Metafore & Metamorfosi (febbraio)

COME SI FA LA DEMOCRAZIA

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IN NOME DEL POPOLO MEDIATICO

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Imputato ascolta,
noi ti abbiamo ascoltato.
Tu non sapevi
di avere una coscienza al fosforo
piantata tra l'aorta e l'intenzione,
noi ti abbiamo osservato
dal primo battere del cuore
fino ai ritmi più brevi
dell'ultima emozione
quando uccidevi,
favorendo il potere
i soci vitalizi del potere
ammucchiati in discesa
a difesa della loro celebrazione.

E se tu la credevi vendetta
il fosforo di guardia
segnalava la tua urgenza di potere
mentre ti emozionavi
nel ruolo più eccitante della legge
quello che non protegge
la parte del boia.

Imputato,
il dito più lungo della tua mano
è il medio
quello della mia
è l'indice,
eppure anche tu hai giudicato.
Hai assolto e hai condannato
al di sopra di me,
ma al di sopra di me,
per quello che hai fatto,
per come lo hai rinnovato
il potere ti è grato.

Ascolta
una volta un giudice come me
giudicò chi gli aveva dettato la legge:
prima cambiarono il giudice
e subito dopo
la legge.

Oggi, un giudice come me,
lo chiede al potere se può giudicare.
Tu sei il potere.
Vuoi essere giudicato?
Vuoi essere assolto o condannato?
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Imputado escucha,
nos te hemos escuchado.
Tú no supiste
de tener una conciencia al fósforo
plantado entre la aorta y la intención,
nos te hemos observado
de lo primero golpear del corazón
hasta los ritmos más breves
de la última emoción
cuando mataste,
favoreciendo el poder
los socios vitalicio del poder
amontonados en pendiente
a defensa de su celebración.

Y si tú la creyeras venganza
el fósforo de guardia
señaló tu urgencia de poder
mientras te emocionaste
en el papel más excitante de la ley
aquélla que no protege
la parte del verdugo.

Imputado,
el dedo más largo de tu mano
es lo mediano
aquel de la mía
es el índice,
sin embargo también tú has juzgado.
Has absuelto y has condenado
por encima de mí,
pero por encima de mí,
por lo que has hecho,
por como lo has renovado
el poder te está agradecido.

Escucha
una vez un juez como yo
juzgó quien le dictó la ley:
antes cambiaron al juez
y enseguida después
la ley.

Hoy, un juez como yo,
lo pregunto al poder si puede juzgar.
Tú eres el poder.
¿Quieres ser juzgado?
¿Quieres ser absuelto o condenado?

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PER SEMPRE COINVOLTI

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Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre Millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credervi assolti
siete lo stesso coinvolti.

Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le "pantere" ci mordevano il sedere
lasciandoci in buonafede
massacrare sui marciapiedi
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.

E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.

E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.



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PERCHE' SANREMO E' SANREMO...

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EL GA 'L SUV!

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Bèlla, Alüra? Bèlla, Alüra?
El gà ‘l Süv Uè Testina cosa vuoi?
El gà ‘l Süv inquina? Fatti tuoi.
Gliel’ha comprato il Papi C’ha la fabrichètta...
Parcheggia sui binari.
E poi lo sposta? Senza fretta.
Ma va in doppia fila?
‘Zz se ne frega, c’ha la pila….

El gà ‘l Süv Lü l’è el Baüscia milanès,
che l’gà ‘l Süv!
Occupa tutta la City col Süv.
Lui spende e spande alla stragrande.
El gà ‘l Süv, el gà ‘l Süv,
el gà ‘l Süv, Süv, Süv, Süv…..

Si fa allargare il garagino?
Non ci sta il gioiellino…
Se non dici che ti piace
poi piange il bambino…
Ad ogni multa si stupisce,
“Non si può sulle strisce?”
E col Ghisa poi s’impunta:
“Mi compro te e la giunta!”

El gà ‘l Süv Lü, l’è el Baüscia milanès,
che l’gà ‘l Süv!
Tutto è permesso perché lui el gà ‘l Süv.
Lui spende e spande alla stragrande, el gà ‘l Süv,
el gà ‘l Süv, el gà ‘l Süv, Süv, Süv, Süv…..

Ma smettila….

E Curma?, Santa, Saint Moritz…
Ahahahah, Bèlla, Alüra? Bèlla, Alüra?

El gà ‘l Süv, lü l’è el Baüscia milanès,
che l’gà ‘l Süv!
Occupa tutta la City col Süv,
tutto è permesso perché lui el gà ‘l Süv,
lui spende e spande alla stragrande, el gà ‘l Süv,
el gà ‘l Süv, Süv, Süv, Süv….. Uè te l’è vist che Süv?

