Metafore & Metamorfosi (gennaio)

Com'è andata a finire a Waterloo?

Questo è il messaggio a cui tengo molto... Perché ho la faccia incazzata? Ho la faccia incazzata perché respiro sfidu(s)cia... Respiro aria di aspettativa, respiro quelle facce da senso critico, come quando uno vede una partita di pallone non ce la fa e tutti sono professori... Perché? Perché la gente legge i giornali, vede il titolo, si rimbalza, si crea dei grandi film che sono tutte cazzate!
Oggi non parlo di Alessandro, parlo di Napoleone. Napoleone a Waterloo, una pianura in Belgio, fece il suo capolavoro, tutti lo davano per fatto, per cotto, per la supremazia degli avversari, c’aveva cinque grandissime nazioni contro, delle forze in campo. Però strategia, chiarezza delle idee, determinazione, forza, Napoleone fece il suo capolavoro a Waterloo.
Allora, le facce scettiche, le facce di … non servono a un cazzo". Questa è una delle aziende più belle che esiste al mondo, e allora, forte di questa convinzione, noi dobbiamo dimostrare che questo è un fatto!
Luca Luciani, fighetto




Mr. Luciani holds a degree in Economics and Trade from Univ. LUISS, in Rome. He worked at Procter & Gamble, in Italy, from 1990 to 1994, acting in the area of financial analysis and strategic planning, until he was retained as consultant by Bain, Cuneo and Associates, in 1994, rendering services for clients such as ENEL, Olivetti and Telecom Italia (Business Division). In 1998, he joined ENEL as Group Controller until 1999. From 1999 to 2008, he worked at Telecom Italia in several positions: from 1999 to 2002 he was the Group Controller, in 2002 and 2003 he was the Chief Financial Officer of TIM (Telecom Italia Mobile Company, listed in the Italian and U.S. market), from 2004 to 2006 he was responsible for Marketing, Sales and Operations in the TIM Business Mobile Unit. In 2007 he became the General Manager of the TIM Mobile Services Unit of Telecom Italia. Presently, he is the Chief Executive Officer of Tim Celular.
Forbes.com, Business & Financial News

Questo coso che si muove e respira si chiama Luca Luciani.
Questo coso che si muove e respira è un manager di Telecom, fa il direttore generale con responsabilità per la telefonia mobile in Brasile.
Questo coso che si muove e respira guadagna, stando al bilancio Telecom, quasi 900.000 euro tra stipendio, bonus, benefit e incentivi vari. Ed in più riceve anche una cospicua dotazione di stock option.
In Telecom è dal 1999, dopo essere stato in Procter&Gamble, Bain Cuneo Associati ed Enel. E' stato anche direttore finanziario di Tim.
E' del 1967, s'è laureato in Economia e Commercio all'Università per i figli di papà, la Luiss-Guido Carli di Roma (Mr. Luciani holds a degree in Economics and Trade from Univ. LUISS, in Rome... per dirla con Forbes). Sì proprio la stessa di cui è Direttore Generale l'egregio dott. Celli prof. Pier Luigi (Nel Paese delle meraviglie).
A 23 anni era già manager, mentre intanto i laureati bravi, quelli che si erano fatti il culo sui libri, rispondevano ai call-center della Telecom. S'è pure sposato e si è già riprodotto (quattro volte!), poveri noi.
Della stronzata che ha sparato dice che tanto "gli effetti" gli sono arrivati attutiti e per interposta persona visto che era già nel "road show" (che cazzo è!?) in Usa, e ha attribuito la "gaffe" al fatto che di solito si affida ad Alessandro Magno e alle sue battaglie, ma che quella volta aveva voluto "cambiare soggetto".



