L'arte di sottrarsi



Oggi voglio parlarvi di una parola che amo, una parola che nella nostra bella lingua è moribonda. Perché le parole hanno questo limite, come la vita umana. Quando cessano di camminare per le strade, di lavorare, quando le parole non diventano carne di fatti, si spengono e crepano come soldatini in un avamposto sperduto, fucilate da un cecchino.
La parola che amo è dignità. Detta così, alla radio, in un giorno qualunque, questa parola non fa alzare nessuno dalla sedia, diciamo pure che non ve ne frega un cazzo. Peccato, vi siete alzati per il cazzo e non per dignità. Visto? Ci sono parole "erettili" e altre che non lo sono più. Ma ne siete sicuri?
Che cos'è esattamente la dignità? E' il rispetto che l'uomo, conscio del proprio valore sul piano morale, deve sentire nei confronti di se stesso e tradurre in un comportamento coerente, adeguato.
Più che una semplice parola, dignità è quasi uno stile di vita. Quindi, evidentemente, c'è qualcosa nello stile di vita di questo paese che non va, perché altrimenti dignità sarebbe una parola viva, un testimone acceso, una sentinella in piedi sulla linea di confine tra la coerenza e la riverenza.
Ma la riverenza in Italia ha sfondato l'esile linea nemica, la riverenza dilaga. E i soldatini della dignità sono senza scarpe, isolati, dimenticati o trattati da untori. Eppure resistono, e mi domando anch'io come sia possibile che qualcuno di loro sia rimasto ancora in piedi a dispetto dei tempi.
Esempio? Esempio. Il ventennale del Costanzo show e il Vespa show, entrambi programmi di regime, due facce della stessa medaglia.
Vado a ruota libera hermanos, perdonatemi. Voi non vi siete mai stupiti alla notizia, per esempio, che il leader del centrosinistra D'Alema andasse a ripetizione da Costanzo, cioè che si facesse insegnare trucchi e trucchetti di immagine e comunicazione da un pilastro di Mediaset, ossia il partito da abbattere?
Lo so, lo so che Costanzo è un uomo libero, per carità, e che non perde occasione per ribadire che lui sarebbe stato più felice se il Berlusca si limitava a fare l'editore e non il gatto mammone di tutto il cuccuzzaro.
Anche a Jack Folla hanno chiesto di scrivere sulla prima pagina di Libero e non avete idea di quanto mi avrebbe divertito. Però no. Dire no ha un prezzo, e nel mio piccolo non lo pago per far dire a Feltri che Libero è molto libero, tant'è che ci scrive pure Jack Folla...
Ma la libertà ha un prezzo? Si può accettare di essere blanditi e rimanere liberi? Si può andare a lezione dall'avversario?
Per essere furbo è furbo, ma guardate un po' la furbizia com'è andata a finire, Bertinotti rivela al ventennale di Costanzo. Perdindirindina, come dicevano i nostri nonni, e che ci fa quello che vuole addirittura rifondare il comunismo nel salotto buono del gatto mammone. E anche l'opposizione era lì, con le paillettes nelle dentiere, tutta moine e sorrisi di potere. Hanno perso, ma non sanno cosa sia la dignità.
E perderanno ancora, perché fa meno male il buio dei riflettori spenti, di questa indecente luminaria sulla loro riverenza. Io Vespa lo lascerei da solo, lui e il suo dio. Poltroncine rosse vuote, che si veda ad occhio nudo la contrapposizione tra due scuole di vita. E se la non visibilità non paga, in questa società mediatica, pazienza, saremo stati sconfitti con dignità.
Sentite il suono bellissimo e perduto di questa parola?
Non si può fare le fisarmoniche, non è degno denunciare in campagna elettorale il comportamento del tribuno Vespa che tira la volata a Berlusconi e poi accettare di andarci fra salamelecchi e convenevoli per il terrore panico di uscire dal giro. Questo non è dimostrare di avere senso dello Stato, è senso di vuoto sotto il sedere, è diverso. O Vespa è parziale o non lo è, non si scappa. E se non è imparziale non lo si legittima accettando l'invito, punto.
Sottrarsi, interessa? Sgradevole vero? Sottrarsi. Niente più articoli sui giornali, niente foto, poca o niente visibilità, ma tanta dignità.
Vedreste allora come si ricompatterebbero le file, dal basso.
La dignità ha questo misterioso potere: unisce, crea solidarietà insperate, un po' carbonare ma audaci. La riverenza no. La lingua applicata sulle parti basse di chi è più in alto di voi vi incolla al potere, ma la gente si stacca, piano piano, un po' alla volta, finché non vi rispetta proprio più.
Nelle stesse ore ho letto che adesso Silvio Berlusconi punta alla Presidenza della Repubblica. I migliori auguri di Jack Folla per altri vent'anni di Costanzo Show, mezzo secolo di Porta a porta e un bel Quirinale set per tutti...
Quando vi svegliate fatemi un fischio, ciao.

Diego Cugia



Soy...

