Hay que esperar...

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Había una vez un arbolito que muy solito se estaba pero muy dispuesto de adornar y cantar en el huerto del otro.
Ahí estaba pues el arbolito y entonces llegó el otro a mirarlo y llevarlo. Pero resulta que el otro no era otro sino otros. Los otros querían llevar el arbolito a su respectivo huerto, pero sólo había un arbolito pues, y los otros eran varios otros. Y el arbolito estaba pues dispuesto a plantarse en todos los huertos, pero solo un arbolito había y los otros pues eran varios otros.
Entonces los otros empezaron a discutir que quién se quedaba con el arbolito para llevarlo a su huerto. Y el uno de los otros decía que él lo llevaba porque él era más otro que los otros de los otros. Y el otro uno de los otros decía que no que él llevaba el arbolito porque él tenía un huerto más bonito y etcétera, y otro otro decía que mejor él porque él era mero jardinero y qué mejor que él para cuidar al arbolito y así se estuvieron peleando un rato y no llegaban a ningún acuerdo de unidad, porque aunque eran otros, no respetaban al otro que era de ellos pero era otro. Y entonces acabaron peleando y dijeron que cada quien se iba a llevar un pedazo del arbolito.
Entonces el arbolito habló y dijo así: No estoy de acuerdo porque, además de que no hay que andar cortando árboles porque atenta contra el balance ecológico nadie va a salir ganando. Si uno de ustedes se lleva mis ramas, y otro se lleva el tronco, y el otro la raíz y cada quien lleva su pedacera a su huerto pues no va a salir bien. El que lleve las ramas y las plante pues no va a tener nada porque no tienen el tronco para sostenerse ni la raíz para alimentarse. El que lleve el tronco tampoco va a tener nada porque, sin ramas ni raíz, el tronco no va a poder respirar ni alimentarse.
El que lleve la raíz igual, porque sin tronco ni ramas la raíz no va a poder crecerse ni respirar. Si, en cambio, si hacemos un buen acuerdo entre todos, puedo plantarme un tiempo en el huerto de uno y luego otro tiempo en el huerto del otro y así. De esta manera todos tendrán frutos y semillas en todos y cada uno de los huertos.
Los otros quedaron pensando.
Tan-tan.

- ¿Así termina? -pregunta la Mar.
- Sí pues- digo yo cerrando el libro.
La Mar insiste.
- No sé, hay que esperar - respondo mientras esquivo el lapicero que la Mar me arroja.

Vale de nueve.
El Sup tarareado aquella que dice "Mi padre y yo lo plantamos, en el límite del patio donde termina la casa, etcétera".

Desde las montañas del Sureste Mexicano
Subcomandante Insurgente Marcos



C'era una volta un alberello che se ne stava solo soletto nonostante fosse molto bendisposto ad adornare e cantare nell'orto dell'altro.
Lì se ne stava dunque l'alberello e ad un bel momento arrivò l'altro a guardarlo e levarlo. Ma successe che l'altro non era un altro bensì altri. Gli altri volevano portare l'alberello ciascuno al proprio rispettivo orticello, ma c'era solo un alberello, e gli altri erano vari altri. E l'alberello era dunque disposto a farsi trapiantare in tutti gli orti, ma solo un alberello c'era e gli altri invece erano vari altri.
Allora gli altri incominciarono a discutere su chi dovesse rimanere con l'alberello per portarlo nel suo orto. E l'uno degli altri diceva che spettava a lui portarlo via perché era più altro degli altri degli altri. E un altro uno degli altri diceva che no, che avrebbe portato via lui l'alberello perché aveva un orto più bello eccetera, ed un altro altro diceva che era meglio lui perché era provetto giardiniere ed era meglio fosse lui a prendersi cura dell'alberello e così stavano litigando da un po' e non giungevano a nessun accordo comune, perché benché fossero altri non rispettavano l'altro che era sì dei loro ma era un altro. Ed allora finirono per litigare e dissero che ognuno avrebbe portato via un pezzo dell'alberello.
Allora l'alberello parlò e disse così: Non sono d'accordo perché, oltre al fatto che non si deve continuare a tagliare gli alberi perché questo attenta all'equilibrio ecologico, in questo modo nessuno ne esce vincitore. Se uno di voi si porta i miei rami, e un altro si porta il tronco, e l'altro la radice ed ognuno porta via il suo pezzetto nel suo orto non ne verrà nulla di buono. Quello che porta i rami e le fronde certo non avrà niente perché non avrà il tronco per reggerli né la radice per alimentarli. Neanche quello che si porta il tronco ha niente perché, senza rami né radice, il tronco non può respirare né alimentarsi.
Quello che porta la radice lo stesso, perché senza tronco né rami la radice non può crescere né respirare. Se, invece, facciamo un buon accordo tra tutti, mi si può piantare per un tempo nell'orto di uno e per un altro tempo nell'orto di un altro e così via. In questa maniera tutti avranno frutti e semi in tutti e in ciascuno degli orti.
Gli altri rimasero a pensarci su.
Tan-tan.

- Finisce così? - domanda la Mar.
- Sì certo - dico io chiudendo il libro.
La Mar insiste.
- Non so, bisogna aspettare - rispondo mentre schivo il portapenne che la Mar mi lancia.

Vale di nuovo.
Il Sup canticchiando quella che dice "Mio padre ed io lo piantiamo, nel limite del patio dove finisce la casa, eccetera."

Dalle montagne del Sudest Messicano
Subcomandante Insurgente Marcos

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