¡Me vale verga!

Al perderte yo a ti tú y yo hemos perdido:
yo porque tú eras lo que yo más amaba
y tú porque yo era el que te amaba más.
Pero de nosotros dos, tú pierdes más que yo:
porque yo podré amar a otras como te amaba a ti
pero a ti no te amarán, como te amaba yo.

Tu e io abbiamo perso entrambi:
Io perchè tu eri quella che amavo di piu
E tu perchè io ero quello che ti amava maggiormente.
Ma tra di noi ,tu hai perso piu di me:
Perchè io potrò amare un'altra come amavo te
Ma nessuno ti potrà amare ,come ti amavo io.

video

Seguir viaje.
Y aquel viaje muy jodido.
La telefoneada inesperada de Managua
a la última isla de las Antillas:
"Ernesto, murió Laureano"
En el vuelo Trinidad-Barbados-Jamaica-Habana-Managua
mirando mar, y mar, no podía pensar en otra cosa.
Ya que hemos nacido desahuciados
lo mejor es morir Héroe y Mártir
como vos moriste.
Claro que hubiera sido mejor que no murieras nunca,
con tal que tu esposa y tus hijos y tus amigos y el mundo entero
no murieran nunca.
Cuando lo bauticé de 20 años en Solentiname
porque quería pasar de su protestantismo alienado de allí
a nuestro cristianismo revolucionario
no quiso tener un padrino y una madrina
todo el Club juvenil campesino fueron sus padrinos y madrinas.
Sobre todo su obsesión por la Revolución.
Fascinado con el marxismo pero sin querer nunca leerlo.
Muy inteligente, pero sin querer formarse intelectualmente.
La persona más mal hablada que he conocido.
Pero el que decía las "malas palabras" con más pureza.
Una vez, comentando el Evangelio en la misa:
"Esos magos la cagaron llegando donde Herodes".
O, sobre la Santísima Trinidad (su resumen):
"Los tres jodidos son uno solo".
La noche que me confesó frente a la calmura del lago:
"Ya no creo en Dios ni en ninguna de esas mierdas.
Creo en Dios pero para mí Dios es el Hombre
".
Pero siempre quiso ser mi monaguillo en la misa.
Nadie le podía quitar ese puesto.
Su expresión más frecuente: ME VALE VERGA.
Hijo mío y hermano Laureano,
hijo indócil y cariñoso
como todo hijo con su padre
y como además yo no era tu verdadero padre
fuiste sobre todo mi hermano
hermano bastante menor en años
pero sobre todo compañero
¿esa palabra te gusta más verdad?
La que más amabas después de la palabra Revolución.
Compañero Sub-Comandante Laureano,
Jefe de los Guarda Fronteras:
Digo junto con vos, que nos vale verga la muerte.
No quería hacer este pasaje.
Pero me dirías en aquel tu lenguaje poético de aquellas misas
traducido después a tantos idiomas, hasta el japonés
(les costará traducirte)
"Poeta hijueputa decí a esos jodidos mis compañeros de Solentiname
que me mataron los contrarrevolucionarios hijos de la gran puta
pero que me vale verga
".
Como aquel "que se rinda tu madre" de Leonel.
Siempre me decías allá que querías ya irte a la guerrilla.
Y yo: "Con tu indisciplina allí te fusilan".
Hasta que se cumplió tu sueño con el asalto a San Carlos.
"Aquí los vamos a joder a estos jodidos".
Las balas que te tiraban los guardias. Y tu relato después:
"¡pas! ¡pas! ¡pas! ¡Puta! Allí fue cuando me sentí muerto
".
Pendenciero, fiestero, mujerero,
rebosante de vida pero sin temer la muerte.
Poco antes de morir me había dicho tranquilo en Managua:
"Allí es encachimbado. Cualquier día yo puedo morir en una emboscada".
No has dejado de existir:
Has existido siempre
y existirás siempre
(no sólo en éste,
en todos los universos).
Pero es cierto,
una sola vez viviste,
pensaste,
amaste.
Y ahora estás muerto.
Es estar digamos como la tierra, o la piedra, que es lo mismo,
"la piedra dura porque ésa ya no siente".
Pero no, nada de piedra dura,
sí estás sintiendo,
más allá de la velocidad de la luz
del final del espacio que es el tiempo,
totalmente consciente,
dentro de la conciencia
vivicísima
de todo lo existente.
LAUREANO MAIRENA ¡PRESENTE!
El jodido avión retrasándose en cada escala.
Ya era muy noche en el mar. Yo no podía dejar de pensar...
Yo quisiera morir como vos hermano Laureano
y mandar a decir desde lo que llamamos cielo
"Rejodidos hermanos míos de Solentiname, me valió verga la muerte!"