Ecco, io ce l'ho con i tipi come lui non solo perchè sono stupidi e ignoranti. Fosse solo questo sarebbe un dato di fatto facilmente dimostrabile. No. Ce l'ho con lui perché è di un'ignoranza in alcun modo compatibile con lo stipendio che ruba. Ce l'ho con lui perchè è un "fighetto". Perchè parla di battaglie - di Napoleone o Alessandro Magno - e nemmeno ha mai fatto il militare. Perché non solo non pensa alle cose che dice, ma le dice anche male ("respiro quelle facce", "rimbalza", "cotto"...). Perchè mentre tanti non ce la fanno a mantenere la famiglia con un misero stipendio e altri ancora non riescono a sposarsi o fare figli perché non trovano lavoro, lui si cotona i capelli e si fa le meches, veste Caraceni e Armani, si sposa facile e si riproduce spesso... E così ci ammorba e infetta tutti!
Ce l'ho con lui perchè ruba un lauto stipendio, inquina l'aria che respiro, la società e il genoma della specie umana. Perché rappresenta il peggio del peggio e tra qualche anno arriveranno (purtroppo) anche i suoi cuccioli.
Questo è quello che mi fa rabbia: la prevalenza del fighetto! (D*)
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SMALL, MEDIUM, LARGE & EXTRA LARGE

Signor Presidente del Consiglio, io non rappresento altro che me stesso, la mia parola, il mio mestiere di scrittore. Sono un cittadino. Le chiedo: ritiri la legge sul “processo breve” e lo faccia in nome della salvaguardia del diritto. Il rischio è che il diritto in Italia possa distruggersi, diventando uno strumento solo per i potenti, a partire da lei.
Con il “processo breve” saranno prescritti di fatto reati gravissimi e in particolare quelli dei colletti bianchi. Il sogno di una giustizia veloce è condiviso da tutti, ma l’unico modo per accorciare i tempi è mettere i giudici, i consulenti, i tribunali nelle condizioni di velocizzare tutto. Non fermare i processi e cancellare così anche la speranza di chi da anni attende giustizia.
Ritiri la legge sul processo breve. Non è una questione di destra o sinistra. Non è una questione politica. Non è una questione ideologica. E’ una questione di diritto. Non permetta che questa legge definisca una volta per sempre privilegio il diritto in Italia, non permetta che i processi diventino una macchina vuota dove si afferma il potere mentre chi non ha altro che il diritto per difendersi non avrà più speranze di giustizia.
Roberto Saviano



