È il più alto dovere dei poeti. O la capisci o non la capisci, o ce l'hai o non ce l'hai. Non ci si può accedere con la logica. È una verità del cuore. Come la mamma, come la Patria!...
Mi sono esaltato, eh! E ho perso la concentrazione. Quasi quasi stasera resisto, così domani è anche meglio!
Va be', fumiamo va. Guarda che casino c'è in giro... cicche, cartacce, camicie sporche, lenzuola... che disastro.
Però è bello tornarsene a casa da soli. Infilarsi sotto le coperte... e sapere già come andrà a finire. Ritardare. I piaceri vanno sempre ritardati. Quasi quasi questa sera resisto. Così domani è anche più bello.
Dicono che faccia male. Anche quella lí non l'ho mai capita.
Ma chissà quanti saranno quelli che a quarant'anni, da soli...
Non lo saprò mai!
E chi te lo racconta, dai... da piccoli sì, ma a quarant’anni... Ssshhh...
Non so se dormire o se tornare ai miei filmini.
Dunque: lei era prigioniera. Era prigioniera con le mani incatenate dietro la schiena, no, le catene non c’erano... Ecco, a me sono i dettagli che mi fregano!... L’ho persa, non la vedo più, la Lucianina non mi... non mi va più bene.
Che cose strane! Probabilmente è il pensiero che diventa debole, e quando il pensiero si indebolisce...
Ma chissà quanti saranno quelli che a quarant'anni...
No, sarei curioso di sapere che tipo di tecnica...
Secondo me esistono due tendenze, sì. Quelli della donna astratta, stupenda, completamente inventata, piena di fianchi, di cosce, di tette... No, no, io sono più realista. Sì, non importa che sia bellissima... deve essere vera. Ecco, la devi capire... psicologicamente. Eh sì, perché cos'è poi un culo se non si conosce profondamente il proprietario?... Non è niente, dai. Non è niente, è un oggettone.
Le donne che scelgo per... se lo sapessero!... voglio dire, le mie donne, insomma, sono quelle che incontro tutti i giorni, sì, quelle di cui conosco la madre, il fratello, il cugino, il marito... quelle sposate... le mogli degli amici, stupendo!... Le faccio parlare proprio con la loro voce, sono precisissimo nell'immaginare i gesti. Ognuna ha il suo carattere. Mai, mai far fare le cose che loro non farebbero, mai! Magari che non hanno mai fatto... ma che io so che farebbero... con me le farebbero!
Guarda la Barbara, per esempio... Come la odio, la Barbara! Dice che è timida. Tipico. Dice che ha vergogna del suo corpo. Tipico... Ha vergogna del suo corpo e mette su delle gonne che s'incollano al culo! Va bene, ha il culo piccolo, lo ammetto... ma si vede di più, eh!!!
Che fai, t'incazzi? Sì, m’incazzo. M'incazzo perché sono realista. E intanto la Barbara mi va via, mi svapora, mi si indebolisce il pensiero, mi s'intreccia con la Cornelia... La Cornelia?... La Cornelia è tutto un altro tipo, è isterica, fredda come il ghiaccio, aristocratica, mai un gesto fuori posto... tutta dentro, tutta dentro bisognerebbe smuoverla, bisognerebbe smuoverla. Tutta controllata, piena di dignità.... Sarebbe bello vederla fondere, la sua dignità. Sarebbe bello vederla fondere. Ti scavo nel cervello, Cornelia. Te lo tirannizzo, così, così!
Basta. Basta...
E' fatale come io un attimo dopo pensi subito a tutt'altro. Anzi più che pensare è una specie di amerezza. Non ho mai capito perché io per eccitarmi abbia bisogno di certe fantasie strane, contorte.
È come uno schifoso guazzabuglio di pensieri che si scioglie. È una cascata di sintomi di delirio che gocciolano da tutte le parti. Basta, che miseria.
Ora bisogna abbandonarsi e dormire più che si può. Dormire?...
Si crede sempre che sia il fondo dello squallore quello che si è toccato. Chissà se esistono delle forze per andare più giù. Delle strane forze, e la prossima volta scendere più in basso. C'è un momento in cui si è veramente soli. Quando si arriva in fondo a ciò che siamo di orrendo, di squallido. Ma in fondo, proprio in fondo in fondo.
Il dolore stesso non vi risponde più. Gli occhi sono asciutti perché lí c'è il deserto. Strano, non c’è neanche il dolore nella solitudine, quella vera. Gli occhi sono asciutti. E Allora bisogna risalire da quel fondo... piano piano bisogna ritornare tra gli uomini.
Forse la nostra vita sessuale è irrimediabilmente corrotta. Spesso anche con una donna è un amore tutto mentale, si va avanti da soli, è un amore monosessuale, come la masturbazione. E' l'assoluta mancanza dei sensi, è un erotismo distaccato e distorto, è la nostra sessualità: il lirismo degli impotenti.
Non c'è niente da fare. Bisogna ritornare con gli uomini... anche per piangere.
In amore il pensare è niente, il sentire è tutto: un corpo, un suono, un odore... una vita.

Giorgio Gaber




Volete del gran sesso... è richiesto a piene mani, a veh, se volete ve lo do. La canzone sul sesso non è una vera canzone, per chi non la conosce... è un blues parlato, è un talking blues che... parla di questo problema che, chi più, chi meno, ci attanaglia tutti. Io fui attanagliato dal problema del sesso una volta, mi sembra nel... '52, però ne conservo buona memoria, ancora, per poterne parlare.
Se c'è una cosa di moda adesso, fatto sicuro è proprio il sesso; quello a vagoni... Anche Alighieri col sesso prendo, e la Divina Commedia a dispense vendo: "la carne in fiamme, peccatori e peccatrici, sensazioni paradisiache!"
E vendono, eh? Ma moltissimo!
Comunque alla scuola media statale hanno iniziato un piano di educazione sessuale:
sembra impossibile, eppure è vero, ed è voluto dal Ministero.
Non ci credete? Andate e vedete, hanno già stanziato due miliardi per comperare i cavoli!
Ma questo fatto dell'educazione non è ben visto dalla nazione: "morte alla pillola atea e nociva! Per l'aspirina si gridi evviva!"
Che poi fa lo stesso effetto: non bisogna prenderla prima o dopo, bisogna prenderla... "invece"! E passano anche quei noiosi mal di testa... come disse Maria Antonietta.
Italia per bene, sii sveglia, sii desta, tendi l'orecchio, solleva la testa! Ah, ah... I giovani d'oggi han scoperto, vergogna, chi porta i bambini, non è la cicogna!
Vedo sempre dei visi meravigliati a questo punto. Io non lo so come sia.. Fatto anticattolico e comunista! Il ministero delle cicogne è in crisi!
Ho visto in giro un pio proclama che al religioso buon sess... emh, buon senso chiama: fare l'amore fa male al cuore! Dov'entra il sesso, metaforicamente parlando, entra il dottore!
E non si parli soprattutto di antifecondativi! Visto che i bimbi nascono sotto ai cavoli, al massimo di anticrittogamici! Ma c'è sempre qualcosa che dà un dolore... a qualcuno...
La corruzione, quand'è iniziata, non c'è più niente che può fermarla...
E lì, dice: facile... uno comincia e poi non smette più, capisci mia... è difficilissimo fermarlo. Degli amici, delle sere, trattenuti per le spalle:
"No... ma dove vuoi andare?"
"Io ci vado, io ci vado..."
"Ma no... sta' con noi..."
"No... no..."
Così, scene terrificanti, veramente. No, capisci... uno comincia con quelle cose leggere che fa verso i sedici-diciassette anni, poi si abitua, prende il vizio e non c'è più niente da fare, eh? Diventa un drogato.
E dà l'assuefazione! Dà: perdita della memoria, perdita dei riflessi, poca voglia di lavorare e vengon dei buchi così... della pelle, da tutte le parti: un mio amico li ha avuti.
E poi che faccia male è verissimo, c'è stato un rapporto americano, tipo quello sul fumo. Avete... sapete quel famoso rapporto sulle sigarette? Dice che scopare fa male da morire. I dottori consigliano di farlo... almeno col filtro. Dice... si sente un po' meno, però... la salute ne guadagna!
La corruzione quand'è iniziata non c'è più niente che può fermarla: tutti di sesso siamo ammalati ed al divorzio si è già arrivati!
"Ciò che Dio unisce l'uomo non sciolga!" Cioè, è molto meglio un pio colpo di pistola, che col fatto del delitto d'onore con un mese e mezzo sei fuori e te ne fotti!
E quindi uniamoci gridando al mondo: "A morte il sesso, serpente immondo! Basta l'amore! Fate la guerra... sano rimedio per questa terra... Non più sovrappopolazione! Non più divorzi! La coscienza è a posto! E ci penseranno i superstiti!"