Fa balà l'öcch...
Allora chiama subito la Lolla, la Lulli,
il Lullo il Tato, la Tata,
e statsera andiamo prima a Curma,
e poi in 45 minuti siamo già a Santa,
aperitivo, e via... ahahahahahah!

Ma smettila.....

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SILVIO NAPALONI

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Il ministro della propaganda di Hitler, Joseph Goebbels, aveva come principi propagandistici:

1. Principio della semplificazione e del nemico unico.
E’ necessario adottare una sola idea, un unico simbolo. E, soprattutto, identificare l’avversario in un nemico, nell’unico responsabile di tutti i mali.

2. Principio del metodo del contagio.
Riunire diversi avversari in una sola categoria o in un solo individuo. Gli avversari devono costituirsi in somma individualizzata.

3. Principio della trasposizione.
Caricare sull’avversario i propri errori e difetti, rispondendo all’attacco con l’attacco. Se non puoi negare le cattive notizie, inventane di nuove per distrarre.

4. Principio dell’esagerazione e del travisamento.
Trasformare qualunque aneddoto, per piccolo che sia, in minaccia grave.

5. Principio della volgarizzazione.
Tutta la propaganda deve essere popolare, adattando il suo livello al meno intelligente degli individui ai quali va diretta. Quanto più è grande la massa da convincere, più piccolo deve essere lo sforzo mentale da realizzare. La capacità ricettiva delle masse è limitata e la loro comprensione media scarsa, così come la loro memoria.

6. Principio di orchestrazione.
La propaganda deve limitarsi a un piccolo numero di idee e ripeterle instancabilmente, presentarle sempre sotto diverse prospettive, ma convergendo sempre sullo stesso concetto. Senza dubbi o incertezze. Da qui proviene anche la frase: “Una menzogna ripetuta all’infinito diventa la verità”.

7. Principio del continuo rinnovamento.
Occorre emettere costantemente informazioni e argomenti nuovi (anche non strettamente pertinenti) a un tale ritmo che, quando l’avversario risponda, il pubblico sia già interessato ad altre cose. Le risposte dell’avversario non devono mai avere la possibilità di fermare il livello crescente delle accuse.

8. Principio della verosimiglianza.
Costruire argomenti fittizi a partire da fonti diverse, attraverso i cosiddetti palloni sonda, o attraverso informazioni frammentarie.

9. Principio del silenziamento.
Passare sotto silenzio le domande sulle quali non ci sono argomenti e dissimulare le notizie che favoriscono l’avversario anche contraprogramando con l'aiuto di mezzi di comunicazione orientati a proprio favore.

10. Principio della trasfusione.
Come regola generale, la propaganda opera sempre a partire da un substrato precedente, si tratti di una mitologia nazionale o un complesso di odi e pregiudizi tradizionali. Si tratta di diffondere argomenti che possano mettere le radici in atteggiamenti primitivi.

11. Principio dell’unanimità.
Portare la gente a credere che le opinioni espresse siano condivise da tutti, creando una falsa impressione di unanimità.

Qualunque somiglianza con la realtà non è una coincidenza.
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El ministro de propaganda de Hitler, Joseph Goebbels, tenía como principios propagandísticos:

1. Principio de simplificación y del enemigo único.
Adoptar una única idea, un único símbolo. Individualizar al adversario en un único enemigo, en el único responsable de todos los males.

2. Principio del método de contagio.
Reunir diversos adversarios en una sola categoría o individuo. Los adversarios han de constituirse en suma individualizada.

3. Principio de la transposición.
Cargar sobre el adversario los propios errores o defectos, respondiendo el ataque con el ataque. Si no puedes negar las malas noticias, inventa otras que las distraigan.

4. Principio de la exageración y desfiguración.
Convertir cualquier anécdota, por pequeña que sea, en amenaza grave.

5. Principio de la vulgarización.
Toda propaganda debe ser popular, adaptando su nivel al menos inteligente de los individuos a los que va dirigida. Cuanto más grande sea la masa a convencer, más pequeño ha de ser el esfuerzo mental a realizar. La capacidad receptiva de las masas es limitada y su comprensión escasa; además, tienen gran facilidad para olvidar.

6. Principio de orquestación.
La propaganda debe limitarse a un número pequeño de ideas y repetirlas incansablemente, presentarlas una y otra vez desde diferentes perspectivas, pero siempre convergiendo sobre el mismo concepto. Sin fisuras ni dudas. De aquí viene también la famosa frase: “Si una mentira se repite suficientemente, acaba por convertirse en verdad”.

7. Principio de renovación.
Hay que emitir constantemente informaciones y argumentos nuevos (también no estrechamente pertinentes) a un ritmo tal que, cuando el adversario responda, el público esté ya interesado en otra cosa. Las respuestas del adversario nunca han de poder contrarrestar el nivel creciente de acusaciones.