Soy el nuevo,
nuevo yo, nuevos vosotros,
nuevos todos y libres
para la inhumación de la miseria
… “soy vosotros:
contrabandistas, marineros,
nodrizas que amamantan
hijos ajenos
los de abajo,
los que no han renunciado a nada
aunque les han quitado todo;
los que en puntillas duermen,
los que agitados
dan vueltas en el aire
y se sumergen
tranquilos en la noche

En el silencio vienen:
bautizan a sus hijos,
dudan de dios
y en cada mano tienen
cinco angustiados gritos,
y ríos desbordados,
y continentes limpios,
y libertad y sueños.

Son los de abajo;
vienen
incontenibles, presurosos.
Abridles paso,
su voz se riega por las calles
y sus ojos
dialogan con la vida.

Abridles paso,
que regresan, que van,
que a veces mueren"...


Alfonso Murriagui



































Sono il nuovo,
nuovo io, nuovi voi,
nuovi tutti e liberi
per l'inumazione della miseria
..."sono voi:
contrabbandieri, marinai,
balie che allattano
figli altrui
quelli di sotto,
quelli che non hanno rinunciato a niente
benché gli abbiano tolto tutto;
quelli che dormono tra merletti,
quelli che agitati
danno colpi nell'aria
e si immergono
tranquilli nella notte

Nel silenzio vengono:
battezzano i loro figli,
dubitano di dio
ed in ogni mano hanno
cinque angosciate grida,
e fiumi traboccati,
e continenti puliti,
e libertà e sonni.

Sono quelli di sotto;
vengono
incontenibili, rapidi.
Aprite loro li passo,
la loro voce si spande per le strade
ed i loro occhi
dialogano con la vita.

Aprite loro il passo
che ritornano, che vanno
che a volte muoiono"...

Alfonso Murriagui


Operación Plomo Impune



Para justificarse, el terrorismo de Estado fabrica terroristas: siembra odio y cosecha coartadas. Todo indica que esta carnicería de Gaza, que según sus autores quiere acabar con los terroristas, logrará multiplicarlos.
Desde 1948, los palestinos viven condenados a humillación perpetua. No pueden ni respirar sin permiso. Han perdido su patria, sus tierras, su agua, su libertad, su todo. Ni siquiera tienen derecho a elegir sus gobernantes. Cuando votan a quien no deben votar, son castigados. Gaza está siendo castigada. Se convirtió en una ratonera sin salida, desde que Hamas ganó limpiamente las elecciones en el año 2006. Algo parecido había ocurrido en 1932, cuando el Partido Comunista triunfó en las elecciones de El Salvador. Bañados en sangre, los salvadoreños expiaron su mala conducta y desde entonces vivieron sometidos a dictaduras militares. La democracia es un lujo que no todos merecen.
Son hijos de la impotencia los cohetes caseros que los militantes de Hamas, acorralados en Gaza, disparan con chambona puntería sobre las tierras que habían sido palestinas y que la ocupación israelita usurpó. Y la desesperación, a la orilla de la locura suicida, es la madre de las bravatas que niegan el derecho a la existencia de Israel, gritos sin ninguna eficacia, mientras la muy eficaz guerra de exterminio está negando, desde hace años, el derecho a la existencia de Palestina.
Ya poca Palestina queda. Paso a paso, Israel la está borrando del mapa.
Los colonos invaden, y tras ellos los soldados van corrigiendo la frontera. Las balas sacralizan el despojo, en legítima defensa.
No hay guerra agresiva que no diga ser guerra defensiva. Hitler invadió Polonia para evitar que Polonia invadiera Alemania. Bush invadió Irak para evitar que Irak invadiera el mundo. En cada una de sus guerras defensivas, Israel se ha tragado otro pedazo de Palestina, y los almuerzos siguen. La devoración se justifica por los títulos de propiedad que la Biblia otorgó, por los dos mil años de persecución que el pueblo judío sufrió, y por el pánico que generan los palestinos al acecho.
Israel es el país que jamás cumple las recomendaciones ni las resoluciones de las Naciones Unidas, el que nunca acata las sentencias de los tribunales internacionales, el que se burla de las leyes internacionales, y es también el único país que ha legalizado la tortura de prisioneros.
¿Quién le regaló el derecho de negar todos los derechos? ¿De dónde viene la impunidad con que Israel está ejecutando la matanza de Gaza? El gobierno español no hubiera podido bombardear impunemente al País Vasco para acabar con ETA, ni el gobierno británico hubiera podido arrasar Irlanda para liquidar a IRA. ¿Acaso la tragedia del Holocausto implica una póliza de eterna impunidad? ¿O esa luz verde proviene de la potencia mandamás que tiene en Israel al más incondicional de sus vasallos?
El ejército israelí, el más moderno y sofisticado del mundo, sabe a quién mata. No mata por error. Mata por horror. Las víctimas civiles se llaman daños colaterales, según el diccionario de otras guerras imperiales. En Gaza, de cada diez daños colaterales, tres son niños. Y suman miles los mutilados, víctimas de la tecnología del descuartizamiento humano, que la industria militar está ensayando exitosamente en esta operación de limpieza étnica.
Y como siempre, siempre lo mismo: en Gaza, cien a uno. Por cada cien palestinos muertos, un israelí.
Gente peligrosa, advierte el otro bombardeo, a cargo de los medios masivos de manipulación, que nos invitan a creer que una vida israelí vale tanto como cien vidas palestinas. Y esos medios también nos invitan a creer que son humanitarias las doscientas bombas atómicas de Israel, y que una potencia nuclear llamada Irán fue la que aniquiló Hiroshima y Nagasaki.
La llamada comunidad internacional, ¿existe?
¿Es algo más que un club de mercaderes, banqueros y guerreros? ¿Es algo más que el nombre artístico que los Estados Unidos se ponen cuando hacen teatro?
Ante la tragedia de Gaza, la hipocresía mundial se luce una vez más. Como siempre, la indiferencia, los discursos vacíos, las declaraciones huecas, las declamaciones altisonantes, las posturas ambiguas, rinden tributo a la sagrada impunidad.
Ante la tragedia de Gaza, los países árabes se lavan las manos. Como siempre. Y como siempre, los países europeos se frotan las manos.
La vieja Europa, tan capaz de belleza y de perversidad, derrama alguna que otra lágrima mientras secretamente celebra esta jugada maestra. Porque la cacería de judíos fue siempre una costumbre europea, pero desde hace medio siglo esa deuda histórica está siendo cobrada a los palestinos, que también son semitas y que nunca fueron, ni son, antisemitas. Ellos están pagando, en sangre contante y sonante, una cuenta ajena.

