Metafore & Metamorfosi (dicembre)

SILVIO MALAPARTE


Solo Napoleone aveva fatto più di me. E' così, è così... Oltretutto io sono anche molto più alto. (10 febbraio 2006)
Silvio Berlusconi


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Napoleone è dentro di me, con il bicorno in testa e in mano il suo caffè,
con il piglio da potente, sfoggia ancora il suo talento:
non ha perso il vecchio vizio di volere tutti al suo servizio.

Dice “non posso proprio farci niente se sono bravo a sottomettere la gente.
Per di più adesso la mia arte l’ho affinata e Bonaparte
non commetterà più errori, lo prometto e giuro a lor signori
”.

Napoleone è sempre con me, generale vittorioso e un poco osé.
Segue la folla che lo acclama e paga perché lo si ami.
poi controlla pure nelle case a scanso di brutte sorprese.

Ve la do io – dice – la Libertà! Confezionata sottovuoto non si deteriorerà.
State tranquilli, per il resto ci son io, che faccio questo dopotutto
per il vostro bene, riflettete vi conviene
”.

Rimbamba-rimbambe, rimbamba-rimbambero...

È uno che vince sempre e che sa tutto,
e se lo contraddici lui ti dice che sei brutto
e tu, guardandoti allo specchio, ti convinci che ha ragione
ed in giro più nessuno oserà farne una discussione.

Sa scegliersi gli amici più lontani,
meglio! così non dovrà dare troppo conto dei suoi affari.
La Costituzione è roba da gastrite e se il Parlamento non ci fosse
Lui saprebbe come farci uscire dall’impasse!

Rimbamba-rimbambe, rimbamba-rimbambero...

Napoleone è dentro di me, non è di te che parlo, ma proprio di me,
perché la sete di potere, scopro adesso, mi appartiene,
dunque non mi posso lamentare se stai tu lì a comandare.

Voglio essere come te, questa è la verità,
al di sopra della legge e reticente se mi va.
Con la mia truppa che, se voglio, per un niente la sguinzaglio
contro chi vorrebbe, per invidia, esiliarmi dalla storia.

Le tue follie sono le mie, mie son le voglie tue perverse, le bugie.
Maledette sian le tasse e le regole e chi le ha fatte,
e non è vero che perdesti a Waterloo...

Rimbamba-rimbambe, rimbamba-rimbambero...

Daniele Gabriele




































Napoleón es dentro de mí, con el bicorno en la cabeza y en mano su café,
con el semblante de potente luce todavía su talento:
no ha perdido el viejo vicio de querer todo a su servicio.

Él dice: "no puedo hacerce nada si soy bueno a someter a la gente.
Por de más ahora mi arte la he refinado y Bonaparte
ya no cometerá errores, lo prometo y juro a lor Señor".

Napoleón siempre está conmigo, general victorioso y un poco osé.
Sigue la muchedumbre que lo aclama y sueldo porque lo se quieres.
luego incluso controla en las casas para evitar feas sorpresas.

"¡Os la doy yo - él dice - la Libertad! Empaquetada al vacío no se deteriorará.
Están tranquilos, por el resto hay yo, que hago este después de todo
por vuestro bien, reflejáis, os conviene."

Rimbamba-rimbambe, rimbamba-rimbambero...

Es uno que vence siempre y que sabe todo,
y si lo contradices le te dice que eres feo,
y tú, mirándose en el espejo, te convences que tiene razón,
y por ahí más ninguno osará hacer de ello una discusión.

Sabe elegirse a los amigos más lejanos,
¡mejor! así no tendrá dar demasiado cuenta de sus asuntos.
¡La Constitución es cosa de gastritis y si el Parlamento no fuera
Él sabría cómo hacer salir del impasse!

Rimbamba-rimbambe, rimbamba-rimbambero...

Napoleón es dentro de mí, no es de ti que hablo, pero justo de mí,
porque la sed de poder, descubre ahora, me pertenece,
pues no puedo lamentarme si tú estás allí a mandar.

Quiero ser como tú, ésta es la verdad,
por encima de la ley y reticente si me va,
con mi tropa que, si quiero, por un nada la desatraillo
contra quien querría, por envidia, desterrarme de la historia.