Ernesto Cardenal

______


Continuare il viaggio.
E quel fottutissimo viaggio.
La telefonata inaspettata da Managua
sull'ultima isola delle Antille:
"Ernesto, è morto Laureano".
Sul volo Trinidad-Barbados-Giamaica-L'Avana-Managua
vedevo mare e mare e non potevo pensare ad altro.
Visto che siamo nati spacciati
è meglio morire da Eroe e da Martire
come sei morto tu.
Certo sarebbe stato meglio che tu non morissi mai,
purché tua moglie, i tuoi figli, i tuoi amici e tutti quanti
non morissero mai.
Quando l'ho battezzato che aveva 20 anni a Solentiname
perché voleva passare dal protestantesimo alienato di quelle parti
al nostro cristianesimo rivoluzionario
non ha voluto avere un padrino e una madrina
ma tutti quanti del Club giovanile contadino sono stati i suoi padrini e le sue madrine.
Innanzi tutto la sua ossessione per la Rivoluzione.
Affascinato dal marxismo ma senza voler leggerne una parola.
Molto intelligente, ma senza voler darsi una formazione intellettuale.
La persona più sboccata che abbia mai conosciuto.
Ma era anche quello che diceva le "parolacce" con la maggiore purezza.
Una volta, mentre commentavo il Vangelo durante la messa:
"Che stronzata i Re Magi, andare da Erode".
Oppure sulla Santissima Trinità (il suo riassunto):
"Quei tre dritti sono uno solo".
La notte che mi confessò davanti alla bonaccia del lago:
"Io non credo più in Dio né in nessuna di quelle merde.
Credo in Dio ma per me Dio è l'Uomo
".
Eppure voleva essere sempre il mio chierichetto a messa.
Nessuno gli poteva togliere quel posto.
La sua espressione più frequente: M'IMPORTA UNA SEGA.
Figlio mio e fratello Laureano,
figlio disubbidiente e affettuoso
come ogni figlio con suo padre
e siccome inoltre io non ero il tuo vero padre
sei stato soprattutto mio fratello
fratello parecchio più giovane di età
ma soprattutto compagno
quella parola ti piace di più, vero?
Era quella che preferivi dopo la parola Rivoluzione.
Compagno Sub-Comandante Laureano,
capo delle Guardie di Frontiera:
io dico insieme a te che c'importa una sega la morte.
Non volevo scrivere questo passo.
Ma tu mi avresti detto con quel tuo linguaggio poetico di quelle messe
tradotto dopo in tante lingue, perfino in giapponese
(faranno fatica a tradurti)
"Stronzo d'un poeta dì a quei merdosi dei miei compagni di Solentiname
che mi hanno ammazzato i controrivoluzionari gran figli di puttana
ma che m'importa una sega
".
Come quel "si arrenda tua madre" di Leonel.
Mi dicevi sempre che volevi partire subito per la guerriglia.
E io: "Con la tua indisciplina ti fucilano subito".
Finché si avverò il tuo sogno con l'assalto a San Carlos.
"Ora sì che li inculiamo questi stronzi".
Gli spari delle guardie contro di te. E il tuo racconto dopo:
"pum! pum! pum! Cazzo! Lì davvero mi son visto morto".
Attaccabrighe, festaiolo, donnaiolo,
esuberante di vita ma senza temere la morte.
Poco prima di morire mi aveva detto a Managua tranquillo:
"Lì è un casino. Un giorno rimango stecchito in un'imboscata".
Non hai smesso di esistere:
Sei esistito sempre
ed esisterai sempre
(non solo in questo qui,
ma in tutti gli universi).
Eppure è vero,
una sola volta sei vissuto,
hai pensato,
hai amato.
E adesso sei morto.
Ed è essere come la terra, o la pietra, che è la stessa cosa,
"la pietra dura ché essa non sente più".
Ma no, macché pietra dura,
tu sì che senti,
al di là della velocità della luce
della fine dello spazio che è il tempo,
totalmente cosciente,
dentro la coscienza
vivacissima
di tutto ciò che esiste.
LAUREANO MAIRENA, PRESENTE!
Il fottuto aereo fa ritardo in ogni scalo.
Era notte inoltrata sul mare. Io non potevo smettere di pensare...
Vorrei morire come te fratello Laureano
e da quello che chiamiamo cielo mandare questo messaggio:
"Superstronzi fratelli miei di Solentiname, la morte m'importò una sega!"

Ernesto Cardenal

2 commenti:

  1. a riferimento dells prima "poesia"...
    puoi amare quante donne vuoi... ma mai.. la seconda che amerai o la terza, potrai amarla come hai amato la prima...dovrà essere sempre di più e mai di meno...
    a riferimento della seconda...la morte non farà mai paura x chi ha un ideale x cui morire... ciao R.

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  2. Riguardo alla prima poesia.
    Non era parte del post ma già compresa nel "pacchetto" video, probabilmente perchè recitata dall'autore nella stessa kermesse letteraria. L'ho tradotta solo per completezza.

    Nel merito. Non so che dire, l'esperto seduttore è Don Durito de la Lacandona, "padrone e signore dell'inconfessabile ed appassionato sogno delle femmine di tutte le età. Colui di fronte al cui passo i maschi scoprono la testa e si riconoscono imperfetti".
    Provo a chiedere, poi ti dico.

    Riguardo alla seconda poesia.
    Fa parte del Cantico Cosmico di Ernesto Cardenal, ma il brano nel video risulta "tagliato". Peccato. Ho comunque riportato il testo completo.

    Nel merito. Sì è vero, chi ha un ideale ha tutto quello che gli serve.
    Il resto, me valió verga!
    Ciao, D.

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