Metafore & Metamorfosi (maggio)

I° MAGGIO

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SERVIZIETTO PUBBLICO

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METAFORE

In società esistono persone tra le più marce, tra le più malfamate, che certe altre non riusciranno mai a vedere se non sullo sfondo e sotto il velo protettivo d'una preziosa e dolce rarità naturale

Marcel Proust
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L'Italia è una repubblica fondata su qualcosa. Nell'attesa che questo qualcosa si riveli, chi può, lavora per capirlo.

Massimo Bucchi
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Negli anni Cinquanta avevo scritto per la radio le avventure di un personaggio chiamato Sua Eccellenza, che passava la vita adì inaugurare ponti senza fiumi, fari marittimi in montagna e sciovie dove non nevica. Prometteva tutto a tutti: il becco ai becchini, la terra ai terroni, il ferro ai ferrovieri, il bianco agli imbianchini. Era una satira un po' scema e sostanzialmente inoffensiva e generica. Ma, alla terza puntata, una cinquantina di personaggi politici credettero insieme di ravvisarvi un attacco personale, biograficamente circostanziato. Alla quinta puntata lo scketch fu sospeso: allora bastava poco.

Guglielmo Zucconi
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Impreparato al prestigioso assedio, l'aggettivo "concreto" s'abbandonò a frequentazioni indiscriminate, in una fatale girandola di concrete assicurazioni, concreti passi, concreti interventi, concrete prospettive democratiche, concrete garanzie di progresso, di lavoro, di pace, di riforme. Un'orgia senza fine, una folle stagione di cui si vedono le conseguenze. "Concreto" è precocemente invecchiato, profonde rughe gli segnano il volto sfatto, il suo passo è insieme titubante e lezioso, i suoi occhi hanno una vuota, vitrea fissità. Dicono che si droghi.

Carlo Fruttero e Franco Lucentini

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L'ULTIMO DEI NEURONI


Partono gli incentivi per agevolare il ritorno dei cervelli in Italia. E’ l’Agenzia per le Entrate a indicarne i beneficiari con una apposita circolare: si tratta di cittadini “che hanno maturato esperienze culturali e professionali all’estero e che scelgono di tornare nel nostro Paese”. Il primo a beneficiarne sarà il Trota.


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GRAZIE A VOSSIA 1

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Questo soggetto porciforme è Salvatore Cuffaro, detto Totò, ex senatore ed ex presidente della Regione Siciliana.
Il 22 gennaio 2011 è stato finalmente condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione a 7 anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa e favoreggiamento aggravato ed è stato rinchiuso nel carcere romano di Rebibbia.
A seguito della condanna definitiva, è stato anche licenziato dalla Regione Siciliana dove dal 1989 era stato assunto all'Ispettorato regionale della Sanità. Infine è arrivato anche il provvedimento di radiazione dall'Ordine dei medici.
Il 26 settembre 1991 Giovanni Falcone (ancora vivo), durante il Maurizio Costanzo Show, venne aggredito e accusato verbalmente da un giovane Cuffaro, allora sconosciuto politico democristiano. Meno di un anno dopo, il 23 maggio 1992, Giovanni Falcone venne ammazzato dalla mafia.
Nell'ottobre 2009 Cuffaro denunciò per "diffamazione e minacce" coloro i quali, su You Tube e nel web, lo avrebbero per questo gravemente insultato. Adesso, nella sua cella avrà, si spera, un sacco di tempo per ripensare anche a tutte le corbellerie dette in quella occasione.
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GRAZIE A VOSSIA 2

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Leoluca Orlando, anche lui attaccò duramente Giovanni Falcone accusandolo di aver "tenuto chiusi nei cassetti" una serie di documenti riguardanti i delitti eccellenti di mafia. Falcone dissentì sostanzialmente dalle conclusioni di Orlando, sostenendo come sempre la necessità di prove certe e bollando simili affermazioni come "cinismo politico". Rivolto direttamente ad Orlando, dirà: "Se il sindaco di Palermo sa qualcosa, faccia nomi e cognomi, citi i fatti, si assuma le responsabilità di quel che ha detto. Altrimenti taccia.". Leoluca Orlando è oggi candidato sindaco a Palermo
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NON ABBIAMO DIMENTICATO

9 maggio 1978

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PEPPINO GATI'

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Giuseppe Gatì è morto.
Incredibile, vero? Noi l’abbiamo visto con i nostri occhi e ancora non ci crediamo.
Giuseppe è morto mentre lavorava: era andato a prendere il latte da un pastore ed è morto fulminato mentre apriva il rubinetto della vasca refrigerante del latte. E’ morto dentro una bettola di legno, sporca.
E’ morto un amico, una persona pulita, con sani principi. Chi ha avuto modo di conoscerlo sa che raro fiore fosse.
Voleva difendere la sua terra, non voleva abbandonarla, era rimasto a Campobello di Licata, un paesino nella provincia di Agrigento che offre poco e dal quale è facile scappare. Lavorava nel caseificio di suo padre, con le sue “signorine”, le sue capre girgentane, che portava al pascolo. Era un ragazzo ONESTO, con saldi principi volti alla legalità e alla giustizia. Aveva fatto di tutto per coinvolgere i dormienti giovani Campobellesi, affinchè si ribellassero contro questa società sporca e meschina.
Era troppo pulito per vivere in mezzo a questo fetore e a questo schifo.
Aveva urlato “VIVA CASELLI! VIVA IL POOL ANTIMAFIA!” era stato anche criticato per questo, ma aveva smosso queste acque putride e stagnanti che ci stanno soffocando.
Era un ragazzo dolcissimo, dava amore, desiderava amore.
Suo padre oggi ha detto, distrutto dal dolore, in lacrime: “Sono sempre stato orgoglioso di mio figlio, anche se a volte ho dovuto rimproverarlo, solo perchè mi preoccupavo per lui. Ma sono orgoglioso di lui per tutto quello che ha fatto.” Giuseppe questo lo sapeva.
Anche noi, Alessia, Alice e tutti i suoi amici siamo orgogliosi di lui. Non sappiamo come esprimere il nostro dolore. Ancora non riusciamo a crederci.
Vi lasciamo con le sue parole: "E’ arrivato il nostro momento, il momento dei siciliani onesti, che vogliono lottare per un cambiamento vero, contro chi ha ridotto e continua a ridurre la nostra terra in un deserto, abbiamo l’obbligo morale di ribellarci."

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