Tus locuras son las mías, mis son las ganas tu perversas, las mentiras,
malditos sian los impuestos y las reglas y quién le ha hecho,
y no es verdadero que le perdiste a Waterloo...

Rimbamba-rimbambe, rimbamba-rimbambero...

Daniele Gabriele

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SILVIOMAN

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DER UNTERGANG

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IL POPOLO DELLE LIBERTA'

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Noi siamo il simbolo del progresso,
noi siamo scemi ma fa lo stesso...

Viva l'atmosfera pubblicitaria,
senza slogan ci manca l'aria,
Viva!

Noi con un missile nel cervello,
noi non guardiamo che Carosello...

Viva l'atmosfera pubblicitaria,
senza slogan ci manca l'aria,
Viva!

Noi con un missile nel cervello,
noi non guardiamo che Carosello...

Mettiamo un tigre nel doppio brodo
due gocce azurre nel bianco stanco
c'è una gran cuoca nel tuo motore
ma il grano duro lava più bianco...


Herbert Pagani

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VENDUTI POWERS

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Venduti, solo dei venduti per passare con me,
sì che basteranno a ricoprirti di bugie come se
io dovessi mostrar di me quello che ancora no,
non sono stato mai...

Per convincerli ho qualche centinaia di migliaia di euro
che pagherei per comprare Cesario, Razzi, Calearo
e la Siliquini e anche la Polidori e Scilipoti per me...

Cinquecentomila euro per comprarli e stare con me,
si che basteranno a ricoprirti di bugie come se
io dovessi mostrar di me quello che ancora no,
non sono stato mai...

Per convincerli ho qualche centinaia di migliaia di euro
che pagherei per comprare Cesario, Razzi, Calearo
e la Siliquini e anche la Polidori e Scilipoti per me...

Potrei anche comprare tutto il partito, i finiani e anche l'Udc...
Potrei anche comprare Rutelli, Pannella e anche il Pd...
Tutto il Pd... Il Pd... Il Pd... Il Pd...
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DALLA PARTE DEI LAVORATORI...

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PIU' DEMOCRAZIA DI COSI'...

