Metafore & Metamorfosi (settembre)

I DIVERSAMENTE ONESTI





















Come la Pravda ai tempi delle grandi purghe, l'Unità ha pubblicato una fotografia ritoccata e corretta di Filippo Penati, l'ex sindaco di Sesto San Giovanni nonchè capo della segreteria politica di Bersani e membro della Direzione nazionale e del coordinamento nazionale del PD. Nella foto pubblicata, Penati appare desolatamente solo su un palco vuoto, mentre in realtà la fronte spaziosa di un sorridente Bersani compariva accanto a lui. Come accadeva ai trotzkisti e agli altri nemici della rivoluzione, Penati viene censurato e rimosso, dopo che con atto di grande rigore morale, onestà politica e dimostrazione di affetto sodale, il suo capo l'ha sospeso e sbattuto fuori dalla segreteria e dal partito. Ma qualcosa di lui alla fine rimane: la sua sigla sulle ricevute, la matrice di un assegno... e un bel po' di soldi sporchi. (D)


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IL TARTASSA

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Pierferdi, per farsi bello con la piazza arrabbiata, ha dichiarato in TV che per mettere a posto le cose bisogna "tartassare" i grandi patrimoni. Poi rientrato a casa è subito corso a rassicurare il suocero, Francesco Caltagirone: Francolino, lo sai, certe cose si dicono tanto per fare opposizione.(D)
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IL MARCHESE DEL GRILLO

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Oggi tutti insieme
cercheremo di imparare
come fanno gli animali ad insultarsi
i politici tra loro...

Come fa Bossi?
- Prrrrr
E Berlusconi?
- Comunisti!!!
La Russa?
- Lei fa schifo!
Sgarbi?
- Fascista!!!
Vendola?
- Vaffanculo!
D'Alema?
- Ma vada a farsi fottere!!!
E Beppe Grillo?
E Beppe Grillo?...

La sua non è volgarità
nel caso suo è comicità!
E infatti dall'inizio
ad ogni suo comizio
a fare in culo manda
la gente che comanda
e tutti ad applaudirlo
perché tanto è Beppe Grillo!

Ma Beppe Grillo sai che fa?
Si fa una gran pubblicità
e il populismo instilla
ai giovani balilla
che gli van dietro di città in città!
Parli coi grilli:
- Non capisci niente!
Dicono che Grillo nel partito non conti niente
ma uno vale uno e Beppe Grillo è solo là
per dare loro visibilità!

Ma Beppe Grillo come fa?
Questa è la mia perplessità!
Se uno vale uno e lui non è nessuno
ma fa i comunicati e dà i certificati
davvero non comanda
oppure è solo propaganda?

Ma Beppe Grillo lo dirà
prima o poi dircelo dovrà
se sono sue anche quelle,
sia il logo sia le stelle,
i nostri voti chi li gestirà!?

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LAVORO A PROGETTO

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METAFORE

Borges diceva che gli argentini pensavano che rubare allo Stato non fosse un delitto, in quanto lo Stato è impersonale. Le nostre società non hanno ancora imparato che lo Stato non è un'entità impersonale. Le decisioni dello Stato, così come le spese dello Stato non sono impersonali. In ogni caso, esiste un rapporto diretto tra le spese statali e i beni dei cittadini, che tali beni assumono la forma delle loro vite, dei loro risparmi o delle loro ricchezze.
Il mito Che Guevara e il futuro della libertà. Alvaro Vargas-Llosa

Con questo Stato-nazione che non piace a nessuno di loro, gli italiani hanno stipulato il seguente patto: se lo Stato non interferisce troppo nelle vite dei suoi cittadini, cioè se non gli toglie tutti i soldi con le tasse, la gente è disposta a vivere senza le solite amenità delle società europee industrializzate, come un sistema sociale, delle forze di polizia e un'assistenza medica adeguati.
L'Italia di Sciascia, in Il canarino e la miniera. Gore Vidal
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IL SILENZIO E' D'ORO

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Il sottoscritto quale persona offesa nel procedimento penale della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli espone quanto segue: in relazione alla vostra richiesta di rendere dichiarazioni in merito al procedimento de qua ed esaminato il capo di incolpazione mosso nei confronti degli indagati, ferme restando le riserve avanzate nella memoria di accompagnamento della presente dichiarazione, ritenendo possa essere utile allo svolgimento delle indagini, dichiaro quanto segue:

1) CONOSCENZA CON GIANPAOLO TARANTINI

Ho conosciuto il signor Tarantini e sua moglie alcuni anni orsono. Mi è stato presentato come un imprenditore di successo e da più parti ho avuto su di lui positive indicazioni.