(Este artículo está dedicado a mis amigos judíos asesinados por las dictaduras latinoamericanas que Israel asesoró.)

Eduardo Galeano


Per giustificarsi, il terrorismo di stato fabbrica terroristi: semina odio e raccoglie pretesti. Tutto indica che questa macelleria di Gaza, che secondo gli autori vuole sconfiggere i terroristi, riuscirà a moltiplicarli.
Dal 1948 i palestinesi vivono una condanna all'umiliazione perpetua. Senza permesso non possono nemmeno respirare. Hanno perso la loro patria, la loro terra, l'acqua, la libertà, tutto. Non hanno nemmeno il diritto di eleggere i propri governanti. Quando votano chi non devono, vengono castigati. Gaza viene castigata. Si è trasformata in una trappola per topi senza uscita da quando Hamas vinse limpidamente le elezioni dell'anno 2006. Qualcosa di simile era accaduto nel 1932, quando il Partito Comunista aveva trionfato nelle elezioni in Salvador. Inzuppati nel sangue, i salvadoregni espiarono la loro cattiva condotta e da allora vivono sottomessi a dittature militari. La democrazia è un lusso che non tutti meritano.
Sono figli dell'impotenza i razzi caserecci che i militanti di Hamas, rinchiusi a Gaza, sparano con mira pasticciona sopra le terre che erano state palestinesi e che l'occupazione israeliana ha usurpato. E la disperazione, al limite della pazzia suicida, è la madre delle spacconate che negano il diritto all'esistenza di Israele, urla senza alcuna efficacia, mentre una molto efficace guerra di sterminio sta negando da anni il diritto all'esistenza della Palestina.
Già non ne resta molta di Palestina. Passo dopo passo Israele la sta cancellando dalla mappa. I coloni invadono e dietro di loro i soldati modificano la frontiera. I proiettili sacralizzano il furto, in legittima difesa.
Non c'è guerra aggressiva che non dica d'essere guerra difensiva. Hitler invase la Polonia per evitare che la Polonia invadesse la Germania. Bush invase l'Iraq per evitare che l'Iraq invadesse il mondo. In ognuna delle sue guerre difensive Israele ha inghiottito un altro pezzo di Palestina, e il pasto continua. Il divorare si giustifica con i titoli di proprietà che la Bibbia ha assegnato, per i duemila anni di persecuzioni che il popolo ebreo ha sofferto, e per il panico causato dai palestinesi che hanno davanti.
Israele è il paese che non adempie mai alle raccomandazioni e nemmeno alle risoluzioni delle Nazioni Unite, che non si adegua mai alle sentenze dei tribunali internazionali, che si fa beffe delle leggi internazionali, ed è anche il solo paese che ha legalizzato la tortura dei prigionieri.
Chi gli ha regalato il diritto di negare tutti i diritti? Da dove viene l'impunità con cui Israele sta eseguendo la mattanza di Gaza? Il governo spagnolo non avrebbe potuto bombardare impunemente il Paese Basco per sconfiggere l'ETA, né il governo britannico avrebbe potuto radere al suolo l'Irlanda per liquidare l'IRA. Forse la tragedia dell'Olocausto comprende una polizza di impunità eterna? O quella luce verde proviene dalla potenza più potente, che ha in Israele il più incondizionato dei suoi vassalli?
L'esercito israeliano, il più moderno e sofisticato del mondo, sa chi uccide. Non uccide per errore. Uccide per orrore. Le vittime civili si chiamano danni collaterali, secondo il dizionario di altre guerre imperiali. A Gaza, su ogni dieci danni collaterali tre sono bambini. E sono migliaia i mutilati, vittime della tecnologia dello squartamento umano che l'industria militare sta saggiando con successo in questa operazione di pulizia etnica.
E come sempre, è sempre lo stesso: a Gaza, cento a uno. Per ogni centro palestinesi morti, un israeliano.
Gente pericolosa, avverte l'altro bombardamento, quello a carico dei mezzi di manipolazione di massa, che ci invitano a credere che una vita israeliana vale quanto cento vite palestinesi. Questi media ci invitano a credere che sono umanitarie anche le duecento bombe atomiche di Israele, e che una potenza nucleare chiamata Iran è stata quella che ha annichilito Hiroshima e Nagasaki.
È la cosiddetta comunità internazionale, ma esiste?
È qualcosa di più di un club di mercanti, banchieri e guerrieri? È qualcosa di più di un nome d'arte che gli Stati uniti si mettono quando fanno teatro?
Davanti alla tragedia di Gaza l'ipocrisia mondiale brilla una volta di più. Come sempre l'indifferenza, i discorsi inutili, le dichiarazioni vuote, le declamazioni altisonanti, i comportamenti ambigui rendono omaggio alla sacra impunità.
Davanti alla tragedia di Gaza i paesi arabi si lavano le mani. Come sempre. E come sempre i paesi europei se ne fregano.
La vecchia Europa, tanto capace di bellezza e perversione, sparge una lacrima o due mentre segretamente celebra questo colpo maestro. Perché la caccia agli ebrei è sempre stata un'abitudine europea, ma da mezzo secolo questo debito storico viene fatto pagare ai palestinesi, che pure sono semiti e non sono mai stati, e non sono, antisemiti. Essi stanno pagando in sangue contante e sonante, un conto altrui.