Il disegno di legge sul processo breve è una grave distorsione del sistema processuale. Quando infatti si dice che i processi penali durano troppo si fa solo un'affermazione generica e scontata, una petizione di principio che non si lega ad alcuna valutazione ancorata ad un parametro certo di giudizio.
Perfino la Costituzione, all'articolo 111 secondo comma, si è limitata a far riferimento ad una "ragionevole durata" del processo senza formulare una misura matematica o un criterio aritmetico.
Spesso per giustificare la necessità di intervento legislativo si fa riferimento alla durata media risultante dalle statistiche, ma le statistiche di per sè non spiegano nulla. E' la vecchia storia di Trilussa: uno mangia un pollo intero. l'altro nulla e tutt'e due hanno mangiato mezzo pollo. Insomma, le statische danno dei dati che appiattisco la realtà ad una formula, un diagramma, senza tener conto, in questo caso, dei diversi tipi di processo. Ci sono processi tecnicamente complessi e oggettivamente difficili che non possono essere resi "veloci" in forza di una tecnica difensiva pret a porter e di una procedura giudiziale ispirata alla celerità, se non a detrimento delle garanzie per un "giusto processo".
La soluzione non può quindi esser trovata contingentando i tempi, fissando per legge la decisione in un termine prestabilito.
Potrà forse sembrare la risposta migliore ad un'esigenza ineccepibile, ma se la si traduce in pratica, se la si cala in ambito processuale appare come una soluzione semplicistica e istintiva.
Anche il fatto di stabilire una corsia preferenziale per gli incensurati è difficile da sostenere. Si finirebbe per creare una giustizia di serie A e una di serie B, legate ad uno stato soggettivo dell'imputato più che alla gravità oggettiva del reato. Siffatta norma risulterebbe censurabile non solo sotto il profilo costituzionale, per ingiustificata disparità di trattamento e conseguente lesione del principio d'uguaglianza, ma avrebbe effetti pratici paradossali. Un incensurato col certificato penale immacolato imputato di un grave reato avrà diritto ad una rapida celebrazione del processo, mentre il recidivo che si sia reso responsabile anche solo di ingiurie dovrà affrontare il percorso "lungo".
Non parliamo poi della previsione di un tempo certo (due anni) per ogni fase di giudizio. Una tale norma è frutto di ingenuità, malafede o ignoranza. Insomma, chi ha scritto la norma o l'ha fatto col voluto intento di inceppare la macchina giudiziaria oppure non sa come funziona la realtà processuale. Il primo grado, se consideriamo anche la fase introduttiva e preliminare, impone per necessità di cose (si pensi alle indagini e alla formazione della prova) tempi molto più lunghi rispetto all'appello (in cui l'istruttoria dibattimentale costituisce un'eccezione) e ancor meno rispetto al ricorso per Cassazione.
Ma ad ogni modo è irragionevole che si voglia fissare una durata prestabilita al processo in ogni sua fase e grado quando le indagini preliminari, sia per i tempi che per le modalità, sono di fatto lasciate alla discrezionalità delle procure. E non potrebbe essere altrimenti, considerate le esigenze investigative e l'obbligatorietà dell'azione penale.
Se poi si dà una rapida scorsa all'elenco dei reati esclusi si capisce subito come la redazione del catalogo abbia seguito, più che logiche di tassonomia criminale, esigenze di natura politica. In questo modo per un sacco di reati si preparano processi dai tempi biblici, quasi geologici se si considera la necessità di riconoscere priorità ai reati soggetti a prescrizione processuale.
Per altri reati che invece rispondono ad un interesse prettamente politico, come quelli societari, fallimentari e tributari, si introduce invece il meccanismo dei tempi contingentati, con lo scadenziario a fare da spada di Damocle processuale.
Un doppio meccanismo che infine, legando la discriminante non alla complessità del processo ma al tipo astratto di reato, introduce di fatto anche un criterio di scelta del reato da perseguire, con conseguente elusione del principio di obbligatorietà dell'azione penale.
Da ultimo non sono previste norme transitorie, quindi la legge troverà applicazione per tutti i processi in corso esclusi quelli in fase di appello o pendenti in Cassazione. Facile immaginarne le conseguenze...
E tutto questo pasticcio normativo solo per trascinare nella pescrizione i dibattimenti che vedono coinvolto Berlusconi.
La prossima volta, invece della miniatura del duomo, potrebbe arrivargli in faccia un codice. Il Franchi-Feroci-Ferrari è piccolo, ma massiccio e con la copertina rigida. (D*)