Francesco Guccini
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SE NON ORA QUANDO?


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سيلفيو برلسكونيهو خنزير!



خرجت مئات الآلاف من النساء الإيطاليات في مظاهرات امس في روما ومدن أخرى احتجاجاً على فضيحة جنسية لرئيس الوزراء سيلفيو برلسكوني قلن إنها ألحقت العار بإيطاليا.
وقالت روبرتا نيتشياريللي (52 عاماً)، التي شاركت في مظاهرات روما: "النساء يشعرن بالإهانة. صورة بلادنا التي يقدمها برلسكوني إلى العالم لا يمكن تحملها".
وتعكس الاحتجاجات في أكثر من 200 مدينة إيطالية وفي مدن خارج إيطاليا تزايد الغضب بين النساء بسبب فضيحة دعارة أحاطت برئيس الوزراء الذي كانت النساء المحافظات بين أهم ناخبيه لفترة طويلة.
وقالت بينا، التي أعطت صوتها لبرلسكوني من قبل: "لقد أعطيته صوتي في الماضي، لكنني أشعر حقاً بخيبة الأمل. أتمنى أن تتغير الأمو".
وقدمت سلطات الادعاء يوم الأربعاء الماضي طلباً لتقديم برلسكوني إلى المحاكمة متهمة إياه بدفع مقابل مالي لراقصة بملهى ليلي عندما كان عمرها أقل من
(18 عاماً)، وهو أمر مخالف للقانون في إيطاليا.
ووصف برلسكوني (74 عاماً) الاتهامات بأنها "مقرفة ومشينة".
وقال باولو كامبديلا، العامل الذي شارك في المظاهرات في بادوا بشمال إيطاليا: "إنها فضيحة. إنني لا أثق بقيمه وسلوكه والطريقة التي يعامل بها النساء. إيطاليا لا مستقبل لها إذا كانت هذه هي القيم التي تحفظنا".
وانتشرت صور قائمة متزايدة لفتيات شابات من مجال الإعلام قيل إنهن على علاقة ببرلسكوني على شاشات التلفزيون الإيطالية وعلى مواقع الإنترنت، وقد ظهرن فيها في أوضاع فاضحة أو بملابس داخلية.
وقال المعارضون إن الصورة الأحادية للنساء بوصفهن أدوات جنسية روَّجت لثقافة ترى فيها المرأة أن بيع مظهرها الجيد هو السبيل الوحيد للنجاح في بلد يعاني فيه ثلث شبانها البطالة.

Come si dice? (piccolo glossario di arabo):
- Ruby ("figlia di padre incerto, ma nipote di Mubārak, di Papi e di tanti, tanti altri"): روبي
- Silvio Berlusconi ("puttaniere, culo flaccido e corruttore di minorenni"): سيلفيو برلسكوني



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LA CONFESSIONE


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BERLUSCAU MERAVIGLIAO


Metafore & Metamorfosi (dicembre)

SILVIO MALAPARTE


Solo Napoleone aveva fatto più di me. E' così, è così... Oltretutto io sono anche molto più alto. (10 febbraio 2006)
Silvio Berlusconi




Napoleone è dentro di me, con il bicorno in testa e in mano il suo caffè,
con il piglio da potente, sfoggia ancora il suo talento:
non ha perso il vecchio vizio di volere tutti al suo servizio.

Dice “non posso proprio farci niente se sono bravo a sottomettere la gente.
Per di più adesso la mia arte l’ho affinata e Bonaparte
non commetterà più errori, lo prometto e giuro a lor signori
”.

Napoleone è sempre con me, generale vittorioso e un poco osé.
Segue la folla che lo acclama e paga perché lo si ami.
poi controlla pure nelle case a scanso di brutte sorprese.

Ve la do io – dice – la Libertà! Confezionata sottovuoto non si deteriorerà.
State tranquilli, per il resto ci son io, che faccio questo dopotutto
per il vostro bene, riflettete vi conviene
”.

Rimbamba-rimbambe, rimbamba-rimbambero...

È uno che vince sempre e che sa tutto,
e se lo contraddici lui ti dice che sei brutto
e tu, guardandoti allo specchio, ti convinci che ha ragione
ed in giro più nessuno oserà farne una discussione.

Sa scegliersi gli amici più lontani,
meglio! così non dovrà dare troppo conto dei suoi affari.
La Costituzione è roba da gastrite e se il Parlamento non ci fosse
Lui saprebbe come farci uscire dall’impasse!

Rimbamba-rimbambe, rimbamba-rimbambero...

Napoleone è dentro di me, non è di te che parlo, ma proprio di me,
perché la sete di potere, scopro adesso, mi appartiene,
dunque non mi posso lamentare se stai tu lì a comandare.

Voglio essere come te, questa è la verità,
al di sopra della legge e reticente se mi va.
Con la mia truppa che, se voglio, per un niente la sguinzaglio
contro chi vorrebbe, per invidia, esiliarmi dalla storia.

Le tue follie sono le mie, mie son le voglie tue perverse, le bugie.
Maledette sian le tasse e le regole e chi le ha fatte,
e non è vero che perdesti a Waterloo...

Rimbamba-rimbambe, rimbamba-rimbambero...

Daniele Gabriele




































Napoleón es dentro de mí, con el bicorno en la cabeza y en mano su café,
con el semblante de potente luce todavía su talento:
no ha perdido el viejo vicio de querer todo a su servicio.

Él dice: "no puedo hacerce nada si soy bueno a someter a la gente.
Por de más ahora mi arte la he refinado y Bonaparte
ya no cometerá errores, lo prometo y juro a lor Señor".

Napoleón siempre está conmigo, general victorioso y un poco osé.
Sigue la muchedumbre que lo aclama y sueldo porque lo se quieres.
luego incluso controla en las casas para evitar feas sorpresas.

"¡Os la doy yo - él dice - la Libertad! Empaquetada al vacío no se deteriorará.
Están tranquilos, por el resto hay yo, que hago este después de todo
por vuestro bien, reflejáis, os conviene."

Rimbamba-rimbambe, rimbamba-rimbambero...

Es uno que vence siempre y que sabe todo,
y si lo contradices le te dice que eres feo,
y tú, mirándose en el espejo, te convences que tiene razón,
y por ahí más ninguno osará hacer de ello una discusión.

Sabe elegirse a los amigos más lejanos,
¡mejor! así no tendrá dar demasiado cuenta de sus asuntos.
¡La Constitución es cosa de gastritis y si el Parlamento no fuera
Él sabría cómo hacer salir del impasse!

Rimbamba-rimbambe, rimbamba-rimbambero...

Napoleón es dentro de mí, no es de ti que hablo, pero justo de mí,
porque la sed de poder, descubre ahora, me pertenece,
pues no puedo lamentarme si tú estás allí a mandar.

Quiero ser como tú, ésta es la verdad,
por encima de la ley y reticente si me va,
con mi tropa que, si quiero, por un nada la desatraillo
contra quien querría, por envidia, desterrarme de la historia.

Tus locuras son las mías, mis son las ganas tu perversas, las mentiras,
malditos sian los impuestos y las reglas y quién le ha hecho,
y no es verdadero que le perdiste a Waterloo...

Rimbamba-rimbambe, rimbamba-rimbambero...

Daniele Gabriele

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SILVIOMAN



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DER UNTERGANG


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IL POPOLO DELLE LIBERTA'



Noi siamo il simbolo del progresso,
noi siamo scemi ma fa lo stesso...

Viva l'atmosfera pubblicitaria,
senza slogan ci manca l'aria,
Viva!

Noi con un missile nel cervello,
noi non guardiamo che Carosello...

Viva l'atmosfera pubblicitaria,
senza slogan ci manca l'aria,
Viva!