2) CONOSCENZA CON WALTER LAVITOLA

Conosco Lavitola da parecchi anni in particolare per la sua attività di giornalista e di direttore di giornale.

3) IN RELAZIONE AL RAPPORTO DI CONOSCENZA FRA LAVITOLA E TARANTINI

Dopo il suo arresto Tarantini e la moglie mi scrissero delle accorate lettere inviatemi presso la segreteria di Roma. Il Tarantini protestava la propria estraneità alle accuse che gli venivano mosse, si scusava per il disagio che mi aveva procurato, si lamentava per il trattamento mediatico e giudiziario che gli veniva riservato. Sia lui sia la moglie mi fecero sapere di essere in gravissime difficoltà economiche.
Conversando casualmente con il Lavitola, questi mi disse di conoscere Tarantini. Mi risulta che in quel periodo, che collocherei nell’estate 2010, sia nato un buon rapporto di amicizia fra loro.
Nello stesso periodo il Tarantini mi scrisse che non era soddisfatto dell’operato del suo difensore avvocato D’Ascola. Gli segnalai mi pare attraverso Lavitola alcuni nomi tra cui quello dell’avvocato Perroni che a seguito di una mia telefonata si dichiarò disponibile a difenderlo.

4) IN ORDINE AI RAPPORTI ECONOMICI CON TARANTINI

Tarantini e la moglie, come già detto, mi fecero pervenire più volte lettere in cui mi presentavano la gravità della loro situazione economica, chiedendomi anche aiuto per finanziare la loro azienda e per evitare il fallimento. Lo stesso Lavitola mi segnalò una situazione di vera disperazione di una famiglia che era passata da una vita agiata a grandi ristrettezze, che avevano coinvolto anche il fratello, con la sua famiglia, la madre e altri familiari. Mi si rappresentò quindi una situazione personale e familiare difficilissima, con anche il rischio che il Tarantini mettesse in atto episodi d autolesionismo. La situazione era altresì aggravata dalla presenza di due figlie ancora piccole. Insistettero anche tramite Lavitola, per un aiuto economico.
Feci quindi avere al Tarantini e alla moglie del denaro o consegnandolo direttamente al Lavitola o facendoglielo consegnare, in alcune rare occasioni, dalla mia segreteria. Si trattava di somme che variavano tra i 5.000 e i 10.000 euro, 5.000 per il Tarantini e 5.000 per la moglie. Non sono in grado di ricordare con quale frequenza ciò sia avvenuto. Si tenga presente che tali dazioni sono sempre avvenute in Roma presso la mia abitazione così come gli incontri con Lavitola che soltanto una volta, mi sembra, si sia recato in Arcore.
A Roma ho una cassaforte dove tengo sempre disponibile una somma in contanti per le mie spese personali e per le necessità di casa, che alimento io stesso portando il denaro da Arcore. Tali somme sono tratte dai miei conti correnti personali, prelevate dai miei ragionieri e sono documentabili in ogni momento.
Delle consegne a Lavitola per le necessità del Tarantini e della sua famiglia nessun altro era a conoscenza, se non in alcune rare occasioni la mia segreteria.
Verso la primavera di quest’anno Lavitola in un incontro a Roma mi disse che il Tarantini avrebbe voluto ritornare a fare l’imprenditore avviando una nuova attività imprenditoriale e che aveva necessità di un finanziamento iniziale. In quel periodo ebbi modo di incontrare il Tarantini con sua moglie alla presenza di Lavitola. Tale incontro avvenne, dopo innumerevoli richieste da parte loro, mi pare in Arcore.
In quella occasione il Lavitola e il Tarantini mi ribadirono quanto già anticipatomi da Lavitola stesso. Successivamente Lavitola in due incontri avvenuti a Palazzo Grazioli in Roma ebbe ad insistere su tale necessità del Tarantini. Ritenni di accedere a tale richiesta e dissi a Lavitola, che ero disponibile a erogare ciò che mi era stato richiesto.
Lavitola mi disse che avrebbe depositato lui direttamente i fondi presso una banca in Sudamerica dove erano già depositati i suoi fondi personali e che avrebbe preferito ricevere la somma da me in contanti. Gli ho consegnato tale somma in molteplici tranches dalla primavera di quest’anno fino a prima dell’inizio dell’estate, personalmente, sempre in Roma. Non sono in grado di ricordare il numero delle tranches. Ho tratto le somme dai miei conti correnti. Le somme mi sono state fornite dai miei ragionieri.