8. Principio de la verosimilitud.
Construir argumentos a partir de fuentes diversas, a través de los llamados globos sondas o de informaciones fragmentarias.

9. Principio de la silenciación.
Acallar las cuestiones sobre las que no se tienen argumentos y disimular las noticias que favorecen al adversario, también contraprogramando con la ayuda de medios de comunicación afines.

10. Principio de la transfusión.
Por regla general, la propaganda opera siempre a partir de un sustrato preexistente, ya sea una mitología nacional o un complejo de odios y prejuicios tradicionales. Se trata de difundir argumentos que puedan arraigar en actitudes primitivas.

11. Principio de la unanimidad.
Llegar a convencer mucha gente que piensa como todo el mundo, creando una falsa impresión de unanimidad.

Cualquier semejanza con la realidad no es coincidencia.

4 commenti:

  1. Un Emanuele Filiberto che con Pupo arriva nella finale di Sanremo la dice lunga su quello che negli ultimi anni è diventata la tivù di stato. Non è che non doveva arrivare in finale, è che su quel palco non ci doveva nemmeno salire. Ci sono centinaia di giovani che studiano una vita per sfondare e poi arriva questo raccomandato del cavolo (la parola era un'altra), e ce lo ritroviamo dappertutto pagato con i nostri soldi. Tutta la manifestazione è specchio del pressapochismo che impera in questo paese, dove i raccomandati, gli amici degli amici o semplicemente della De Filippi la fanno da padrone. Boicottiamo questa tv spazzatura. Ciao, M.

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  2. Cara Mary,
    hai ragione, per come stanno le cose in Italia non mi stupirei nemmeno se, a questo punto, facessero fare il re a Pupo...
    La canzone nemmeno l'ho sentita. Anzi, canzoni non ne ho sentita una. Il Festival di Sanremo non l'ho mai seguito in vita mia.
    Io vivo in un mondo a parte.
    Ciao, D.

    Ps Non è vero che in questo paese regna il pressapochismo... Bertolaso, ad esempio, è uno specialista sempre al posto giusto. Cosa ha detto a proposito dei "massaggi brasiliani" al centro benessere Salaria Sport Village? "Mi sento alluvionato"...
    Sicuramente per via dello squirting della sua caliente "massaggiatrice".
    Un altro sarebbe di sicuro affogato, lui no, ci ha nuotato dentro e con perizia s'è salvato.
    E con se stesso ha salvato il paese!

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  3. E' sempre pericoloso fare di un uomo un Dio. Questo è successo con Bertolaso, sempre osannato. E se Berlusconi lo avesse nominato ministro (di che poi?), adesso godrebbe di immunità parlamentare. Ma resta comunque un intoccabile. Non metto in dubbio che per la ricostruzione in Abruzzo ha fatto tantissimo come per altre calamità. Come l'ha fatto? Lo sapremo presto. Vorrei però ricordare anche tutti gli altri che hanno operato in maniera meravigliosa per la gente dell'Aquila e dintorni, tutte le forze dell'ordine, tutti i volontari. Per loro, da parte del governo, non ho sentito un grazie. Ciao,M.

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  4. Cara Mary,
    condivido la tua opinione. Mi verrebbe da fare una battutaccia su "l'adesso godrebbe", ma sarebbe scontata e quindi la evito.
    Come dice Benigni? "Datemi il potere e vi farò godere".

    Aggiungo solo che il problema è anche rappresentato dal ricorso, per l'affido dei lavori, a procedure concorsuali d'urgenza o agevolate che derogano a molti dei procedimenti di verifica e controllo.
    Questo dovrebbe trovare giustificazione solo a fronte di situazioni di necessità ed emergenza tali da non consentire una gestione ordinaria. Gli eventi di Protezione Civile dovrebbero essere cataclismi, catastrofi, disastri naturali...
    E invece com'è finita? Che da un lato tramite la protezione civile si gestisce "l'emergenza" carceri, stadi, spazzatura, ecc.. mentre dall'atro basta una pioggia copiosa, una nevicata intensa, un po' di mare mosso, una settimana di solleone per invocare "lo stato di calamità naturale".
    Alla fine a gestione ordinaria vengono affidati solo gli appalti per i gessetti nelle scuole... Che infatti, mi faceva notare un'amica insegnante, non si trovano più.
    E io già vedo i titoloni: "Emergenza gessetti, intervento affidato alla Protezione Civile, Bertolaso va con l'elicottero a coordinare gli interventi per la distribuzione"

    Quanto ai volontari, il loro aiuto e la loro opera possono non aver ricevuto il doveroso ringraziamento (o riconoscimento) del Governo, ma certo ha trovato la riconoscenza delle persone.
    E a me, come lupo marsicano, piacciono le persone che operano nell'ombra, non quelle che si mettono sotto i riflettori.
    Ciao, D.

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