Noi con un missile nel cervello,
noi non guardiamo che Carosello...

Mettiamo un tigre nel doppio brodo
due gocce azurre nel bianco stanco
c'è una gran cuoca nel tuo motore
ma il grano duro lava più bianco...


Herbert Pagani

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VENDUTI POWERS



Venduti, solo dei venduti per passare con me,
sì che basteranno a ricoprirti di bugie come se
io dovessi mostrar di me quello che ancora no,
non sono stato mai...

Per convincerli ho qualche centinaia di migliaia di euro
che pagherei per comprare Cesario, Razzi, Calearo
e la Siliquini e anche la Polidori e Scilipoti per me...

Cinquecentomila euro per comprarli e stare con me,
si che basteranno a ricoprirti di bugie come se
io dovessi mostrar di me quello che ancora no,
non sono stato mai...

Per convincerli ho qualche centinaia di migliaia di euro
che pagherei per comprare Cesario, Razzi, Calearo
e la Siliquini e anche la Polidori e Scilipoti per me...

Potrei anche comprare tutto il partito, i finiani e anche l'Udc...
Potrei anche comprare Rutelli, Pannella e anche il Pd...
Tutto il Pd... Il Pd... Il Pd... Il Pd...
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DALLA PARTE DEI LAVORATORI...


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PIU' DEMOCRAZIA DI COSI'...



Dopo anni di riflessione sulle molteplici possibilità che ha uno Stato di organizzarsi sono arrivato alla conclusione che la democrazia è il sistema più... democratico che ci sia.
Dunque, c'è la democrazia, la dittatura… e basta. Solo due. Credevo di più.
La dittatura in Italia c'è stata e chi l'ha vista sa cos'è, gli altri si devono accontentare di aver visto solo la democrazia.
Io, da quando mi ricordo, sono sempre stato democratico. Non per scelta, per nascita. Come uno che quando nasce è cattolico, apostolico, romano. Cattolico pazienza, apostolico non so cosa vuol dire, ma romano io?!...
Del resto, diciamolo, come si fa oggi a non essere democratici? Sul vocabolario c'è scritto che "democrazia" deriva dal greco e significa "potere al popolo". L'espressione è suggestiva e poetica... Ma in che senso potere al popolo? Come si fa? Questo sul vocabolario non c 'è scritto.
Si sa però che dal 1945, dopo il famoso ventennio, il popolo italiano ha acquistato finalmente il diritto al voto. È nata così la "democrazia rappresentativa" che dopo alcune geniali modifiche fa sì che tu deleghi un partito che sceglie una coalizione che sceglie un candidato che tu non sai chi è, e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni, e che se lo incontri ti dice giustamente: "Lei non sa chi sono io!". Questo è il potere del popolo.
Ma non è solo questo. Ci sono delle forme ancora più partecipative. Il referendum, per esempio, è una pratica di "democrazia diretta"... non tanto pratica, attraverso la quale tutti possono esprimere il loro parere su tutto. Solo che se mia nonna deve decidere sulla Variante di valico Barberino-Roncobilaccio, ha effettivamente qualche difficoltà. Anche perché è di Venezia. Per fortuna deve dire solo "" se vuol dire No, e "No" se vuol dire Sì. In ogni caso ha il 50 percento di probabilità di azzeccarla. Comunque il referendum ha più che altro un valore folkloristico perché dopo aver discusso a lungo sul significato politico dei risultati… tutto resta come prima e chi se ne frega.
Un altro vantaggio che la democrazia offre a mia nonna, cioè al popolo, è la libertà di stampa. Nei regimi totalitari si chiama propoaganda: tu non puoi mai sapere la verità. In democrazia si chiama informazione, che per maggiore chiarezza ha il pregio di essere pluralista. Sappiamo tutto, ma anche il contrario di tutto. Pensa che bello...
Sappiamo che l'Italia va benissimo, ma che va anche malissimo. Sappiamo che l'inflazione è al 3, al 4, al 6 o anche al 10 percento.
Sappiamo che i disoccupati sono il 12 percento, non si sa bene di cosa. E che possono aumentare o diminuire a piacere, a seconda di chi lo dice.
Sappiamo dati, numeri e statistiche. Alla fine se io voglio sapere quanti abitanti ci sono in Italia vado sulla Variante di valico Barberino-Roncobilaccio e li conto... Chi va al sud, chi va al nord. Altro che Istat.
Un'altra caratteristica fondamentale della democrazia è che si basa sul gioco delle maggioranze e delle minoranze.
Dipende tutto dai numeri. Come il gioco del Lotto, anche se meno casuale ma più redditizia. E con la differenza che al gioco del Lotto, il popolo qualche volta vince, in democrazia... mai!
Più largo è il consenso del popolo, più la democrazia - o chi per lei - ci guadagna.
Quello del popolo è sempre stato un grosso problema per chi governa. Se ti dà il suo consenso vuol dire che ha capito, che è consapevole, che è anche intelligente... Sennò è scemo.
Se dalle urne viene fuori il 51 vinci, se viene fuori il 49 perdi.
E se viene fuori il 50 e 50? Ecco, questa è una particolarità della nostra democrazia: non c'è mai la governabilità.
È cominciato tutto nel 1948. Se si fanno bene i conti tra la Destra – DC, liberali, monarchici, missini... – e la Sinistra – comunisti, socialisti, socialdemocratici, ecc. – viene fuori un bel pareggio. Da allora è sempre stato così, per anni!
Eh no, adesso no, adesso è tutto diverso. Per forza: sono spariti alcuni partiti, c'è stato un mezzo terremoto, le formazioni politiche hanno cambiato nomi e leader. Adesso... adesso non c'è più il 50 percento a destra e il 50 percento a sinistra. C'è il 50 percento al centro-destra e il 50 percento al centro-sinistra. Oppure un 50 virgola talmente poco... che basta che uno abbia la diarrea che salta il governo.
Non c'è niente da fare. Sembra proprio che il popolo italiano non voglia essere governato. E ha ragione. Ha paura che se vincono troppo quelli di là, viene fuori una dittatura di Sinistra. Se vincono troppo quegli altri, viene fuori una dittatura di Destra. La dittatura di Centro invece... quella gli va bene.
Comunque l'importante è coinvolgere più gente possibile. Intendiamoci, la democrazia non è nemica della qualità, è la qualità che è nemica della democrazia. Mettiamo come paradosso che un politico sia un "uomo di qualità". Mettiamo anche che si voglia mantenere a livelli alti. Quanti lo potranno seguire? Pochi. Pochi, ma buoni.
Ehh no, in democrazia ci vogliono i numeri, e che numeri. Bisogna allargare il consenso, bisogna scendere alla portata di tutti, bisogna adeguarsi...
E un'adeguatina oggi e un'adeguatina domani, l'uomo di qualità ci prende gusto... e tac, un'abbassatina. Poi ce n'è un altro che si abbassa più di lui e... tac, tac, un'altra abbassatina. Ogni giorno si abbassa di cinque centimetri. E così, quando saremo tutti scemi allo stesso modo, la democrazia sarà perfetta!
Auguri!!

Giorgio Gaber


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INVASIONI BARBARICHE


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HAPPY CHRISTMAS


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LETTERINE A BABBO NATALE



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IL CENONE



Metafore & Metamorfosi (maggio)

TUTTI SULLA STESSA BARCA



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LOVE BOAT



La bella nave solca il mare
piena di gente che non sa nuotare,
ma cosa importa?
E il nostro viaggio dove ci porta?
E' una fregata senza timone,
ma sopra il cassero c'è un buffone,
con il cappello da capo-treno
che canta lagne in napoletano...
L'orchestra suona,
la gente balla affascinata
da tanta musica fracassona

Viva l'Italia del gratta e vinci,
se perdi tutto poi ricominci.
Viva l'Italia dei cavalieri,
dei leccaculo, dei puttanieri.
Viva l'Italia degli evasori
accolti come benefattori,
viva l'Italia dei pecoroni
che voglion credersi furbacchioni.
E viva l'Italia dei moralisti,
dove le troie fanno i ministri
e poi si inventano leggi strane
con cui si arrestano le puttane.

Viva viva l'Italia alla deriva
viva viva finchè c'è cibo nella stiva.
Viva viva l'Italia alla deriva
viva viva è sempre un grande show...