5) IN MERITO AI FATTI SUCCESSIVI ALLA CONSEGNA DEL DENARO

Non ricordo esattamente il periodo, ma lo collocherei tra il giugno e il luglio di quest’anno. Mi incontrai ad Arcore con l’avvocato Ghedini e con l’avvocato Perroni per discutere di questioni relative ai procedimenti in corso a Milano.
Nel corso della conversazione comunicai a Perroni, che era anche difensore di Tarantini e che mi aveva riferito del fallimento della società dello stesso, che avevo messo a disposizione del suo assistito una somma di denaro perché potesse avviare una nuova attività imprenditoriale.
Perroni manifestò stupore per la notizia dicendo di non saperne assolutamente nulla e prospettando a suo dire la inopportunità di tale decisione. Anche Ghedini si stupì e manifestò la propria perplessità. Io ribadii che si trattava di una somma per me contenuta che destinavo volentieri a una persona in difficoltà che manifestava l’intenzione di volersi riscattare con un nuovo impegno imprenditoriale. Ghedini suggerì a Perroni di verificare se la somma era poi stata resa effettivamente disponibile per il Tarantini poiché ove così non fosse stato sarebbe stato a suo parere preferibile annullare l’operazione.
Alcuni giorni dopo Ghedini mi informò che Tarantini aveva comunicato a Perroni di non aver ancora ricevuto alcun finanziamento. Nel frattempo Lavitola mi spiegò i termini dell’operazione e mi chiese di incontrarlo insieme a Tarantini e alla moglie. In tale incontro Lavitola garantì a me e a Tararantini che la somma era effettivamente a disposizione di Tarantini in una banca uruguaiana.

In fede
On.le Silvio Berlusconi

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BE RICH

Dovrebbe in primo luogo l’imposta ereditaria falcidiare, alla morte di ogni uomo, tutta l’eccedenza della sostanza che egli in vita ha saputo cumulare al di là di quanto basti a garantire la vita del coniuge superstite, la educazione e la istruzione dei figli sino alla maggiore età economica, la sussistenza dei figli inetti, per deficienze fisiche o mentali, a procacciarsi il sostentamento, il possesso della casa, provveduta di adiacenze, di mobilio, di libri ed oggetti vari, reputata bastevole alla famiglia sopravvivente; sicché la sostanza riservata sia tenuta entro limiti atti a impedire diseguaglianze apprezzabili nei punti di partenza.

Luigi Einaudi


Io ho dato una mano a una famiglia con figli che era abituata a vivere nell'agio e poi si è ritrovata in miseria. Lo faccio perché me lo posso permettere.

Silvio Berlusconi


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Nelle parole del premier, c'era già l'annuncio del suo programma: “Questi signori, continuano ad essere convinti che il fine della politica, e quindi il fine di un azione di un governo, sia quello di ridistribuire il reddito, in modo da intervenire con la tassazione, proprio con lo strumento tasse, per far sì che possa avvenire questa redistribuzione. E ciò che propongono è di rendere uguali il figlio del professionista con il figlio dell’operaio, di togliere cioè al ceto medio e di dare a quella che loro chiamano ancora la classe operaia”.

