Metafore & Metamorfosi (Novembre)

LA NONNA DELLA PATRIA


Su migliaia di detenuti nelle patrie galere su chi si è posato l'occhio benevolo della ministra Cancellieri? Su chi s'è riversata la sua amorevole solidarietà? Su Giulia Ligresti, un nome, anzi un cognome non a caso.
La nonna della patria Cancellieri ha definito il suo un "intervento umanitario". Insomma, qualcosa di paragonabile a un'operazione dei caschi blu dell'ONU a protezione di civili inermi. E tutto a causa di un brusco dimagrimento della figlia di Don Salvatore (Ligresti).
Gli avvocati del collegio difensivo della signora Ligresti, Alberto Mittone e Gianluigi Tizzoni, avevano già chiesto per lei la revisione della misura cautelare, ma l’istanza era stata bocciata dal gip di Torino, Silvia Salvadori, che nell'occasione non solo aveva ritenuto non fossero venute meno le esigenze cautelari, ma addirittura essersi aggravati gli indizi di colpevolezza.
Ecco quindi la necessità che fosse proprio la Procura a farsi avanti per chiedere che la figlia di don Salvatore potesse tornare a casa.
L'esigenza "umanitaria", oltre al fatto che fosse molto dimagrita, era dovuta anche al fatto che la picciotta aveva un problema di adattamento al carcere. Problema aggravato, come scrive il medico legale, dal fatto che la signora è "abituata ad una vita particolarmente agiata".
Nella relazione del medico(?) Roberto Testi si legge infatti: "La donna soffre di un disturbo dell’adattamento che è un evento stressante in modo più evidente per chi sia alla prima detenzione e in particolar modo per chi sia abituato a una vita particolarmente agiata, nella quale abbia avuto poche possibilità di formarsi in situazioni che possano, anche lontanamente, preparare alla condizione di restrizione della libertà e promiscuità correlate alla carcerazione".
Alla faccia! Questa specie di dottor Terzilli, in sintesi e molto candidamente, dice: i ricchi in carcere stanno male, meglio rimetterli in libertà.
Così, grazie alle pesanti sollecitazioni della famiglia di don Salvatore e Nino Ligresti, alle imbarazzanti telefonate di nonna Cancellieri ai responsabili del Dap (Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria) e ad un crescendo di solerti segnalazioni di medici del penitenziario, periti di parte e psicologi d'accatto, in pochi giorni si apre la strada che finalmente porta la signora Ligresti ai domiciliari.
Da ultimo sono arcisicuro, honi soit qui mal y pense, che in tutta questa vicenda abbia contato poco, anzi nulla, il fatto che il figlio di nonna Cancellieri, Piergiorgio Peluso, dopo un solo anno di lavoro alla Fondiaria Sai di Don Salvatore Ligresti, sempre un cognome a caso, abbia avuto una lauta liquidazione da 3,6 milioni di euro. In fondo anche questo deve considerarsi un "intervento umanitario". Come potrebbe altrimenti guadagnarsi un po' di pane il figlio di una ministra?


video


Trascrizione della telefonata "umanitaria" tra la ministra Nonna Cancellieri e sua eccellenza Gabriella Fragni, compagna di Don Salvatore.

Fragni: Pronto.
Annamaria Cancellieri: Lella?
F: Sì.
A: sono Annamaria. Io sono mesi che ti voglio telefonare per dirti che ti voglio bene, la vita mi scorre in una maniera indegna. Ma oggi dico: devo trovare il... Perché te lo devo dire, ti voglio bene, guarda, ti trovo vicino e tu non puoi immaginare da quanto tempo.
F: (piange)
A: tu non puoi immaginare, ecco... E adesso basta, guarda, ti voglio proprio bene da morire. Ho sempre detto: ora la vado a trovare, la vado a trovare... Ma poi non so manco come mi chiamo io un altro po' (frase fonetica) F: E' stata la fine del mondo.
A: La fine del mondo, la fine del mondo sì.
F: E poi tutto sommato (incomprensibile) lui non se lo merita...
A: No no, ma poi m'hanno detto che sta male, ma povera Lella, guarda.
F: (piange)
A: Senti, non è giusto non è giusto lo so... Tu non sai quante volte ho detto: ora la chiamo... E poi non vengo più a Milano, non so più chi sono...ma da tanto tempo. Poi oggi ho detto: No adesso basta, il tempo lo devo trovare perché non è possibile questo non è possibile.
F: La persona, guarda, più buona.
A: Eh lo so, lo so, lo so, povero figlio (fonetico), lo so, lo so.
F: Ha sempre fatto quello che poteva per tutti, guarda che fine.
A: Lo so, lo so, lo so, lo so.
F: Ma io non è che ammetto che ha fatto errori Annamaria, ma per l'amor di Dio.
A: Noooo però...
F: Annamaria l'hanno fatto però c'è modo e modo anche di fare....
A: C'è modo e modo. Poi sono (incomprensibile)
F: Poi, sai, con il mondo che abbiamo, tutto pulito in una maniera, coso...
A: Mah sì..sì..
F: Sembrano loro che devono ripulire il mondo, non lo so. Poi lui, lui soprattutto...
A: Lui, lui, sì sì.
F: Lui non se lo meritava, ha lavorato tutta la vita come una bestia, non ha mai fatto il milionario, non ha mai fatto vacanza, non ha mai fatto niente...
A: Lo so, lo so.
F: Niente, ecco almeno fosse stato un filibustiero, nel bene e nel male ha dato da mangiare a 20-30 mila famiglie non so io, non lo so...
A: No, so di essere in un Paese (incomprensibile)
F: Ma poi... (piange)
A: Eh lo so, lo so me l'hanno detto, me l'hanno detto. Io ogni tanto sento Nino (fonetico) gli chiedo notizie, non la vedo.
F: E' venuto, è venuto anche ieri, l'altro giorno... A: Comunque guarda, qualsiasi cosa io possa fare conta su di me, non lo so cosa possa fare però guarda son veramente dispiaciuta.
F: Eh non lo so.
A: Sono veramente dispiaciuta. Ma sono mesi che ti voglio...Poi ci sono state le vicende di Piergiorgio (Peluso, figlio della Cancellieri) quindi...guarda...
F: Eh sai anch'io non ho mai chiamato perché mi veniva sempre in mente quel discorso che avevi fatto in cascina, quando mi dicevi: "io non sono contenta non vorrei che ci andasse di mezzo la nostra amicizia". Purtroppo sembrava quasi un... A: Guarda, maledetto quel momento, guarda.
F: (piange)
A: Eh vabbè... Io non so se e quanto mai rientrerò a Milano, ma appena riesco ad arrivarci, ormai fino a tutto settembre, ti vengo subito a trovare. Però qualsiasi cosa, veramente, con tutto l'affetto di sempre...con tutto l'affetto di sempre, guarda, non...
F: Va bene va bene. Quando vieni t'aspetto.
A: Se tu vieni a Roma, proprio qualsiasi cosa adesso serva, non fate complimenti guarda non, non è giusto, guarda non è giusto.
F: Senti, ti mando un bacio, ciao.
A: Ti abbraccio con tantissimo affetto.
F: Ciao, grazie.
A: Ciao.


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