Alguien fue comunista...

video

Uh? No, non è vero, io non ho niente da rimproverarmi. Voglio dire non mi sembra di aver fatto delle cose gravi.
La mia vita? Una vita normale. Non ho mai rubato, neanche in casa da piccolo, non ho ammazzato nessuno figuriamoci, qualche atto impuro ma è normale no? Lavoro, la famiglia, pago le tasse. Non mi sembra di avere delle colpe, non vado neanche a caccia.
Uh? Ah, voi parlavate di prima. Ah ma prima, ma prima mi sono comportato come tutti. Come mi vestivo? Mi vestivo, mi vestivo come ora… beh non proprio come ora, un po’ più… sì jeans, maglione, l’eskimo. Perché, non va bene? Era comodo.
Cosa cantavo? Questa poi, volete sapere cosa contavo. Ma sì certo, anche canzoni popolari, sì…"Ciao, bella, ciao". Devo parlar più forte? Sì, "Ciao, bella, ciao" l’ho cantata d’accordo, e anche l’Internazionale, però in coro eh, in coro. Sì, quello sì, lo ammetto, sì, ci sono andato, sì, li ho visto anch’io gli Intillimanni, però non ho pianto.
Come? Se in camera ho delle foto? Che discorsi, certo, le foto dei miei genitori, mia moglie, mia…
Manifesti? Non mi pare. Forse uno, piccolo però, piccolino: "Che Ghevara". Ma che cos’è un processo questo qui? No, no, no, io quello no, il pugno non l’ho mai fatto, il pugno no, mai. Beh insomma una volta ma… un pugnettino rapido proprio…
Come? Se ero comunista? Eh. Mi piacciono le domande dirette. Volete sapere se ero comunista? No, no finalmente perché adesso non ne parla più nessuno, tutti fanno finta di niente e invece è giusto chiarirle queste cose, una volta per tutte, ohhh.

Se ero comunista? Mah? In che senso? No voglio dire…

Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il "Paradiso Terrestre".
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché: "La storia è dalla nostra parte!".
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano ma lontano.
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la borghesia - il proletariato - la lotta di classe. Facile no?
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopo domani sicuramente…
Qualcuno era comunista perché: "Viva Marx, viva Lenin, Viva Mao Zetung".
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava sempre RAI TRE.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il "materialismo dialettico" per il "Vangelo secondo Lenin".
Qualcuno era comunista perché era convinto d’avere dietro di sé la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c’era il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista nonostante ci fosse il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo il peggiore Partito Socialista d’Europa.
Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi viscidi e ruffiani.
Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera.
Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.
No, niente rimpianti. Forse anche allora molti avevano aperto le ali senza essere capaci di volare, come dei gabbiani "ipotetici".

E ora? Anche ora ci si sente come in due, da una parte l’uomo inserito che attraversa ossequiosamente lo squallore della propria sopravvivenza quotidiana e dall’altra il gabbiano, senza più neanche l’intenzione del volo, perché ormai il sogno si è rattrappito.
Due miserie in un corpo solo.

Giorgio Gaber


¿Uh? No, yo no es verdadero no tengo que nada regañarme. Quiero decirme no parece de haber hecho cosas graves.
¿Mi vida? Una vida normal. ¿No he robado nunca, tampoco en casa de pequeño, no he matado a nadie faltaría más, algún acto impuro pero es normal no? Trabajo, la familia, paga los impuestos. No me parece de tener culpas, no voy tampoco a caza.
Ay, vosotros hablasteis de antes. Ay pero antes, pero primera me he comportado como todo. ¿Cómo me vestí? Me vestí, me vestí como ahora... beh no justo como ahora, un po' más... sí jeans, jersey, el eskimo. ¿Por qué, no queda bien? Fue cómodo.
¿Qué canté? Bueno, queréis saber cosa conté. Pero sí cierto, también canciones populares, sí... "Hola, bonita, hola". ¿Debo parlar más fuerte? Sí, "Hola, bonita, hola" la he cantado de acuerdo, y también la Internacional, pero en coro eh, en coro. Sí, aquel sí, lo admito, sí, allí he ido, sí, yo también los he visto los Intillimanni, pero no he llorado.
¿Como? ¿Si en habitación tengo fotos? Qué conversados, cierto, las fotos de mis padres, mi mujer, mi ¿Manifiestos? No me parece. Quizás uno, pequeño en cambio, pequeñito: "Che Ghevara". ¿Pero qué está aquí un proceso este? No, no, no, yo aquel no, el puño no lo he hecho nunca, el puño no, nunca. Beh en fin una vez pero... un puño pequeñito exprés justo ¿Como? ¿Si fuera comunista? Ehh. Me gustan las preguntas directas. ¿Queréis saber si fuera comunista? No, no por fin porque ahora no habla más ninguno, todos simulan de nada y en cambio es justo aclararle estas cosas, por última vez, ohhh...