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Confesso che questo effettivamente voglio: che i figli dei ricchi e i figli dei poveri abbiano le stesse possibilità! E’ con fierezza che lo voglio, poiché come comunista credo che gli uomini siano tutti uguali.
Fino a questo momento, invece, governi di centro-destra o di centro-sinistra hanno sempre utilizzato lo strumento tasse per togliere a quella che è ancora la classe lavoratrice e per dare a quella che è ancora la classe dei ricchi. Al punto che sembra naturale il figlio del farmacista faccia il farmacista, il figlio del notaio il notaio, il figlio del politico il politico... Così come sembra naturale che Bertinotti vesta Brioni e porti al polso un Rado, D'Alema abbia lo yacht Icarus e... Berlusconi aiuti le famiglie abituate a vivere nell'agio!(D)
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BASTARDO DENTRO

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Sacconi pensa con livore agli anni '70. Io penso a lui che, con Tremonti e Brunetta, faceva parte della "banda del buco", cioè dei consulenti economici di Craxi che negli anni '80 hanno provocato la voragine del nostro debito pubblico.(D)
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NO PROBLEM??

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IL METODO MERKEL

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I giornali italiani questa volta non ne hanno parlato tanto. In molti non hanno trascritto la frase, lasciando al suo posto dei puntini, non sempre decifrabili.
I giornali stranieri, quelli sì, talora, l'espressione che Berlusconi avrebbe detto sulla Merkel l'hanno riportata per intero, con relativa traduzione.
Ma Angela, che è una donna intelligente, è capace di seppellire con una risata le uscite dello psiconano. (D)

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CAVALIER PATONZA

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Veronica ha chiamato l'ambulanza
ho un senso di impotenza
però io non posso stare senza
è inutile che faccia resistenza
è un fatto di patonza... patonza... patonza...

Uomini uomini c'è ancora una speranza
anche se Fini mi rovina l'esistenza
ora che il giudice mi chiama per l'udienza
con Scilipoti cambiola maggioranza
Con i soldi ricompatto l'alleanza
e se poi la Lega ricomincia a far la stronza
regalo a Bossi qualche ministero a Monza
e poi io mi consolocon la patonza...

La patonza è un usanza molto in voga
dentro la mia stanza
Con l'aiuto della scienza
e con un lento movimento de panza
la patonza... la patonza... è una cura per la senescenza
con prudenza son quaranta
tutte in fila fuori dalla mia stanza!

Com'è com'è tutti mi chiedono dov'è dov'è
a me la portano sai perchè
pago benissimo fintanto che vedo Lavitola
gli dico di rimanere in Brasiiiiil
che se rientra sono cazzi amari pure per me
non riusciranno a prenderlo se resta liii

La patonza es un baile che se balla nella villa in brianza
col crocificio tra le tetas se bestemia con la sue eminenza...






























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MA SIAMO IN UN FILM DI ALBERTO SORDI!?

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Caso Papa, caso Penati, caso Milanese, caso Tarantini... Destra-sinistra-centro: mazzette, puttane, tangenti, pastette giudiziarie, lotte di potere, affari e affaracci, prestiti ed estorsioni. Casi giudiziari, casi umani, casi di vita e malavita.
Un ministro non si accorge che un estraneo gli paga la casa di cui è proprietario, un altro non sa chi usa una casa a Montecarlo eredità della contessa. Uno viene fotografato da una ghenga di poliziotti mentre sniffa e s'infratta con i trans, un altro si porta a casa quaranta puttane per volta...
Una Tizia, sposata con Tizio, è amante di Caio, il quale incassa del denaro da Sempronio, denaro che Sempronio, forse perché ricattato, forse perché tanto generoso, ha voluto prestare o regalare a Tizio perché gli facesse scopare Tizia...
E poi il bunga-bunga, le minorenni, la first lady che dà del pedofilo e maniaco sessuale al premier...
Ma cos'è, siamo in un film di Alberto Sordi!? (D)

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