(Questo articolo è dedicato ai miei amici ebrei assassinati dalle dittature latinoamericane sostenute da Israele)

Eduardo Galeano


Tra papa, duce e re...



Tema: mio nonno.

Svolgimento.

Mio nonno è fascista. Mio nonno sta all'ospizio. Mio nonno si chiama Robertino Casoria come me che sono il nipote.
A mio nonno gli danno la libera uscita solo la domenica. Mio nonno era dal 2001 che aspettava questo ottobre del 2007, perché solo ogni 5 o 6 anni il 28 ottobre casca di domenica e mio nonno lo può festeggiare con noi
Infatti, domenica scorsa è arrivato a casa nostra e si è messo a pulire l'Ape furgonato. Mi ha dato una videocassetta che s'è comprato l'anno passato in gita a Predappio. Mi ha detto: oggi è il 28 ottobre anniversario della marcia su Roma e lo possiamo festeggiare insieme, ma prima guardati 'sto filmino e preparati per il grande giorno.
Io me lo sono visto per una mezz'oretta, questo filmino, ma poi ho chiamato Pancotti Maurizio a farmi compagnia. Gli ho detto: Pancotti Maurizio vieni a vederti questa cassetta, è un film in bianco e nero di un sacco di tempo fa, tipo quei film antichi di comiche di Stanlio e Olio che ci sta il ciccione e il secco che fanno ridere. Solo che in questo il secco non ci sta, ci sta solo il ciccione che è pure pelato, scucchione e non ride nessuno. Gli ho detto che forse il pubblico di una volta, facilone, rideva per 'sti film. Pancotti Maurizio dice che nemmeno al tempo che l'hanno fatto, questo film, la gente ci rideva tanto.
Poi finalmente Pancotti Maurizio ha fatto lui una cosa comica. Pure Pancotti Maurizio è ciccione, però lui non è pelato e non c'ha manco la scucchia.
Pancotti si pensava che io non lo vedevo e si è mangiato una caccola. Io gli ho detto, Pancotti Maurizio ti mangi le caccole? Lui ha detto: no no no, non me le mangio, fanno schifo le caccole.
Io gli ho detto, se sai che fanno schifo vuol dire che l'hai assaggiate, se l'hai assaggiate vuol dire che ti mangi le caccole. Pancotti Maurizio...
Lui ha detto: no no no, non era una caccola, era una caramella.
Gli ho detto, ma dico Pancotti, tu già sei ciccione, se in più ti mangi le caramelle diventi ancora più ciccione, allora è meglio che ti mangi le caccole.
Lui mi ha chiesto: è perché? Dico, perché!? Perché le caramelle stanno fuori di te, arrivano dal pacchetto delle caramelle, poi ti entrano in bocca e nella pancia e tu diventi più grasso di prima. Invece le caccole stanno già nel naso, le tiri fuori dal naso, le metti in bocca, restano sempre dentro di te e tu non diventi più grasso.
Le caramelle, ho detto con voce stentorea, sono come gli extracomunitari che arrivano da fuori dell'Italia, quando ci entrano l'Italia diventa cicciona, mentre le caccole sono autartiche, sono come gli italiani che restano sempre dentro all'Italia, gli italiani che amano l'Italia per patriottismo fascista. Tanti milioni di fascisti che sono tante caccole dell'Italia fascista.
Pancotti Maurizio m'ha detto vabbéh vabbéh, ma adesso possiamo smettere di vedere 'sto film in bianco e nero e di parlà di scucchioni? Possiamo fare merenda? Ho detto, Pancotti Maurizio se c'hai fame magnate 'na caccola. Lui m'ha detto, purtroppo le ho finite. Io ho fatto un gesto da vero camerata che mio nonno fascista sarebbe stato orgoglioso: gli ho dato due caccole mie, una da mangiarsi subito e una da stiparsi nel naso che se la mangiava dopo.
Poi finalmente mio nonno è riuscito a mettere in moto l'Ape furgonato e siamo partiti. Lui, nonno fascista, stava davanti e guidava lento lento che tutti gli mandavano gli accidenti, io e Pancotti Maurizio stavamo dietro nel furgonato.
