I. La sopa del supermercado

Yo como la sopa del supermercado. Vabbeh, yo soy Robertino Casoria y soy un niño de nueve años, pero yo incluso, como la sopa del supermercado. La comemos a escuela, la comemos a comedor, la sopa del supermercado. Los compañeros la comen, la maestra la come, las monjas, los bedeles, el director... Pero sobre todo nosotros comemos la sopa del supermercado en familia, a nuestro casa. A almuerzo y a cena, nos comemos la sopa del supermercado. Y' buena, la sopa del supermercado, porque en la sopa del supermercado nos están todos los ingredientes, justo todo... nos están.

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Io mangio la zuppa del supermercato. Vabbeh, io sono Robertino Casoria e sono un bambino di nove anni, però pure io mi mangio la zuppa del supermercato. La mangiamo a scuola, la mangiamo a mensa, la zuppa del supermercato. La mangiano i compagni, la mangia la maestra, le suore, i bidelli, il direttore... Però soprattutto noi mangiamo la zuppa del supermercato in famiglia, a casa nostra. A pranzo e a cena, ci mangiamo la zuppa del supermercato. E' buona, la zuppa del supermercato, perché nella zuppa del supermercato ci stanno tutti gli ingredienti, proprio tutti... ci stanno. Dinne uno, che ci sta: stracchino, cioccolata, fragola, peperone... Tutti ci stanno, tutti.
Però sono ingredienti di supermercato che sanno di niente. E quindi, quando tanti ingredienti sanno di niente li puoi infilare nella stessa medesima zuppa che, diciamo, vanno d'accordo. Insomma, non si danno fastidio... Noi ci mangiamo la zuppa del supermercato che sa di niente e non c'abbiamo niente da dire.
Così allora mia madre accende la televisione, e lei che non c'ha niente da dire, proprio niente, incomincia a parlare, e dice: “ Ma perché non ce la ricompriamo nuova sta televisione?”, dice mia madre. “Ti ricordi, caro, ai tempi degli anni di piombo?
Mia madre lo chiama caro, a mi' padre... Dice: “Ti ricordi ai tempi degli anni di piombo? In quei tempi lì? Proprio trent'anni fa di questo periodo, quando hanno sequestrato Aldo Moro? Noi ci siamo messi una paura.. Ci siamo chiusi dentro casa e così ci siamo subito comprati la televisione. Abbiamo preso la palla al balzo.
Bella la televisione degli anni '70”- dice mia madre -“bella eh... E poi non è passato neanche un anno che la televisione è diventata a colori. Il governo ha combattuto il terrorismo, con la televisione a colori, eh...”, dice mia madre.
"Compriamoci la televisione nuova..", ha detto mia madre. “Mo' che tornano le Brigate Rosse ci compriamo quella secca secca, quella fina fina, la televisione al plasma.. Ce la compriamo, caro?”
Invece mi' padre ha detto: “Ma che Brigate Rosse... Magari!”, ha detto mi' padre. “Magari tornano le Brigate Rosse. Io mi compro pure la pistola, metto tutti al muro..”
Io dicevo, figo, mi' padre si compra la pistola... Ammazziamo tutti, ammazziamo, mo adesso in famiglia nostra ehh...
Invece mi' padre ha detto: “Ma quali Brigate Rosse.. Non ce so', non esistono le Brigate Rosse... So' quattro cretini so'... Quattro deficienti. E pure quelli de prima, i più vecchi.. Hai visto quello lì, Renato Curcio? Mo' mica è uno che va ad ammazzà la gente? Mo' è diventato un sociologo, parla de' supermercati. E quell'altro?”- ha detto mi' padre - “Oreste Scalzone? Quello lì di Potere Operaio? Dice che torna, dopo trent'anni che stava a Parigi, in Francia.. Torna in Italia, tutti si pensavano adesso torna "Che" Guevara, il rivoluzionario... Invece è un vecchietto, quattr'ossa, 'no scrocchiazzeppi, secco-secco, vecchio-vecchio, che dice le stesse cose che diceva trent'anni fa. Dico, ma che trent'anni a Parigi? Questo è stato trent'anni in frigo, ho detto io...”
