Metafore & Metamorfosi (settembre)

THE MANCHURIAN CANDIDATE

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Il panorama politico italiano è denso di novità. Si prevede come imminente la “discesa in campo” di Luca Cordero di Montezemolo: salotto buono, razza padrona e cognome lungo. E io so già cosa dirà il pluricognomato nel suo discorso d'apertura del primo congresso del nuovo partito. Italia Futura, questo il nome del partito di LCdM, sarà sicuamente un “partito di valori e programmi”, un “partito della gente”, con l'obiettivo di “ritrovare come paese, come cittadini, come imprenditori, un clima di fiducia”, anche se per questo ci sarà “da rimboccarsi le maniche”. Le strade da percorrere? “Formazione, sapere, innovazione e ricerca”. Poi, dopo aver salutato con profonda amicizia Pier Ferdinando Casini, Savino Pezzotta e Gianfranco Fini, concluderà dicendo, con aria pensosa e toni oracolari che umilierebbero Zarathustra: “Oggi è il momento. E sta a noi, solo a noi, compiere quelle scelte che ci consentano di essere una risorsa e una speranza per milioni di donne e di uomini che vogliono e chiedono un futuro migliore per sé, per i propri figli, per il proprio paese...
In Italia non passa nulla e nulla cambia, Montezemolo è un parassita miliardario figlio di papà che farà gli interessi dei cittadini comuni che faticano ad arrivare a fine mese come lo squalo affamato fa gli interessi dei cuccioli di foca che prendono il mare per la prima volta. (D)
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METEO-METAMORFOSI
























Carlotta Mannu e Gina Gershon
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MA COS'E' QUESTA CRISI...

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La lingua è un grande aiuto nell'esorcismo. Soprattutto se è mistica, se è una lingua intrecciata di termini oscuri e potenti. A furia di ripeterli, come per le beghine che frequentavano la chiesa e il latino senza capirci un'acca, partecipiamo al rito della convinzione: Asked price, Ora pro nobis; Bear market, Ora pro nobis; Call Option, Ora pro nobis; Down Jones, Ora pro nobis... E così via. [...]
Per riprendere l'impropria e malaugurante metafora del Titanic usata dal ministro Tremonti, mentre in prima classe hanno già visto l'iceberg e si stanno facendo i conti con l'urto e i posti nelle scialuppe, nella stiva dove siamo stipati come sardine non abbiamo ancora la più pallida idea di cosa stia per succedere...

Gli Altri, Lanfranco Caminiti
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UN MATTO

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Tu prova ad avere un mondo nel cuore
e non riesci ad esprimerlo con le parole,
e la luce del giorno si divide la piazza
tra un villaggio che ride e te, lo scemo, che passa,
e neppure la notte ti lascia da solo:
gli altri sognan se stessi e tu sogni di loro.

E sì, anche tu andresti a cercare
le parole sicure per farti ascoltare:
per stupire mezz'ora basta un libro di storia,
io cercai di imparare la Treccani a memoria,
e dopo maiale, Majakowsky, malfatto,
continuarono gli altri fino a leggermi matto.

E senza sapere a chi dovessi la vita
in un manicomio io l'ho restituita:
qui sulla collina dormo malvolentieri
eppure c'è luce ormai nei miei pensieri,
qui nella penombra ora invento parole
ma rimpiango una luce, la luce del sole.

Le mie ossa regalano ancora alla vita,
le regalano ancora erba fiorita.
Ma la vita è rimasta nelle voci in sordina
di chi ha perso lo scemo e lo piange in collina;
di chi ancora bisbiglia con la stessa ironia:
"Una morte pietosa lo strappò alla pazzia".
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DETTO TRA NOI

Il totalitarismo moderno non è che un episodio nel quadro della perenne rivolta contro libertà e ragione. Dagli episodi più antichi esso si distingue non tanto per la sua ideologia quanto per il fatto che i suoi leader sono riusciti a realizzare uno dei più audaci sogni dei loro predecessori: essi hanno fatto della rivolta contro la libertà un movimento popolare.

Contro Hegel (1997) Karl Popper

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- Lo sai? Una volta questo era proprio un gran bel paese... e non riesco a capire quello che gli è successo.

- Beh, è che tutti hanno paura, ecco cos'è successo. Noi non possiamo neanche andare in uno di quegli alberghetti da due soldi, voglio dire propri di quelli da due soldi, capisci?Credono che si vada a scannarli o qualcosa, hanno paura.

- Si ma non hanno paura di voi, hanno paura di quello che voi rappresentate.

- Ma quando... per loro noi siamo solo della gente che ha bisogno di tagliarsi i capelli.

- Ah no, quello che voi rappresentate per loro è la libertà.