Abbiamo parcheggiato sul Lungotevere e siamo andati a piedi a Piazza San Pietro. Era pieno di gente e io ho chiesto, nonno ma che è la marcia su Roma?
Pancotti Maurizio ha detto, più che 'na marcia è 'na corsa, oggi ricorrono i morti co' 'na mezza settimana d'anticipo. Il clero festeggia perché ha fatto 498 nuovi beati, un record! Mai nella storia c'è stato un papa che ha avuto il coraggio di sfornarne tanti co' 'na botta sola. Pancotti è comunista e pure un po' miscredente, quando nonno lo sente parlare gli si alza sempre la pressione.
Infatti, a mio nonno fascista gli s'è gonfiata 'na vena grossa sul collo e ha risposto: 'sti beati so' tutte vittime della Repubblica Spagnola. Negli anni Trenta gli spagnoli hanno cacciato il re, hanno dato le terre al popolo, ci stava il socialismo e la Chiesa era contraria.
Fortunatamente, ha detto nonno, fortunatamente è arrivato il fascismo col dittatore Franco e la Chiesa ha potuto tirare un po' il fiato. E mo' quel comunista di Zapatero dice che si deve condannare il fascismo, cancellare i simboli, dichiarare illegittime le sentenze dei tribunali del regime... E la Chiesa, invece, con la dittatura ci andava abbastanza d'accordo, dice nonno. E' col comunismo che proprio nun se prendono...
E così allora, Ratzinger e Zapatero si combattono a colpi di memoria storica. Tu mi combatti il fascismo? Me lo condanni? E io ti condanno la repubblica! Tu vuoi riesumare i corpi dei repubblicani sotterrati nelle fosse comuni? E io ti sforno 500 beati e te ne preannuncio altri duemila...
In quel momento preciso si è affacciato Ratzinger alla finestra, ma poco poco eh... Ha fatto il saluto e poi se n'è tornato dentro. Però mio nonno ha tirato fuori la macchinetta fotografica e in mezzo minuto ha fatto un rullino di fotografie sano sano.
Poi siamo rimontati sull'Ape furgonato e siamo tornati a casa. Mio nonno mi ha detto: senti ti do il rullino, m'ha detto, sviluppalo... poi le fotografie ce le vediamo insieme la prossima settimana.
E così, dopo una settimana, stamattina per la libera uscita è tornato il nonno fascista. Mio nonno fascista si emoziona sempre quando vede qualcuno che parla affacciato a una finestra, a un balcone... E così la domenica scorsa per l'emozione s'è scordato di aprire l'obiettivo e le foto del papa so' venute tutte nere nere. Allora il nonno ha tirato fuori dal portafoglio 'na fotografia di Mussolini che pareva un santino. Ha detto: non importa se non possiamo vederci il papa, ci vediamo il duce che tanto va bene lo stesso.
Mio nonno dice che se non ci fossero tanti comunisti in Italia, pure Mussolini si potrebbe fare beato, e magari pure santo!
Ciao maestra, concludo col dire che io penso che il duce ci starebbe proprio bene co' l'aureola, perché co' quella capoccia pelata chissà quanto sbrilluccicherebbe.

Ascanio Celestini



Metafore & Metamorfosi (maggio)

AMORE INGRATO



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SILVIO FOREVER



Caro Silvio tu ritornerai,
al governo per sempre resterai,
perchè solo solo tu potrai,
dare a tutti fiducia e libertà.
Caro Silvio solo in te crediamo,
un gran capo sei e noi ti amiamo,
e per questa Italia forte e unita,
siamo pronti a dare anche la vita...
Forza Italia!
















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IL MERCANTE DI PACE



La pace può,
ripeterò
queste parole senza smettere,
e il vento penserà a diffonderle,
e il mondo ascolterà.
La pace può,
guarda anche tu
l'Abruzzo si risveglia incredulo,
la neve e il sole
che s'incontrano,
e la tua mano è qua,
c'è un Presidente
sempre presente
che ci accompagnerà.