E allora a me è venuto da ridere per questa cosa che ha detto mio padre, pure se mica ho capito che stava a di', eh... Io non c'avevo capito niente, però ho riso così, per solidarietà familiare. E poi a un certo punto, mentre mio padre faceva questo discorso, in televisione abbiamo visto al telegiornale la manifestazione de quelli... dei cosi... dei froci... Quelli lì, no? Che si vogliono sposare tra di loro, tra froci... tra frocie... Quelli dei 'di.co.', quella roba là...
E così mio padre ha detto, "che schifo i froci", ha detto mio padre... Proprio ha detto "Che schifo i froci", e ha spento la televisione. E ha detto, “Non bastava che abbiamo dato il voto alle donne..”, ha detto mio padre, “Mo si sposano pure i froci!”. “Hai capito?”, ha detto mio padre, “di questo passo chissà dove andiamo a finire.. Finirà che famo pagà le tasse al Papa, aboliamo la tortura..”
Mio padre era proprio arrabbiato, ma io gli ho detto: “Papà scusa, ma se si sposano i froci, per andarsi a sposare devono dare nome, cognome, indirizzo... E quando tutti i froci si saranno sposati, noi c'avremo le liste dei froci d'Italia. Dico, hai capito papà? E così li potremo colpire uno per uno, come abbiamo fatto ai bei tempi del fascismo con gli ebrei...”, gli ho detto a mio padre.
Mio padre m'ha guardato, mi ha fatto un sorriso tutto orgoglioso, e io pure ho sorriso tutto contento... ma mica l'avevo capito quello che avevo detto, eh? L'avevo detto io, ma non c'avevo capito niente lo stesso.
In quel momento mio nonno ha detto: “Chi è che vuole dà il voto alle donne?” Gli ho detto: “A nonno, ma sei proprio rimbambito, sei. Del voto alle donne ne abbiamo parlato mezz'ora fa, nel frattempo avemo parlato de' froci... A nonno, le donne già votano! Purtroppo, le donne già votano.”
Gli ho detto: “nonno, però tranquillo, tanto è un voto che non vale mica niente, sa.. ", gli ho detto. “Perché mo', co' sta legge elettorale che avemo piazzato qui, dico co' sta bella legge elettorale, il voto non serve, perché tanto i parlamentari i senatori li decidono i partiti, capito? Uno va a votare così, per folclore, per uscire, per farsi una passeggiata, na camminata, du' chiacchiere con qualcheduno.. E poi – dico – le donne possono votare. L'importante è che non votino altre donne come loro. L'importante è che votino i maschi, come noi!
Dico, “Capito, nonno? E su questo guarda, nonno, tutti sono d'accordo sa? Tutti i partiti, destra-sinistra-centro. Perché tanto in Italia i partiti sono tutti uguali. So' differenti come so' differenti gli ingredienti della zuppa del supermercato, che però c'hanno tutti lo stesso sapore, sanno tutti de niente.. E quando tanti ingredienti sanno di niente li puoi infilare nella stessa zuppa, che non si danno fastidio, vanno tutti d'accordo...”
E così, chiacchierando, ci siamo finiti la zuppa del supermercato. Poi a un certo punto siamo rimasti in silenzio, e ci siamo accorti che la televisione era spenta. Così allora mia madre ha detto: “Vabbeh, ma insomma che fanno stasera in televisione?
E noi gli abbiamo detto: "Niente"... Così l'abbiamo riaccesa e ci siamo messi a guardarla.

Ascanio Celestini

1 commento:

  1. non c'è che dire... questo minestrone è...è..è.. non sa di nulla... però ci sta dentro di tutto....oddio quanto è vero... ciao R.

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