- Che c'è di male nella libertà? La libertà è tutto.

- Ah si, è vero, la libertà è tutto, d'accordo, ma... parlare di libertà ed essere liberi sono due cose diverse. Voglio dire che è difficile essere liberi quando ti comprano e ti vendono al mercato... e bada non dire mai a nessuno che non è libero, perché allora quello si darà un gran daffare a uccidere, a massacrare per dimostrarti che lo è. Ah certo, ti parlano e ti parlano e ti riparlano di questa famosa libertà individuale, ma quando vedono un individuo veramente libero, allora hanno paura.

- La paura però non li fa scappare.

- No, ma li rende pericolosi...
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1816

Ci furono dunque in Parigi tredici fratelli che appartenevano l'uno all'altro e fingevano di non conoscersi, tra la gente; ma che si ritrovavano, la sera, come cospiratori, non nascondendosi alcun pensiero, usufruendo a turno di un patrimonio simile a quello del Veglio della Montagna; tenendo i piedi in tutti i salotti, le mani in tutte le casseforti, i gomiti in strada, la testa su tutti i cuscini, e mettendo tutto senza scrupoli al servizio dei loro disegni. Furono tredici re sconosciuti, ma re veramente, e più ancora che re, giudici e carnefici che, messisi le ali per scorrere la società in lungo e largo, disdegnavano di rappresentarvi qualcosa, perché vi erano onnipotenti.

Storia dei Tredici, Balzac

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LA FABBRICA DELLE ZOCCOLE

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STO IN UN PAESE DISASTRATO

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Se io potessi fare il presidente,
di tutta questa gente, no, non resterebbe niente,
perché questi farabutti li manderei a zappare,
oppure chiusi in fabbrica venti ore a lavorare!

Berlusconi, chissà chi l'ha votato!
Nessuno che lo ammetta e intanto al Governo è andato.
Ma se devo dirla tutta non è lui il solo problema,
perché dall'altra parte c'è anche Massimo D'Alema!

Di dieci cose fatte (Silvio) te n'è riuscita mezza (e manco!),
e dove c'è uno strappo non metti mai una pezza.

Sto in un Paese disastrato governato dal solito nano,
con un'opposizione pronta a dargli sempre una mano.
Se penso che al Governo c'è gente come te,
Borghezio, Calderoli, Bossi, la Gelmini e la Santanché!

Voi siete delle sole, come si dice a Roma!
Voi siete delle sole, aahhh sempre sulla poltrona!

Di Pietro te l'ha detto: "Ci fai o ci sei?"
E nonostante tutto, tu pensi sempre a lei.
Ma se devo dirla tutta ho paura del domani
se penso che potrebbe esserci al posto tuo Bersani!

Di dieci cose fatte (Silvio) te n'è riuscita mezza (e manco!),
e dove c'è uno strappo non metti mai una pezza.
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CAPITALISMO TOSSICO

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CRAXI NOSTRI

Secondo alcuni non era affatto una coincidenza che le parole "politica" e "apocalittico" suonassero tanto simili.

Can't stop Won't Stop, Shake Ediz. 2009, Jeff Chang

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LE GRANDI MANOVRE

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La manovra dispone l'aumento dell'aliquota IVA ordinaria dal 20 al 21 percento, il che a regime garantirà, assicurano, un maggior gettito per 4,236 miliardi su base annua.
Così la manovra, aumentando l'IVA, aggrava un'imposta indiretta che colpisce i meno abbienti e impoverisce il ceto medio.
Secondo l'art. 53 della nostra Costituzione "tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva".
L'art. 53 in sostanza pone una garanzia per i soggetti passivi deboli, disponendo che il legislatore nel determinare i tributi debba tener conto della loro capacità contributiva, ponendo pertanto un limite alla potestà impositiva in materia fiscale.
Il punto è che il principio della capacità contributiva può essere veramente rispettato solo tenendo conto del sistema fiscale. Infatti, in un sistema tributario ove siano presenti in misura diversa imposte dirette e imposte indirette, l'aumento di quest'ultime viene a ledere tale principio, in quanto le imposte indirette non tengono affatto conto della capacità contributiva dei singoli, ma vanno ad incidere in misura maggiore sui redditi dei meno abbienti.
L'IVA è infatti istantanea, in quanto l'occasione del prelievo è rappresentata da ogni singolo scambio e passaggio di beni e servizi, è a pagamento frazionato e plurifase, in quanto ad ogni passaggio ciascun contribuente paga il tributo per il valore aggiunto al prodotto, e dulcis in fundo è gravante sul consumatore finale, che risulta essere il solo soggetto "inciso" in quanto, a differenza di ogni esercente arte o professione ed ogni imprenditore, non potrà "scaricare" l'imposta pagata! (D)

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