Siamo qui per te,
cuore e anima,
un Nobel di pace,
Silvio grande è.
Siamo qui per te,
coro unanime,
un'unica voce,
Silvio Silvio grande è...

La pace può,
miracolo,
la guerra è stata solo un incubo,
voglio un abbraccio che sia unico,
e dove sei sarò,
c'è un Presidente
sempre presente
che ci accompagnerà.

Siamo qui per te,
cuore e anima,
un Nobel di pace,
Silvio grande è.
Siamo qui per te,
coro unanime
un'unica voce
Silvio Silvio grande è...

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DIFFERENZE





































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IL SALUTO





























Ecco qui come saluta un pagliaccio, uno che non ha mai saputo cosa significhino onore, dovere, sacrificio, principi morali e valori etici. Un mentecatto senza indole nè ideali, un uomo fallito, un essere insulso e insignificante.
Silvio, VAFFANCULO!! (D)
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LA FIGLIA DI PAPI


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IL PARTITO DELL'AMORE


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LA (TEKNO)CASA DELLE LIBERTA'


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SOLUZIONE AL 5%

Durante la puntata del 18 maggio di Omnibus, avviene un episodio strano. Il giornalista Enrico Vaime analizza con precisione la disastrosa politica economica del governo Berlusconi: dal proclama parafondelli del cavadenti padano circa il taglio degli stipendi parlamentari (cesura ammontante a un miserrimo 5%) fino alla quantità impressionante di spese esosissime estrapolate dal bilancio dello Stato (come i vari gadget di milioni di euro).
All'improvviso l'intervento di Vaime viene interrotto maldestramente dalla pausa pubblicitaria, lasciando il giornalista sbigottito e al contempo seccato. Alla fine, Vaime, con le pupille roteanti per lo sconcerto, abbozza una giustificazione allo strambo fenomeno, puntualizzando con scarsa convinzione che il brusco troncamento non è addebitabile a una censura di rete ma a un innocuo disservizio momentaneo. E poi annuncia di dover "cambiare discorso".




Ricevo e volentieri pubblico:

Non posso crederci! MANDIAMOLI A LAVORARE:
Sull'Espresso di qualche settimana fa c'era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all'UNANIMITA' e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa Euro 1.135,00 al mese.
Inoltre la mozione é stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.
STIPENDIO: Euro 19.150,00 AL MESE;
STIPENDIO BASE: circa Euro 9.980,00 al mese;
PORTABORSE: circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare);
RIMBORSO SPESE AFFITTO: circa Euro 2.900,00 al mese;
INDENNITA' DI CARICA: (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00);
TUTTI ESENTI DA TASSE + TELEFONO CELLULARE: gratis;
TESSERA DEL CINEMA: gratis;
TESSERA TEATRO: gratis;
TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA: gratis;
FRANCOBOLLI: gratis;
VIAGGI AEREO NAZIONALI: gratis;
CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE: gratis;
PISCINE E PALESTRE: gratis;
FS: gratis;
AEREO DI STATO: gratis;
AMBASCIATE: gratis;
CLINICHE: gratis;
ASSICURAZIONE INFORTUNI: gratis;
ASSICURAZIONE MORTE: gratis;
AUTO BLU CON AUTISTA: gratis;
RISTORANTE: gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).
INOLTRE: Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 40 anni di contributi (per ora!!!);
Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l'auto blu ed una scorta sempre al suo servizio);
La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.
La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!
Far circolare....si sta promovendo un referendum per l' abolizione dei privilegi di tutti i parlamentari.....queste informazioni possono essere lette solo attraverso Internet in quanto quasi tutti i massmedia rifiutano di portarle a conoscenza degli italiani......
PER FAVORE CONTINUATE LA CATENA

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AI MIEI FRATELLI





Perché tutti noi che abbiamo conosciuto le fattorie della morte si possa fare ritorno e trovare la quiete... (D)

A Massimiliano e Luigi.








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Metafore & Metamorfosi (maggio)

NO BRAVERY


Sì, l'uniforme è mia... (D*)


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MENO MALE CHE SILVIO C'E'


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TELECOM(ICA)


(l'audio è mono, solo canale dx)