Viva l'Italia del piduista,
del capocosca per capolista,
viva l'italia della famiglia
del magna-magna del piglia-piglia.
Viva l'italia dell'informazione
sempre al guinzaglio del padrone,
che ci addormenta che ci conforta,
spacciando frottole porta a porta.
E viva l'italia del buon diritto,
del buon pastore e del cane zitto,
se c'è un problema si fa una legge
che salva il porco che fotte il gregge.

Viva viva l'Italia alla deriva
viva viva finchè c'è cibo nella stiva.
Viva viva l'Italia alla deriva
viva viva è sempre un grande show...

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LA NAVE



Una nave grande, enorme, che va, va, va.
Non si sa dove va, non si sa quando è partita.
E sopra, molti, praticamente tutti. La nave è la vita.

La nave è come una nave
ed essendo una nave
è abbastanza normale che vada in mare.
Il mare, com'è naturale,
immobile e piatto
è quasi perfetto sta lì sempre uguale.
La nave ha anche un motore,
ed avendo un motore
non sa dove va ma continua ad andare.
Avanti, avanti, avanti, si può spingere di più,
insieme nella vita a testa in su.

La nave, e sopra la nave
a parte le masse, son tutti presenti
gli amici e i parenti.
"Manca solo il nonno, povero nonno... Vabbeh."
Per tutti c'è un buon trattamento,
ognuno ha il suo posto nel proprio recinto
mi sembra anche giusto:
"Prima classe, seconda classe,
terza classe e poi le donne,
i negri, i palestinesi, eccetera, eccetera
..."

La nave è una nave di classe,
il legno del ponte è dipinto di bianco
è molto elegante...
"Ciao, buongiorno, salve
arrivederci, come va?

Buona giornata, ciao ciao..."
Bello questo ponte bianco,
è un ponte meraviglioso, bianco,
guarda che ponte bianco.
"Non ho mai visto una nave rossa:
un po' volgare effettivamente..
."

Avanti, avanti, avanti, si può spingere di più
insieme nella vita a testa in su.
Sul mare la nave biancheggia
ha un fascino strano
così suggestiva anche quando beccheggia.
"È un fascino che di dentro...
mi sento poco bene, però, mah
..."

Ma basta distrarsi la mente,
usare il cervello,
pensare un istante a qualcosa di bello.
"Sì, devo pensare a qualcosa di bello
che mi distragga, che mi passa il mal di stomaco.
Vediamo un po', a cosa posso pensare?
Alla mia ragazza, sì, a Maria,
"Maria la libertà...", Maria il vomito!
Dio... Ecco ce la faccio... sì, sì,
mi concentro, ecco sì, sì mi vedo...
la mia mano scivola sì, scivola,
scivola sui capelli, sì, va giù, giù,
sì, sulle spalle, sì, va giù sì,
sui seni sì, va giù sì, va giù, va giù...
Mi torna tutto su...
"

Il mare, com'è strano il mare,
non è che non senta la sua poesia,
ma mi fa vomitare.
"Devo pensare a qualcosa di più convincente,
a un dolore, un dolore enorme.
Al nonno. Sì, al povero nonno.
Ha sempre funzionato il nonno.
Sì, vediamo un po'...
Mio nonno morì tragicamente nel Sessanta, come Fausto Coppi.
Gli ero così affezionato, era un vecchio anarchico,
alto, bel portamento, coi baffi, col fiocco.
Aveva sposato la zia di una biscugina,
l'Elvira, sì, te la ricordi? Che vita povero nonno.
Ogni tanto spariva. Bevitore eh, gran bevitore...
A un certo punto il fegato... a pezzi, spappolato, putrefatto...
Sto male. Mi torna il vomito, devo resistere,
non voglio essere il primo, devo resistere!
"

Avanti, avanti, avanti, si può spingere di più
insieme nella vita a testa in su.
Il mare è un po' troppo vitale
la gente si sbianca ma fa resistenza
non vuole star male.
"Pensate al nonno! Al nonno!"

Sul ponte che è fatto a tre piani
in terza e in seconda e anche in prima
si sentono rantoli strani
"No da quelli di prima non me l'aspettavo..."

Il mare diventa più grosso
dai piani di sopra su quelli di sotto
si vomita addosso.
"Una battaglia, una battaglia che cresce:
quelli di prima vomitano su quelli di seconda,
quelli di seconda su quelli di terza.
Lo scontro è sfrenato, violento,
la gente rimanda, reagisce, boccheggia,
un prete esorta a volersi bene,
poi si inginocchia e vomita anche l'anima.
Un carabiniere mi tiene, allora io mi puntello,
cerco di vomitare verso l'alto ma non ci arrivo.
Quelli di sopra hanno la meglio,
si sporgono più che possono per vomitare,
una vera cascata, una violenza,
uno scroscio di conati, un rovescio di filamenti,
la nave è tutta piena, tutta piena di vomito
..."

Avanti, avanti, avanti, si può spingere di più,
Insieme nella vita a testa in su...
Insieme nella vita a testa in su...
Insieme nella vita a testa in su...
Come il duce.

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BENITO - BERLUSCONI - BARBAGLI








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FATTI FUR(bo)


P.s. Fur è latino e significa...
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ITALIANI... TRA MARI E TREMONTI



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SILVIO SILVIETTO, GIURIN GIURETTO...



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CHI VENDE E CHI COMPRA



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ENDEMOL GENERATION



Io diventerò qualcuno,
non studierò non leggerò,
a tutti voi dirò di no.
Ecco perché diventerò qualcuno.
Se vuoi parlare un po' con me
ti devo addare al mio myspace.

Nel dopoguerra non c'era chi urlava nei comizi più di cherokee. Non c'erano TV colme di Nembo Kid ne radio attive come nubi a Chernobyl. C'era l'uomo qualunque, sostenuto dal Fronte dell'Uomo Qualunque. Nella schiena dei partiti affondo le unghie: "Io non sono di destra nè di sinistra, sono un uomo qualunque! E lo stato è demagogo, nel sistema bipolare non mi ci ritrovo.." Ooh, ferma tutto! Devo aver avuto un herpes, dato che questo sfogo non mi è nuovo. Vivo decenni dopo nello stesso clima che su questo fuoco getta più benzina ma non c'è più l'uomo qualunque, tutti sono qualcuno, tutti sono in vetrina.

Io diventerò qualcuno,
non studierò non leggerò,
a tutti voi dirò di no.
Ecco perché diventerò qualcuno.
Se vuoi parlare un po' con me
ti devo addare al mio myspace.

Il qualcunista milita in una banda che prende piede se la prendi sotto gamba. Gode come te quando ti stendi sotto Ramba, ma è talmente finto che sembra un ologramma. Partecipa al raduno, di quelli che gridano "Italia uno!" poco prima di un programma. Scrive recensioni di cd nel web e non distingue Zenyatta Mondatta da Ummagumma. E' una farsa, ha una cultura scarsa, ma non gli basta il ruolo della comparsa. Prima parla per bocca di Giorgio Bocca e poi la pensa come Giampaolo Pensa. Lascia nei forum commenti di boria, ma si.. sono piccoli commenti di gloria. Porta avanti una staffetta scorretta: non passa il testimone ma passa a testimonial.

Io diventerò qualcuno,
non studierò non leggerò,
a tutti voi dirò di no.
Ecco perché diventerò qualcuno.
Se vuoi parlare un po' con me
ti devo addare al mio myspace.

"Il Fronte dell'Uomo Qualunque è il primo partito di questo paese. Grazie e arrivederci". Bene, adesso mister e miss faranno del parlamento la Diaz del Blitz. Non distinguono il Foglio dal Manifesto, del resto io non distinguo Libero da Gin Fizz. La democrazia fa la fine del vip che ritrova H.P sull'uscio dell'hotel Ritz. E siamo tutti nelle mani di chi? Di questi che per diventare qualcuno cambiano nick? Si, il Fronte dell'Uomo Qualcuno ha voti al cubo, mamma che dolore al culo, lo appuro, se questo è uno scherzo manca il sens of humor. Uuh che manrovescio! Stiamo seppellendo nell'Endemol generation. Devo aspettare di perdere il mio diritto di voto per guadagnare il diritto alla nomination?