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LA SCOMPARSA DEI FATTI

C’è chi nasconde i fatti perché non li conosce, è ignorante, impreparato, sciatto e non ha voglia di studiare, di informarsi, di aggiornarsi.
C’è chi nasconde i fatti perché trovare le notizie costa fatica e si rischia persino di sudare.
C’è chi nasconde i fatti perché non vuole rogne e tira a campare galleggiando, barcamenandosi, slalomando.
C’è chi nasconde i fatti perché ha paura delle querele, delle cause civili, delle richieste di risarcimento miliardarie, che mettono a rischio lo stipendio e attirano i fulmini dell’editore stufo di pagare gli avvocati per qualche rompicoglioni in redazione.
C’è chi nasconde i fatti perché si sente embedded, fa il tifo per un partito o una coalizione, non vuole disturbare il manovratore.
C’è chi nasconde i fatti perché se no lo attaccano e lui vuole vivere in pace.
C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti non lo invitano più in certi salotti, dove s’incontrano sempre leader di destra e leader di sinistra, controllori e controllati, guardie e ladri, puttane e cardinali, prìncipi e rivoluzionari, fascisti ed ex lottatori continui, dove tutti sono amici di tutti ed è meglio non scontentare nessuno.
C’è chi nasconde i fatti perché confonde l’equidistanza con l’equivicinanza.
C’è chi nasconde i fatti perché contraddicono la linea del giornale.
C’è chi nasconde i fatti perché l’editore preferisce così.
C’è chi nasconde i fatti perché aspetta la promozione.
C’è chi nasconde i fatti perché fra poco ci sono le elezioni.
C’è chi nasconde i fatti perché quelli che li raccontano se la passano male.
C’è chi nasconde i fatti perché certe cose non si possono dire.
C’è chi nasconde i fatti perché "hai visto che fine han fatto Biagi e Santoro".
C’è chi nasconde i fatti perché è politicamente scorretto affondare le mani nella melma, si rischia di spettinarsi e di guastarsi l’abbronzatura, molto meglio attenersi al politically correct.
C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti diventa inaffidabile e incontrollabile e non lo invitano più in televisione.
C’è chi nasconde i fatti perché fa più fine così: si passa per anticonformisti, si viene citati, si crea il "dibbattito".
C’è chi nasconde i fatti anche a se stesso, perché ha paura di dover cambiare opinione.
C’è chi nasconde i fatti per solidarietà con Giuliano Ferrara, che è molto intelligente e magari poi si sente solo.
C’è chi nasconde i fatti perché i servizi segreti lo pagano apposta.
C’è chi nasconde i fatti anche se non lo pagano, ma magari un giorno pagheranno anche lui.
C’è chi nasconde i fatti perché il coraggio uno non se lo può dare.
C’è chi nasconde i fatti perché nessuno gliel’ha ancora chiesto, ma magari, prima o poi, qualcuno glielo chiede.
C’è chi nasconde i fatti perché così poi qualcuno lo ringrazia.
C’è chi nasconde i fatti perché spesso sono tristi, spiacevoli, urticanti, e non bisogna spaventare troppo la gente che vuole ridere e divertirsi.
C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi tolgono la pubblicità al giornale.
C’è chi nasconde i fatti perché se no poi non lo candida più nessuno.
C’è chi nasconde i fatti perché così, poi, magari, ci scappa una consulenza col governo o con la Rai o con la Regione o con il Comune o con la Provincia o con la Camera di commercio o con l’Unione industriali o col sindacato o con la banca dietro l’angolo.
C’è chi nasconde i fatti perché deve tutto a quella persona e non vuole deluderla. C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti è più difficile voltare gabbana quando gira il vento.
C’è chi nasconde i fatti perché altrimenti poi la gente capisce tutto.
C’è chi nasconde i fatti perché è nato servo e, come diceva Victor Hugo, "c’è gente che pagherebbe per vendersi".

Marco Travaglio



2 commenti:

  1. "NapoleTone"?...Waterloo un capolavoro????
    Ma un capolavoro è lei, Mr Luciani...di emerito squallore!
    My compliments, la invito a guadagnarsi la vita sudando, come ogni comune mortale, anche solo per un giorno. E ad infilarsi le sue meches, la sua faccia da fighetto ed i suoi improbabili NapoleToni da un'altra parte...che noi non abbiamo che farne..
    Avevi ragione, D..."incredibile visu"
    A.
    Till the next

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  2. Davvero sconcertante che questa sia oggi la normalità. Abbiamo medici così, ingegneri così, avvocati così... Politici così!!
    Il fighetto Luciani s'è poi giustificato (a suo modo) facendo "pezo el tacon del buso", come dicono dalle sue parti. Ha ammesso di aver detto "una cavolata" ma in compenso di essere "venuto bene video”.
    Con questo volendo forse salvare la faccia lasciando intendere di essere sì ignorante, ma bello.
    E allora vorrà dire che io la mia faccia la tengo dentro un casco perchè sono brutto... ma intelligentissimo!
    So' soddisfazioni.
    Ciao, D.

    Ps In una prossima vita spero d'essere registrato non all'anagrafe, ma direttamente al Rotary Club.

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