Una semplice analisi dei bilanci di questi anni dimostra che la privatizzazione di Telecom Italia ha spogliato la società di miliardi di euro di ricavi, di decine di migliaia di posti di lavoro e ha trasferito nelle scatole cinesi gran parte dei suoi profitti attraverso i dividendi. E’ facile farla, questa analisi, basta un ragioniere, non c’è bisogno della Consob o del Governo o delle società di revisione.
Presunti manager con le pezze al culo hanno indebitato l’azienda con l’aiuto delle banche e nella totale assenza della Consob e dello Stato per fare esclusivamente i loro interessi. La Rete è in condizioni spaventose, servono almeno dieci miliardi di euro per i primi investimenti.
Oggi però non voglio parlare di numeri, ma di altro: dello spionaggio industriale, della Consob, delle scatole cinesi e della Borsa, la Chicago degli anni ’20 di Guido Rossi. Indovinate chi è Al Capone?
Decine di migliaia di persone sono state spiate, tra questi giornalisti economici come Massimo Mucchetti per le sue analisi sulla gestione Telecom, consiglieri di amministrazione della Telecom, amministratori di aziende, come Colao di RCS prima di essere licenziato, semplici cittadini per lettere di protesta per il malfuzionamento della rete inviate a Tronchetti e anche un comico, il
sottoscritto, con un dossier “B.Grillo”. Il Tribunale del Riesame di Milano ha scritto nello scorso mese di febbraio: “La Security di Telecom-Pirelli ha avuto modo di avere a propria disposizione una risorsa tale da consentire facilmente l’acquisizione di notizie privilegiate nell’interesse del gruppo, inteso sia come ente giuridico sia come gruppo dirigente” e ha rilevato che: “la vastità dell’intrusione indebita nei segreti della vita altrui si è manifestata in una davvero allarmante trama di acquisizione di informazioni riservate da utilizzare contro importanti personaggi dell’imprenditoria, del giornalismo e della politica italiana, prima di incontri che l’alta dirigenza aveva in programma con questi personaggi”.
Gli ex responsabili della sicurezza Telecom: Tavaroli, Ghioni e altri sono in carcere. Un loro collega, Adamo Bove si è apparentemente suicidato e suo padre, Vincenzo Bove, ne attribuisce la morte alle calunnie create ad arte in Telecom.
L’alta dirigenza Telecom è qui, si chiama Carlo Orazio Buora, Marco Tronchetti Provera, Riccardo Ruggiero. A loro chiedo: “A chi rispondeva la Security? All’usciere della Pirelli? Voi dove eravate?
Supponiamo che la dirigenza non ne sapesse nulla. Tutto può essere. Però, dopo una prova di incapacità manageriale di questo livello, il gruppo dirigente doveva essere cacciato, o dimettersi, come si usava una volta, e non farsi più vedere. Ma è ancora qui, perchè è ancora qui? Forse ci sono dei dossier sparsi per il mondo sui nostri politici? O forse perchè il deus ex machina Tronchetti era sia presidente, sia azionista di controllo della stessa società e non poteva licenziare sé stesso? Un personaggio che dispone della più grande azienda del Paese con lo 0,11 per cento delle azioni.
Io ho pensato allora che con lo 0,12 potevo impadronirmi di Telecom, licenziare il consiglio di amministrazione e poi riconsegnare ai legittimi azionisti, che rappresentano l’82% delle azioni, la società. Ho lanciato una richiesta di interesse per verificare la volontà di delegarmi da parte dei piccoli azionisti. La Consob è subito intervenuta inviandomi una serie di lettere per spiegarmi il processo da seguire e intimarmi di non fare errori. Ho ricevuto migliaia di adesioni, ma l’iter è così burocratico e complesso che non sono riuscito a rappresentarli in questa assemblea. Voglio rassicurare però la Consob che ci riuscirò per la prossima, che a lei piaccia o meno. Cos’è la Consob? Dov’era la Consob in questi anni? Parmalat, Cirio, Banca Popolare di Lodi e i conflitti di interessi palesi tra società con gli stessi consiglieri di amministrazione che comprano e vendono da sé stessi come è successo tra Telecom Italia e Pirelli Real Estate con la cessione di immobili. Lamberto Cardia, presidente della Consob, esisti davvero? Dove sei oltre che nelle lettere che invii a me e ad Antonio Di Pietro. Molti piccoli azionisti vorrebbero conoscerti di persona, farti qualche domanda.
La Borsa italiana è un luogo in cui si può investire tutto quello che si può perdere. Non un euro di più. Si invoca il mercato in questi giorni, ma cos’è in Italia il mercato? Un club di personaggi che vivono nei consigli di amministrazione e che decidono tutto, alcuni presenti in 5,6,7 consigli.
Personaggi che hanno il controllo di grandi aziende con percentuali da prefisso telefonico. Chiedo ancora alla Consob perchè esiste Olimpia, una scatola vuota posseduta all’80% da Pirelli? Olimpia controlla Telecom Italia. Non dovrebbe essere consolidata con tutti i suoi debiti in Pirelli? Lo spieghi a me, a un semplice ragioniere che fa il comico, caro presidente Cardia, perchè non è avvenuto? Dov’è la famosa public company con cui si sono riempiti le bocca i politici? I piccoli azionisti non hanno una reale capacità di rappresentanza.
Cosa intende fare il Governo a proposito? Quali leggi vuole adottare? E le associazioni di difesa dei consumatori dove sono? Sotto il tavolo ovale?
Telecom, in quanto azienda di servizi, la gestisca chi ha capitali e idee. Nessun imprenditore italiano ha insieme queste due qualità. Ma l’infrastruttura di rete è dello Stato, figlia di generazioni di italiani che hanno pagato le tasse e i canoni. Tronchetti vuole farsi pagare il premio di controllo da America Movil e da A&T e passare la mano incassando tre euro per le azioni di Olimpia quando il valore del titolo è solo di 2,3 euro. Lui incassa, i piccoli azionisti stanno a guardare.
Lo Stato dovrebbe porre dei paletti prima che avvenga questa cessione e non mi si parli ancora della sacralità del mercato. Di quale mercato? Quello del pesce è molto più rispettabile di Piazza Affari con le regole attuali. La rete va scorporata dai servizi e resa accessibile a tutti. Chi compra il 66% di Olimpia avrà il 12% delle azioni e deve contare solo il 12%. Non un decimale in più. Le scatole cinesi vanno abolite o rese fiscalmente non redditizie.
Vorrei chiudere questo intervento con un appello alla dignità della direzione di Telecom Italia: si dimetta, è il miglior servizio che può fare all’azienda e al Paese.
(estratto dell'intervento all'assemblea Telecom Italia)