Io diventerò qualcuno,
non studierò non leggerò,
a tutti voi dirò di no.
Ecco perché diventerò qualcuno.
Se vuoi parlare un po' con me
ti devo addare al mio myspace.

Il potere dei più buoni



























La mia vita di ogni giorno è preoccuparmi di ciò che ho intorno,
sono sensibile ed umano probabilmente sono il più buono,
ho dentro il cuore un affetto vero per i bambini del mondo intero,
ogni tragedia nazionale è il mio terreno naturale,
perché dovunque c'è sofferenza sento la voce della mia coscienza...

Penso ad un popolo multirazziale ad uno stato molto solidale,
che stanzi fondi in abbondanza perché il mio motto è l'accoglienza,
penso al problema degli albanesi, dei marocchini, dei senegalesi,
bisogna dare appartamenti ai clandestini e anche ai parenti,
e per gli zingari degli albergoni coi frigobar e le televisioni...

È il potere dei più buoni,
è il potere dei più buoni...
Son già iscritto a più di mille associazioni,
è il potere dei più buoni,
ed organizzo dovunque manifestazioni...

È il potere dei più buoni...

La mia vita di ogni giorno è preoccuparmi di ciò che ho intorno,
ho una passione travolgente per gli animali e per l'ambiente,
penso alle vipere sempre più rare ed anche al rispetto per le zanzare,
in questi tempi così immorali io penso agli habitat naturali,
penso alla cosa più importante che è abbracciare le piante...

Penso al recupero dei criminali, delle puttane e dei transessuali,
penso allo stress degli alluvionati, al tempo libero dei carcerati,
penso alle nuove povertà che danno molta visibilità,
penso che è bello sentirsi buoni usando i soldi degli italiani...

È il potere dei più buoni,
è il potere dei più buoni,
costruito sulle tragedie e sulle frustrazioni...
E' il potere dei più buoni,
che un domani può venir buono per le elezioni...

È il potere dei più buoni...


Destra - Sinistra



Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Fare il bagno nella vasca è di destra
far la doccia invece è di sinistra,
un pacchetto di Marlboro è di destra
di contrabbando è di sinistra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Una bella minestrina è di destra
il minestrone è sempre di sinistra,
quasi tutte le canzoni son di destra
se annoiano son di sinistra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Le scarpette da ginnastica o da tennis
hanno ancora un gusto un po' di destra,
ma portarle tutte sporche e un po' slacciate
è da scemi più che di sinistra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

I blue-jeans che sono un segno di sinistra
con la giacca vanno verso destra,
il concerto dello stadio è di sinistra
mentre i prezzi sono un po' di destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

La patata per natura è di sinistra
spappolata nel purè è di destra,
la corsia del sorpasso è a sinistra
ma durante le elezioni è a destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

La piscina bella azzurra e trasparente
è evidente che sia un po' di destra,
mentre i fiumi, tutti i laghi e anche il mare
son di merda più che sinistra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

L'ideologia, l'ideologia
malgrado tutto credo ancora che ci sia,
è la passione, l'ossessione della tua diversità
che al momento dove è andata non si sa
dove non si sa
dove non si sa.

Io direi che il culatello è di destra
la mortadella è di sinistra,
quasi sempre il mal di testa è di destra
la colite invece è di sinistra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

La tangente per natura è di destra
col permesso di chi sta a sinistra,
non si sa se la fortuna sia di destra
ma la sfiga è sempre di sinistra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Il saluto vigoroso a pugno chiuso
è un antico gesto di sinistra,
quello un po' degli anni '20, un po' romano
è da stronzi oltre che di destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

L'ideologia, l'ideologia
non so se è un mito del passato o un'isteria,
è il continuare ad affermare un pensiero e il suo perché
con la scusa di un contrasto che non c'è
se c'è chissà dov'è
se c'è chissà dov'è.

Canticchiar con la chitarra è di sinistra
con il karaoke è di destra,
i collant sono quasi sempre di sinistra
il reggicalze è più che mai di destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

La risposta delle masse è di sinistra
col destino di spostarsi a destra,
son sicuro che il bastardo è di sinistra
mentre il figlio di puttana è a destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Una donna emancipata è di sinistra
riservata è già un po' più di destra,
ma un figone resta sempre un'attrazione
che va bene per sinistra e destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Tutti noi ce la prendiamo con la storia
ma io dico che la colpa è nostra,
è evidente che la gente è poco seria
quando parla di sinistra o destra.

Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...
Ma cos'è la destra, cos'è la sinistra...

Destra-sinistra
Destra-sinistra
Destra-sinistra
Basta!

II. Economía y potaje

No, secondo me è tutto un problema di alimentazione! Si comincia tutto da lì, dalla scelta del cibo che nutre il nostro corpo, dalle cose che contribuiscono alla nostra crescita. Sì, ora vediamo ad esempio un minestrone, sì un bel minestrone con dentro tanta roba, tanta verdura, bello anche da vedere, anche come fatto culturale, per dire.
Sì, tu ce l'hai lì davanti fumante, colorato, pieno di sedani, rape, finocchi, carote, eccetera, eccetera, eccetera... e mangi, anche perché hai fame e quindi lo mangi. Sì, mangi tutto anche se non è che del minestrone ti interessa tutto, certo non puoi mica metterti lì a selezionare, a dividere con le mani, sarebbe difficile, scomodo e anche maleducato, quindi mangi tutto anche se in realtà del minestrone ti interessa... a me personalmente del minestrone interessa la carota, è evidente che mi interessa la carota per le sue proprietà eccezionali, d'altronde ben note.
La carota, questo prezioso ortaggio fa bene al... irrobustisce il... nervo ottico, sì, fa bene ai bulbi, ti vengono due bulboni... è importante vedere anche politicamente questa vista che cresce, che si sviluppa, che individua il nemico da combattere, sì.
E poi a parte questo la carota ha proprietà benefiche particolari per quanto riguarda la... materia grigia cioè la funzione celebrale, fa bene al cervello, sviluppa l'intelligenza. Quindi uno del minestrone mangia tutto anche se in realtà gli interessano le carote.
C'è tutta questa operazione di ingestione, di masticazione, il bolo che scende, "Bbll,bbll,bl...", stomaco, intestino, "Shu,shu...", i villi, "Shu, shu...", i villi intestinali trattengono, aspirano, assimilano le carote che fanno bene a... le carote che fanno bene al... no?
No perché naturalmente il mio corpo trattiene quello che io voglio che il mio corpo... No, potrebbe anche trattenere... no, ma i piselli che li trattiene a fare, a me dei piselli non me ne frega niente! E magari lui magari trattiene i pis... ma il pisello è banale, è anticulturale. Ma io non capisco perché lui deve trattenere quello che vuole lui e no quello che io so che mi fa bene, a me i piselli fanno schifo per esempio! E butta via le carote che sono così rivoluzionarie...
Maledizione guarda che corpo stupido! (Giorgio Gaber)



