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La situazione innescata dalla grave crisi economica comincia a dare un'idea, non certo rassicurante, di cosa voglia dire un capitalismo globale affidato alla “finanza innovativa” di Gordon Gekko. Si cerca ora in tutti i modi di stabilizzare il sistema finanziario con forti interventi pubblici di liquidità, ma mesi dopo l'inizio della crisi siamo ancora allo stesso punto in cui è iniziata: quello di partenza!
Non si sa di quanto sia il danno effettivo. Ma ce di più: adesso anche negli Stati Uniti ci si comincia a render conto che gli squilibri finanziari potrebbero sovrastare, in un gigantesco effetto domino, lo stesso problema dei tossic assets, rendendo rischiosi anche titoli e prestiti che di per sè non sarebbero tossici. La situazione sta diventando insidiosa al punto da mettere allo scoperto, come sta a dimostrare lo scandalo Aig (un colosso assicurativo fino a ieri primo al mondo per capitalizzazione) che ha toccato il Sottosegretario al Tesoro Geithner, il conflitto di interessi tra Potere e Wall Street, tra Politica e Sistema economico finanziario.
Testimoniando davanti alla Commissione d'Inchiesta del Senato, Sheila Blair, chair dell'FDIC (la Federal Deposit Insurance Corporation) ha definito la concentrazione di poteri e relazioni delle grandi istituzioni finanziarie, tale da rendere impotenti controlli e regolamentazione, per poi concludere: “i contribuenti hanno diritto di conoscere la loro dipendenza da tali entità”. Caspita, che abbia scritto la sua relazione a quattro mani con il Subcomandante Marcos? Benvenuta nella Comandancia zapatista, compañera Sheila!
La circostanza che nessuno ha però finora avuto il coraggio di ammettere, è che gli USA da almeno due decenni in qua, seguendo la lezione del grande Gordon Gekko, hanno trovato la loro principale fonte di reddito, la loro manna, proprio nell'industria finanziaria. Già, la definizione è proprio curiosa: “industria finanziaria”. E che produrrebbe, di grazia? Ad ogni modo, l'effetto positivo di questa crisi è che col passare dei mesi sta sempre più isolando le responsabilità del Sistema economico-finanziario, mettendone in luce le collusioni e gli intrecci politici.
L'illusione della creazione del denaro con il denaro, i soldi come simbolo di valore volutamente astratto, indefinito, e come tale quindi esente da limitazioni geografiche e materiali, è diventato emblema e metafora di un capitalismo autodistruttivo, che alla fine fagocita se stesso. Adesso forse ci si renderà conto che non esistono le magie e i miracoli, non si possono fare giochi di prestigio, non esiste una ricchezza che si moltiplica e trasferisce dal nulla. Chi semina nei campi, chi lavora in officina, chi insegna nelle scuole, chi opera in ospedale lavora e produce, perdio! La casta di Wall Street specula, ed è ben altra cosa!! Senza i primi, come dice il Subcomandante Marcos, si ferma tutto, dei secondi invece si potrebbe anche fare a meno...
L'Agenzia Bloomberg ha calcolato che, tra tossic bonds e mbs (cioè le cartolarizzazioni dei titoli immobiliari) della Fannie Mae e della Freddie Mac, il danno provocato è di decine di migliaia di miliardi in dollari ed equivale a più del doppio del costo (rivalutato) della guerra in Vietnam. Di fronte ad uno sfracello di tali dimensioni gli Stati Uniti che hanno fatto? Semplice, hanno fatto come fanno sempre: hanno esportato il problema.
Adesso premono sull'Europa affinché faccia di più per riparare al danno (loro parlano di “stimolo”, come fanno i consulenti sessuali delle coppie in crisi). L'Europa risponde chiedendo regole, ma Washington, da sempre allergica alle regole, risponde picche... e chiede aiuto anche agli amici. Chi? Uno che si chiama Al-Walid e di professione fa il principe saudita. Ha preso il portafogli e ha sganciato senza scomporsi quasi 50 miliardi di dollari, superando, in percentuale Pil, la somma messa a disposizione da tutti i G20 e dagli stessi Stati Uniti. Perché?? Spirito di munificenza? Accordi per future speculazioni sul greggio? Debito di riconoscenza? La taglia di Bin Laden?
Intanto solo due giorni fa gli USA hanno dovuto nazionalizzare due cooperative bancarie californiane e tre banche regionali per un totale di quasi 60 miliardi di dollari. Si è scoperto che avevano costruito anche loro castelli di carta con le speculazioni sui derivati immobiliari e la cartolarizzazione dei mutui. Si vanno così a sommare alle oltre 50 banche già fallite da inizio anno. Ma la FDIC della compañera Sheila Blair, già alla fine dell'anno scorso, aveva calcolato che sarebbero state 252 le banche da chiudere. Che dire? Non vogliamo darle fiducia? Quindi ne mancano ancora un bel po' all'appello... (D* )

3 commenti:

  1. la cosa bellina che ne viene fuori è
    che quando salta fuori lo sputtanamento... si puntano il dito ..uno contro l'altro... e alla fine nessuno paga.... tranne quei disgraziati che ci perdono quei pò di risparmi di una vita di lavoro e sacrifici....e il brutto è ...che non frega niente a nessuno.....ciao D.

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  2. Sembrano geni della finanza, ma alla fine sono come bambini golosi di marmellata. Il guaio vero sorge nel momento in cui un intero modello sociale si plasma su di loro! Su un'immagine che appare a tutti come superiore, vincente, trionfante, mentre è solo illusoria, stupida e fuorviante. I valori, quelli veri, non stanno mai in banca o nelle cassette di sicurezza, ma nell'animo umano... (D)

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  3. sacrosanto....peccatoche siano in pochi a saperlo...ciao D.

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