Beppe Grillo





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EVVIVA LU CENTRUDESTRA



Dove sta scrittu?
Che la musica popolare è solo di Sinistra?
Sentite quant'è bella, uscite dalla finestra,
arriva la tarantella... de lu centrodestra.

Evviva Berlusconi e lu capitalismu,
le società per azioni, evviva lu cunsumismu,
evviva pure Maroni e lu federalismu,
evviva la Carfagna....
Evviva la fregna!

Evviva li stranieri evviva l'integrazione,
ma solo se so' femmine e solo quelle bone,
evviva lu parlamento che bella istituzione,
ci vai 'na volta al mese e ti fotti la pensione.

Evviva Brunetta, persona come si deve,
evviva tutti e sette, evviva Biancaneve!
Evviva La Russa che sa fare la difesa,
e Matteoli che sa fare strade e viali,
evviva Tremonti che sa fare bene i conti,
e la Gelmini che sa fare li ...
... le riforme.

A noi ci piace lu grembiulu
e lu maestro sulu
Maestri?.... Andassero a fanculu.

Evviva lu centrudestra!!

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I LOVE BERLUSCONI


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C'E' CHI PUO' E CHI NON PUO'...



Non si può
andare in giro in volo e mai con il metrò,
avere un bel conto in banca per rilassarsi un po',
comprare 10 case sparse in tutto il mondo no... Non si può.

Non si può
mandare a quel paese chi non è cortese,
e andare a cena fuori più di una volta al mese,
e non badare a spese non si può,
a meno che tu non sia..
il presidente del consiglio o sua figlia o suo figlio,
il ministro degli interni o sua moglie e tutti i suoi fratelli,
l'allenatore della nazionale o meglio ancora il cardinale...

Barabba, Barabba, Barabba...

Non si può
avere le foto scandalistiche sui giornali,
le tette di tua moglie al vento proprio non si può
portarsi a letto le ventenni quando hai settant'anni e fare i danni,
non si può fare colazione in camera ogni mattina
e per curarsi bene avere una sola medicina
di marca colombiana, non si può.
A meno che tu non sia...
il presidente del consiglio o sua figlia o suo figlio,
il ministro degli interni o sua moglie e tutti i suoi fratelli,
l'allenatore della nazionale o meglio ancora il cardinale...

Barabba, Barabba, Barabba...

Il presidente del consiglio o sua figlia o suo figlio,
il ministro degli interni o sua moglie e tutti i suoi fratelli,
l'allenatore della nazionale o meglio ancora il cardinale...

W la democrazia, W la libertà! Lavoreremo per voi!!! Solo per voi!!! Ancora per voi!! Soltanto per voi!! W la democrazia!! !! Lavoreremo per voi!!
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THAT'S ALL FOLKS!




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L'IGNORANZA E L'OPPORTUNITA'



In Italia il diritto di voto alle donne è stato introdotto nel 1946 e non nel 1960!
Invece il delitto d'onore, previsto e punito dall'art. 587 del c. p., venne abrogato e non abolito! La Carfagna, che oltre che fare il ministro è laureata in giurisprudenza, dovrebbe forse conoscere bene la differenza. E venne abrogato nel 1981 (L. 5.10.1981 n. 442) e non nel 1980! (D)

Ps La Carfagna s'è laureata "su carta velina" all'Università di Salerno con una "tesina" su Diritto d'informazione e sistema radiotelevisivo.





Sinceritù,
io stavo a pettinà le bambole,
ora mi chiamano onorevole,
lavoro per la Libertà.

Sinceritù,
restavo lì a buona domenica,
esempio di omissione tragica,
di pari opportunità.

Un fisico da ballerina,
la laurea su carta velina,
io tutta estetista e chirurgo,
son pronta per Roma e Strasburgo.
C'è chi perde tempo a studiare,
pensando poi di lavorare,
invece di fare l'amore
tre ore, tre ore, tre ore,
e io...
sono sempre più magra,
e tu....
uomo senza viagra,
toccarsi....
Per un mio calendario
non voglio un rapporto precario,
non sono Veronica Lario.

Sinceritù,
io stavo a pettinà le bambole,
ora mi chiamano onorevole,
combatto per la Libertà...

Surplus



Surplus: Terrorized Into Being Consumers, di Erik Gandini e Johan Söderberg, 2003.