Io mangio la zuppa del supermercato. Cioè vabbeh, io sono Robertino Casoria e sono un bambino di nove anni, però io mangio la zuppa del supermercato. La mangio io, la mangia mia madre, la mangia mio padre. Solo nonno non la mangia, perché nonno è contadino e si mangia la roba dell'orto. Noi mangiamo la zuppa del supermercato che dentro ci stanno tutti gli ingredienti. Mela, pera, banana, trippa, coda alla vaccinara... Ma sono tutti ingredienti di supermercato che sanno di niente, e quando tu metti insieme ingredienti che sanno di niente non fanno a cazzotti l'uno con l'altro e viene fuori una cosa che sa di niente, non fa schifo a nessuno e se la mangiano tutti, se la mangiano...
Mentre mangiamo 'sta zuppa che sa di niente noi parliamo di niente. Tipo per esempio stasera mia madre gli ha detto a mio padre : “Caro, ma dì un po' che è il Pil, il deficit, il debito pubblico... In televisione hanno detto che aumenta il deficit. Ma che è 'sto deficit?
Mio padre gli ha detto: “Cara, metti che io all’inizio di gennaio ti do 1000 euri per fa la spesa e tu alla fine del mese ne hai spesi 1500. Quei 500 euri spesi in più sono il deficit”.
Mia madre gli ha detto “e come faccio a spendere 1500 euri se tu me ne dai solo 1000?
Mi padre gli ha detto: “Facile facile. Diciamo che tu i 1000 euri che ti do il primo gennaio te li spendi i primi 20 giorni, dopodiché, spesi i soldi, te ne vai da un'amica tua e le dici: cara amica, che mi presteresti 500 euri? Spendi pure quelli e arrivi alla fine del mese”.
Vabbeh - dice mia madre - ma poi a febbraio glieli devo ridare indietro”.
E no – dice mio padre - il bello è quello. Io il primo giorno del mese di febbraio ti do altri 1000 euri e tu ci vai avanti, che ne so, 18, 20, 21 giorni, dopodiché invece di ridare i soldi all’amica tua, tu vai e le dici: che mi presti altri 500 euri? Quella te li dà e tu arrivi alla fine del mese di febbraio”.
"Vabbeh – dice mia madre - ma poi quando arriva il mese di marzo a 'sta amica gli devo ridare 1000 euri”.
Nooo -dice mio padre- 1000 euri te li do io a marzo. Te li do all'inizio del mese, tu ci vai avanti fino al 18, al 20, al 21, dopodiché torni dall'amica tua e gli dici: che mi dai altri 500 euri? E vai avanti così fino alla fine dell’anno”.
Allora mia madre gli ha fatto “Sì, vabbeh, ma alla fine dell’anno gliene devo ridare 6000, di euri, a 'sta amica mia... e chi ce l’ha tutti 'sti soldi?
Ecco! Questo, per l'appunto – ha detto mi padre – è il debito pubblico. Che è pubblico, cioè di tutti. E infatti non glieli ridai più. Ricominci a chiedere soldi e se quell’amica te lo rimprovera gli rispondi che è come il debito pubblico. Ce l’hanno tutti, ma non lo paga nessuno”.
Mia madre gli ha detto “Ma non si potrebbe fare che a gennaio, quando finiscono i soldi, intorno al 20, 21, io mi metto lì al computer con la stampante e mi stampo i soldi io, da sola? Me ne stampo 500 e arrivo alla fine del mese.
Si può fare – ha detto mi padre – solo che in questa maniera immetti denaro sul mercato, aumentano i soldi di carta in circolazione, il denaro perde di valore e quando a febbraio io ti do altri 1000 euri, quei 1000 euri valgono di meno del mese prima e tu non ci arrivi al 20 del mese. Ci arrivi, che ne so?, al 15 del mese”.
Vabbeh – ha detto mi' madre - casomai mi stampo altri soldi, a febbraio. Invece di stamparmene 500, mi stampo 1000, e se i soldi perdono di valore me ne stampo ogni mese di più!
Fai bene – dice mi' padre – però poi aumentano i soldi che girano nel mercato, nelle saccocce, nelle mani delle persone... E al mese di marzo valgono ancora meno i soldi che ti do all'inizio del mese e a malapena ci arrivi alla prima settimana, ai primi dieci giorni... Capito?
Evvabè - dice mi' madre - se i soldi perdono di valore me ne stampo ogni mese di più!
Così di questo passo alla fine dell’anno i soldi non valgono più niente - gli ha risposto lui - e con 1000 euro non ci prendi manco un caffè, un cappuccino. Questa si chiama inflazione. E' un trucchetto che in Italia facevamo quando ci stampavamo i soldi da soli... Che erano una specie di soldi falsi, le lire, no? Però adesso stiamo in Europa. L'Europa è una cosa seria e non ce lo permettono più, capito? Non si può fa' la svalutazione”.
Mia madre gli ha detto: “allora senti, facciamo una cosa semplice semplice, eh? Una cosa all'antica.. posso fare come ‘na brava massaia che i primi 20 giorni del mese mi spendo i 1000 euro e poi, quando finiscono i soldi, dal 21 fino alla fine del mese noi ci chiudiamo dentro casa, non facciamo la spesa, non consumiamo corrente, non ci laviamo..insomma non spendiamo altri soldi.
E no! - l’ha rimproverata lui – in un'economia capitalista questo è proprio un reato. Tu li devi spendere i soldi. Anzi, li devi proprio buttare via, capito? Comprarti fregnacce, roba inutile, perché più spendi, più girano soldi, più si producono prodotti che non servono a nessuno e più si alza il Pil. Se non consumi cala il Pil, il prodotto interno lordo, e crolla l’economia, capito?. Bisogna sempre spendere soldi, pure a costo di buttarli via!
Allora sono intervenuto io e gli ho detto “Papà, guarda per esempio il nonno. Nonno è uno che non consuma niente, non spende soldi. Lui va solo a piedi e quindi non consuma benzina, sta in salute e dunque non spende per i farmaci, le analisi e il medico. Si lava poco e solo con l’acqua fredda e quando cala la sera si mette a letto perciò non consuma manco la corrente e poi si mangia solo le verdure dell’orto e non spende manco per la zuppa del supermercato. Il nonno è una vera tragedia per il Pil e per l’economia. Invece, se noi ammazziamo il nonno.. spendiamo denaro per comprarci la pistola e le pallottole, l’ambulanza che lo porta all’ospedale consuma benzina, bisogna pagare medici e infermieri, quando muore c'è da fargli il funerale, pagare il falegname che inchioda la cassa, lo scalpellino che gli fa la lapide, il fioraio per i fiori e poi sulla tomba ci mettiamo una lampadina perpetua così paghiamo l’elettricità in eterno. Se ammazziamo il nonno cresce il Pil!
In quel momento il telegiornale ha detto che a Monfalcone stanno morendo 2000 persone per l’esposizione all’amianto e si prevede che in tutta la provincia ce ne stanno 20.000 di malati. Mio padre ha fatto un sorriso e ha detto “Guarda che fortuna! Quella è gente fortunata. Con tutti quei morti gireranno un sacco di soldi. Grazie all’amianto Monfalcone diventerà una piccola Svizzera!
E così, parlando di economia e parlando di niente, sorridendo ci siamo finiti la zuppa... che non sa di niente. Siamo andati in salotto dove c’è il televisore grande con lo schermo fino fino che mio padre sta comprando a rate. Mia madre gli ha chiesto “Caro, che fanno stasera in televisione?” Mio padre ha risposto “niente”.
Così l’abbiamo accesa e siamo rimasti a guardarla.

Ascanio Celestini

parte precedente: I. La sopa del supermercado

Alguien fue comunista...



Uh? No, non è vero, io non ho niente da rimproverarmi. Voglio dire non mi sembra di aver fatto delle cose gravi.
La mia vita? Una vita normale. Non ho mai rubato, neanche in casa da piccolo, non ho ammazzato nessuno figuriamoci, qualche atto impuro ma è normale no? Lavoro, la famiglia, pago le tasse. Non mi sembra di avere delle colpe, non vado neanche a caccia.
Uh? Ah, voi parlavate di prima. Ah ma prima, ma prima mi sono comportato come tutti. Come mi vestivo? Mi vestivo, mi vestivo come ora… beh non proprio come ora, un po’ più… sì jeans, maglione, l’eskimo. Perché, non va bene? Era comodo.
Cosa cantavo? Questa poi, volete sapere cosa contavo. Ma sì certo, anche canzoni popolari, sì…"Ciao, bella, ciao". Devo parlar più forte? Sì, "Ciao, bella, ciao" l’ho cantata d’accordo, e anche l’Internazionale, però in coro eh, in coro. Sì, quello sì, lo ammetto, sì, ci sono andato, sì, li ho visto anch’io gli Intillimanni, però non ho pianto.
Come? Se in camera ho delle foto? Che discorsi, certo, le foto dei miei genitori, mia moglie, mia…
Manifesti? Non mi pare. Forse uno, piccolo però, piccolino: "Che Ghevara". Ma che cos’è un processo questo qui? No, no, no, io quello no, il pugno non l’ho mai fatto, il pugno no, mai. Beh insomma una volta ma… un pugnettino rapido proprio…
Come? Se ero comunista? Eh. Mi piacciono le domande dirette. Volete sapere se ero comunista? No, no finalmente perché adesso non ne parla più nessuno, tutti fanno finta di niente e invece è giusto chiarirle queste cose, una volta per tutte, ohhh.