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Dopo anni di riflessione sulle molteplici possibilità che ha uno Stato di organizzarsi sono arrivato alla conclusione che la democrazia è il sistema più... democratico che ci sia.
Dunque, c'è la democrazia, la dittatura… e basta. Solo due. Credevo di più.
La dittatura in Italia c'è stata e chi l'ha vista sa cos'è, gli altri si devono accontentare di aver visto solo la democrazia.
Io, da quando mi ricordo, sono sempre stato democratico. Non per scelta, per nascita. Come uno che quando nasce è cattolico, apostolico, romano. Cattolico pazienza, apostolico non so cosa vuol dire, ma romano io?!...
Del resto, diciamolo, come si fa oggi a non essere democratici? Sul vocabolario c'è scritto che "democrazia" deriva dal greco e significa "potere al popolo". L'espressione è suggestiva e poetica... Ma in che senso potere al popolo? Come si fa? Questo sul vocabolario non c 'è scritto.
Si sa però che dal 1945, dopo il famoso ventennio, il popolo italiano ha acquistato finalmente il diritto al voto. È nata così la "democrazia rappresentativa" che dopo alcune geniali modifiche fa sì che tu deleghi un partito che sceglie una coalizione che sceglie un candidato che tu non sai chi è, e che tu deleghi a rappresentarti per cinque anni, e che se lo incontri ti dice giustamente: "Lei non sa chi sono io!". Questo è il potere del popolo.
Ma non è solo questo. Ci sono delle forme ancora più partecipative. Il referendum, per esempio, è una pratica di "democrazia diretta"... non tanto pratica, attraverso la quale tutti possono esprimere il loro parere su tutto. Solo che se mia nonna deve decidere sulla Variante di valico Barberino-Roncobilaccio, ha effettivamente qualche difficoltà. Anche perché è di Venezia. Per fortuna deve dire solo "" se vuol dire No, e "No" se vuol dire Sì. In ogni caso ha il 50 percento di probabilità di azzeccarla. Comunque il referendum ha più che altro un valore folkloristico perché dopo aver discusso a lungo sul significato politico dei risultati… tutto resta come prima e chi se ne frega.
Un altro vantaggio che la democrazia offre a mia nonna, cioè al popolo, è la libertà di stampa. Nei regimi totalitari si chiama propoaganda: tu non puoi mai sapere la verità. In democrazia si chiama informazione, che per maggiore chiarezza ha il pregio di essere pluralista. Sappiamo tutto, ma anche il contrario di tutto. Pensa che bello...
Sappiamo che l'Italia va benissimo, ma che va anche malissimo. Sappiamo che l'inflazione è al 3, al 4, al 6 o anche al 10 percento.
Sappiamo che i disoccupati sono il 12 percento, non si sa bene di cosa. E che possono aumentare o diminuire a piacere, a seconda di chi lo dice.
Sappiamo dati, numeri e statistiche. Alla fine se io voglio sapere quanti abitanti ci sono in Italia vado sulla Variante di valico Barberino-Roncobilaccio e li conto... Chi va al sud, chi va al nord. Altro che Istat.
Un'altra caratteristica fondamentale della democrazia è che si basa sul gioco delle maggioranze e delle minoranze.
Dipende tutto dai numeri. Come il gioco del Lotto, anche se meno casuale ma più redditizia. E con la differenza che al gioco del Lotto, il popolo qualche volta vince, in democrazia... mai!
Più largo è il consenso del popolo, più la democrazia - o chi per lei - ci guadagna.
Quello del popolo è sempre stato un grosso problema per chi governa. Se ti dà il suo consenso vuol dire che ha capito, che è consapevole, che è anche intelligente... Sennò è scemo.
Se dalle urne viene fuori il 51 vinci, se viene fuori il 49 perdi.
E se viene fuori il 50 e 50? Ecco, questa è una particolarità della nostra democrazia: non c'è mai la governabilità.
È cominciato tutto nel 1948. Se si fanno bene i conti tra la Destra – DC, liberali, monarchici, missini... – e la Sinistra – comunisti, socialisti, socialdemocratici, ecc. – viene fuori un bel pareggio. Da allora è sempre stato così, per anni!
Eh no, adesso no, adesso è tutto diverso. Per forza: sono spariti alcuni partiti, c'è stato un mezzo terremoto, le formazioni politiche hanno cambiato nomi e leader. Adesso... adesso non c'è più il 50 percento a destra e il 50 percento a sinistra. C'è il 50 percento al centro-destra e il 50 percento al centro-sinistra. Oppure un 50 virgola talmente poco... che basta che uno abbia la diarrea che salta il governo.
Non c'è niente da fare. Sembra proprio che il popolo italiano non voglia essere governato. E ha ragione. Ha paura che se vincono troppo quelli di là, viene fuori una dittatura di Sinistra. Se vincono troppo quegli altri, viene fuori una dittatura di Destra. La dittatura di Centro invece... quella gli va bene.
Comunque l'importante è coinvolgere più gente possibile. Intendiamoci, la democrazia non è nemica della qualità, è la qualità che è nemica della democrazia. Mettiamo come paradosso che un politico sia un "uomo di qualità". Mettiamo anche che si voglia mantenere a livelli alti. Quanti lo potranno seguire? Pochi. Pochi, ma buoni.
Ehh no, in democrazia ci vogliono i numeri, e che numeri. Bisogna allargare il consenso, bisogna scendere alla portata di tutti, bisogna adeguarsi...
E un'adeguatina oggi e un'adeguatina domani, l'uomo di qualità ci prende gusto... e tac, un'abbassatina. Poi ce n'è un altro che si abbassa più di lui e... tac, tac, un'altra abbassatina. Ogni giorno si abbassa di cinque centimetri. E così, quando saremo tutti scemi allo stesso modo, la democrazia sarà perfetta!
Auguri!!

Giorgio Gaber

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INVASIONI BARBARICHE

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HAPPY CHRISTMAS

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LETTERINE A BABBO NATALE

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IL CENONE

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