Se ero comunista? Mah? In che senso? No voglio dire…

Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il "Paradiso Terrestre".
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché: "La storia è dalla nostra parte!".
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano ma lontano.
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la borghesia - il proletariato - la lotta di classe. Facile no?
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopo domani sicuramente…
Qualcuno era comunista perché: "Viva Marx, viva Lenin, Viva Mao Zetung".
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava sempre RAI TRE.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il "materialismo dialettico" per il "Vangelo secondo Lenin".
Qualcuno era comunista perché era convinto d’avere dietro di sé la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c’era il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista nonostante ci fosse il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo il peggiore Partito Socialista d’Europa.
Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi viscidi e ruffiani.
Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera.
Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani "ipotetici".

E ora? Anche ora ci si sente come in due, da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.

Giorgio Gaber


¿Uh? No, yo no es verdadero no tengo que nada regañarme. Quiero decirme no parece de haber hecho cosas graves.
¿Mi vida? Una vida normal. ¿No he robado nunca, tampoco en casa de pequeño, no he matado a nadie faltaría más, algún acto impuro pero es normal no? Trabajo, la familia, paga los impuestos. No me parece de tener culpas, no voy tampoco a caza.
Ay, vosotros hablasteis de antes. Ay pero antes, pero primera me he comportado como todo. ¿Cómo me vestí? Me vestí, me vestí como ahora... beh no justo como ahora, un po' más... sí jeans, jersey, el eskimo. ¿Por qué, no queda bien? Fue cómodo.
¿Qué canté? Bueno, queréis saber cosa conté. Pero sí cierto, también canciones populares, sí... "Hola, bonita, hola". ¿Debo parlar más fuerte? Sí, "Hola, bonita, hola" la he cantado de acuerdo, y también la Internacional, pero en coro eh, en coro. Sí, aquel sí, lo admito, sí, allí he ido, sí, yo también los he visto los Intillimanni, pero no he llorado.
¿Como? ¿Si en habitación tengo fotos? Qué conversados, cierto, las fotos de mis padres, mi mujer, mi ¿Manifiestos? No me parece. Quizás uno, pequeño en cambio, pequeñito: "Che Ghevara". ¿Pero qué está aquí un proceso este? No, no, no, yo aquel no, el puño no lo he hecho nunca, el puño no, nunca. Beh en fin una vez pero... un puño pequeñito exprés justo ¿Como? ¿Si fuera comunista? Ehh. Me gustan las preguntas directas. ¿Queréis saber si fuera comunista? No, no por fin porque ahora no habla más ninguno, todos simulan de nada y en cambio es justo aclararle estas cosas, por última vez, ohhh...

¿Si fuera comunista? ¿Mah? ¿En qué sentido? No quiero decir...

Alguien fue comunista porque nació en Emilia.
Alguien fue comunista porque el abuelo, el tío, el papá... la mamá no.
Alguien fue comunista porque Rusia vio como una promesa, China como una poesía, el comunismo como el "Paraíso Terrenal."
Alguien fue comunista porque sólo se sintió.
Alguien fue comunista porque tuvo demasiado una educación católica.
Alguien fue comunista porque el cine lo exigió, el teatro lo exigió, la pintura lo exigió, la literatura también... lo exigieron todo.
Alguien fue comunista porque: "¡La historia es de nuestra parte!".
Alguien fue comunista porque se lo dijeron.
Alguien fue comunista porque no le dijeron todo.
Alguien fue comunista porque primera fue fascista.
Alguien fue comunista porque entendió que Rusia fue despacio pero lejano.
Alguien fue comunista porque Berlinguer fue una buena persona.
Alguien fue comunista porque Andreotti no fue una buena persona.
Alguien fue comunista porque fue rico pero quiso el pueblo.
Alguien fue comunista porque bebió el vino y se conmovió a las fiestas populares.
Alguien fue comunista porque fue tan ateo que necesitó otro Dios.
Alguien fue comunista porque estuvo tan hechizado de el obreros que quiso ser uno de ellos.
Alguien fue comunista porque no pudo de ello más que ser el obrero.
Alguien fue comunista porque quiso el aumento de sueldo.
Alguien fue comunista porque la burguesía - el proletariado - la lucha de clase. ¿Fácil no?
Alguien fue comunista porque la revolución hoy no, mañana quizás, pero pasado mañana indudablemente...
Alguien fue comunista porque:"viva Marx, vivo Lenin, Viva Mao Zetung."
Alguien fue comunista para dar rabia a su padre.
Alguien fue comunista porque RAI TRES siempre miró.
Alguien fue comunista para moda, alguien por principio, alguien por frustración.
Alguien fue comunista porque quiso estatalizar todo.
Alguien fue comunista porque no conoció a los empleados estatales, paraestatales y afínes.
Alguien fue comunista porque intercambió el "materialismo dialéctico" por el "Evangelio según Lenin."
Alguien fue comunista porque fue convencido de tener detrás de si la clase obrera.
Alguien fue comunista porque fue más comunista que los otros.
Alguien fue comunista porque hubo el gran Partido Comunista.
Alguien fue comunista a pesar de allí fosos el gran Partido Comunista.
Alguien fue comunista porque no hubo nada mejor.
Alguien fue comunista porque tenemos el peor Partido Socialista de Europa.
Alguien fue comunista porque el Estado peor que de nosotros sólo Uganda.
Alguien fue comunista porque no pudo de ello más de cuarenta años que gobiernos viscosos y alcahuetes.
Alguien fue comunista porque Piazza Fontana, Brescia, la estación de Bologna, el Italicus, Ustica, etcétera, etcétera, etcétera.
Alguien fue comunista porque quien fue contra fue comunista.
Alguien fue comunista porque ya no soportó aquella cosa sucia que nos obstinamos en llamar democracia.
Alguien creyó de ser comunista y quizás sea algo de otro.
Alguien fue comunista porque soñó con una libertad diferente de aquella americana.
Alguien fue comunista porque creyó poder sólo estar vivo y feliz si también lo fueran los otros.
Alguien fue comunista porque necesitó un obsceno verso algo nuevo, porque fue dispuesto a cambiar cada día, porque oyó la necesidad de una moral diferente, porque quizás sólo fue una fuerza, un vuelo, un sueño, fue sólo un salto, un deseo de cambiar las cosas, de cambiar de la vida.

Alguien fue comunista porque con cerca este salto cada uno fue como más que él mismo, fue como dos personas en uno. De una parte la personal fatiga cotidiana y de la otra el sentido de pertenencia a una raza que quiso desprender el vuelo para cambiar realmente la vida. No, nada añoranzas. Quizás también entonces muchos abrieron las alas sin ser capaces de volar, como de los gaviota "hipotéticos."
¿Y ahora? También se siente ahora como en dos, de una parte el hombre integrado que atraviesa respetuosamente la sordidez de la misma supervivencia cotidiana y de la otra el gaviota, sin más ni la intención del vuelo, porque ya el sueño se entumeció.
Dos miserias en un cuerpo solo.

Giorgio Gaber

La Libertà



Oggi nelle società progredite c'è apparentemente maggiore libertà. Sembra la libertà addirittura regni ovunque sovrana. Il neoliberismo ha fatto della “deregulation”, che poi viene intesa come la massima espressione della cosiddetta libertà di Mercato, non solo il principio cardine della produzione, degli scambi commerciali e dell'organizzazione economico-finanziaria, ma anche il principio base su cui modellare, in ambito sociale, i comportamenti individuali e collettivi.
Si pretende, in questo senso, che non ci sia norma, precetto, regola o decisione etico-sociale che possa affermarsi senza per questo doversi confrontare con una pretesa, asserita libertà individuale, la stessa che un tempo veniva guardata con sospetto perché ritenuta pericolosa per l'ordine sociale.
Eppure, a dispetto di tutto, questa stessa libertà tanto sbandierata non ha portato felicità. In verità l'aspetto da non trascurare è che nella società del consumo di massa l'offerta di libertà è accompagnata da una trasformazione profonda di quelli che sono i valori e i principi essenziali di Umanità.
Alle leggi di Umanità (che poi, non dimentichiamo, sono leggi di Natura) si sono sostituite, in nome del progresso, le leggi di Mercato, che hanno spodestato anche le leggi della politica, sostituendole con quelle della tecnica.
Il problema fondamentale, tuttavia, è che laddove i principi di Umanità hanno limiti certi ed uno scopo ben preciso, quelli del cosiddetto progresso non hanno in vista alcuno scopo che non sia quello dello sfruttamento illimitato, grazie alla tecnica, dell'universalità dei mezzi, delle risorse e persino delle persone.
C'è inoltre un secondo aspetto che non va trascurato: la Coscienza.
La Coscienza, per esser tale, deve tener conto anche dei suoni dissonanti, ma il consumismo e la società di massa postulano invece il consenso unanime, l'appartenenza assoluta, l'inclusione secondo un modello di conformità prestabilito ed unico.
Lo stesso mondo globale, fatto della sola realtà voluta e diffusa dai mezzi di comunicazione di massa, non è, in fondo che un aspetto di questo più generale processo di “massificazione”, in particolare quello che trova espressione nel mito della “comunicazione perfetta”.
Ovviamente il consenso, l'omogeneità, l'unanimità, la conformità non sono Libertà, sono il cimitero della Libertà.
Non dimentichiamo che l'esercizio della Libertà presuppone la Responsabilità. Ma una libertà siffatta, una Libertà responsabile, nella società dei consumi non può essere accettata e neppure voluta.
Non può essere accettata, perché la responsabilità presuppone una scelta, e ogni scelta implica una perdita. La scelta, infatti, non è mai un guadagno assoluto, secondo la falsa logica spacciata dal progresso consumistico, perché scegliendo, e facendolo secondo valori etico-morali di Umanità, avremo comunque un vulnus, una perdita, un sacrificio, una rinuncia. E il consumismo tende invece ad imporre la falsa ed illusoria convinzione che tutto in fondo possa essere ottenuto, comprato, venduto, scambiato e usato, comprese le persone, con implicazioni (etico-morali) zero e un saldo (in termini di godimento e felicità) sempre positivo.
Ma una Libertà vera, dicevamo, neppure è voluta, perché siffatta libertà importerebbe il tormento della scelta, l'incertezza della decisione, l'insicurezza dell'agire, la preoccupazione di aver compiuto la scelta giusta, l'angoscia di essere in procinto di commettere un errore, la pena di nuocere, di far del male. Tutte cose a cui oggi nessuno pensa più, né si preoccupa.
Questo spiega, allora, perché la società dei consumi si serva di un falso modello di libertà proprio per sfuggire la Libertà vera, inevitabilmente segnata dalla fatica di dover sostenere la propria posizione in termini di scelta. E riesce a farlo semplicemente bypassando la scelta, vendendoci cioè già bell'e pronta la scelta giusta per ogni occasione, la decisione da prendere in ogni situazione, cosa pensare e cosa dire di qualunque cosa.
In questo modo la società dei consumi sostiene la libertà individuale allo stesso modo in cui un cappio sostiene l'impiccato: si serve proprio della libertà per “strozzare” l'individuo con la forza del suo stesso peso (del suo stesso pensiero, della sua stessa decisione e/o azione), continuando ad alimentarne un sogno deviato (e deviante) di libertà.
La nostra è una società che dona l'illusione di vivere nella libertà sottraendosi all'etica della responsabilità che la libertà necessariamente comporta, diffondendo un concetto rozzo di libertà, quello che spesso ci capita di sentire da chi ne fa uso e abuso per la sua propaganda politica, ideologica, mercantile, di vita, ecc...
Per parlare di cose concrete, questa è la libertà rivendicata da Berlusconi per il suo modo disinvolto di fare l'imprenditore, il capo di governo o il padre di famiglia. Ma è anche la miserabile libertà che si vuole spacciare nello spot pubblicitario di un'automobile, dove c'è un uomo tutto felice della sua scatoletta di latta nonostante il puttanaio che gli ruota attorno. Tre matrimoni falliti alle spalle, figli piccoli sparsi a destra e manca, un quinto più grande avuto da una sveltina occasionale e un altro forse avuto da una scopata con la vicina di casa. Lui si fa forse problemi? Macché... Questa sì che è libertà, sembra volerci dire con la sua faccia da stronzo tutto sorridente.
Perché questi, come diceva George Carlin, “sono i tempi del fast-food e della digestione lenta, dei grandi uomini e dei piccoli caratteri, dei ricchi profitti e delle povere relazioni. Questi sono i tempi di due redditi e più divorzi, case più belle ma famiglie distrutte. Questi sono i tempi dei viaggi veloci, dei pannolini usa e getta, della moralità a perdere, delle relazioni di una notte, dei corpi sovrappeso e delle pillole che possono farti fare di tutto, dal rallegrarti al calmarti, all'ucciderti.” Questa è la libertà che ci spacciano!
E qui il discorso si fa, se possibile, ancora più concreto, perché una conseguenza universalmente riconosciuta di questa forma di libertà individuale è che siano sufficienti i soldi per comprarla, e con essa ovviamente ottenere la felicità. Se si è ricchi non solo si può cambiare macchina, ci dice lo spot, ma si possono anche mantenere tre o quattro donne (o cosiddette compagne) come uno sceicco, e queste, alla faccia dell'emancipazione e della dignità (sich... anche le donne fanno mercato quotidiano della loro libertà e dignità), saranno tutte lì felici e sorridenti ad accoglierci al nostro arrivo. Si potranno anche seminare figli dove e con chi capita (magari poi ci chiamano anche “papi”). Insomma, si può godere della stessa libertà dei cani. Ma la Libertà, come canta Gaber, non è mica questa...
La conseguenza logica inevitabile è che in questa illusoria rincorsa alla Felicità, ottenuta “comprando” la finta libertà, si fa sempre più profonda la divisione “umana” tra i ricchi e i poveri, individuati senza incertezza negli “sfigati”, gli esclusi dal banchetto del consumismo.
Ciò comporta, come linea di tendenza, la "degradazione umana" del povero. Il povero nella società dei consumi non è solo chi manca del necessario per vivere, ma anche chi manca del superfluo! Chi è escluso dal mondo dei consumi viene sospinto a forza e saldamente rinchiuso all'interno di mura invisibili, ma del tutto tangibili, che dominano i territori dell'emarginazione. Si tende a considerarlo umanamente inferiore solo perché non può essere uniforme, così denunciando, in modo a tutti evidente, la sua carenza economica. Se non ha il BlackBarry, se non porta il Rolex, se non guida una BMV è una nullità, questa è l'equazione.
Proiettando questo meccanismo con strumenti di scala (marketing, comunicazione di massa, pubblicità) è del tutto evidente come la società dei consumi aumenti considerevolmente la sensazione dell'insicurezza e dell'incertezza individuale, convincendo le persone che l'immagine possa condizionare il loro modo di essere, che il possesso di certe “cose” sia essenziale, indispensabile, per essere, anche solo sentirsi o essere percepiti, persone umane.
Questo meccanismo è così pervasivo e condizionante da impedire alla gran parte delle persone, alla massa, di rendersi conto che tutte questi oggetti di consumo non aggiungono in realtà nulla alla libertà di chi è libero, ma solo paura ed angoscia legate al fatto di averne bisogno, al doverli rincorrere ossessivamente, al doverli pagare al prezzo della vita e della Libertà vera.
Una conferma tangibile, casomai ce ne fosse bisogno, del fatto che la Libertà di chi è libero richiede, per il suo esercizio, la libertà di tutti. Se appena ci emancipiamo dalla concezione rozza della libertà che ci viene propagandata dai modelli di consumo, non possiamo non renderci conto, infatti, che la Libertà è da subito una relazione sociale.
Se si dà un prezzo alla libertà individuale, la mia e quella degli altri, saremo infatti tutti infelici.
Se la Libertà non è più valore supremo di Umanità ma metro (costoso) in base al quale ogni virtù o vizio viene valutato dalla società, si reifica inevitabilmente la felicità, quindi la si smarrisce.
Se dominano la volubilità dei gusti, delle sensazioni, delle relazioni e dei costumi, così come vuole la società dei consumi, che può progredire solo quando la gente non si attacca più a nulla, ogni atteggiamento si fonderà sul breve periodo, la durevolezza verrà svalutata... e con essa ovviamente la Felicità, che non potrà mai essere durevole.
Alla fine, insomma, la società dei consumi di massa, per il nesso strutturale che lega la fruizione dei valori da essa promossi, non è in grado neppure di difendere quella stessa Felicità che vorrebbe garantire. (D*)