¿Si fuera comunista? ¿Mah? ¿En qué sentido? No quiero decir...

Alguien fue comunista porque nació en Emilia.
Alguien fue comunista porque el abuelo, el tío, el papá... la mamá no.
Alguien fue comunista porque Rusia vio como una promesa, China como una poesía, el comunismo como el "Paraíso Terrenal."
Alguien fue comunista porque sólo se sintió.
Alguien fue comunista porque tuvo demasiado una educación católica.
Alguien fue comunista porque el cine lo exigió, el teatro lo exigió, la pintura lo exigió, la literatura también... lo exigieron todo.
Alguien fue comunista porque: "¡La historia es de nuestra parte!".
Alguien fue comunista porque se lo dijeron.
Alguien fue comunista porque no le dijeron todo.
Alguien fue comunista porque primera fue fascista.
Alguien fue comunista porque entendió que Rusia fue despacio pero lejano.
Alguien fue comunista porque Berlinguer fue una buena persona.
Alguien fue comunista porque Andreotti no fue una buena persona.
Alguien fue comunista porque fue rico pero quiso el pueblo.
Alguien fue comunista porque bebió el vino y se conmovió a las fiestas populares.
Alguien fue comunista porque fue tan ateo que necesitó otro Dios.
Alguien fue comunista porque estuvo tan hechizado de el obreros que quiso ser uno de ellos.
Alguien fue comunista porque no pudo de ello más que ser el obrero.
Alguien fue comunista porque quiso el aumento de sueldo.
Alguien fue comunista porque la burguesía - el proletariado - la lucha de clase. ¿Fácil no?
Alguien fue comunista porque la revolución hoy no, mañana quizás, pero pasado mañana indudablemente...
Alguien fue comunista porque:"viva Marx, vivo Lenin, Viva Mao Zetung."
Alguien fue comunista para dar rabia a su padre.
Alguien fue comunista porque RAI TRES siempre miró.
Alguien fue comunista para moda, alguien por principio, alguien por frustración.
Alguien fue comunista porque quiso estatalizar todo.
Alguien fue comunista porque no conoció a los empleados estatales, paraestatales y afínes.
Alguien fue comunista porque intercambió el "materialismo dialéctico" por el "Evangelio según Lenin."
Alguien fue comunista porque fue convencido de tener detrás de si la clase obrera.
Alguien fue comunista porque fue más comunista que los otros.
Alguien fue comunista porque hubo el gran Partido Comunista.
Alguien fue comunista a pesar de allí fosos el gran Partido Comunista.
Alguien fue comunista porque no hubo nada mejor.
Alguien fue comunista porque tenemos el peor Partido Socialista de Europa.
Alguien fue comunista porque el Estado peor que de nosotros sólo Uganda.
Alguien fue comunista porque no pudo de ello más de cuarenta años que gobiernos viscosos y alcahuetes.
Alguien fue comunista porque Piazza Fontana, Brescia, la estación de Bologna, el Italicus, Ustica, etcétera, etcétera, etcétera.
Alguien fue comunista porque quien fue contra fue comunista.
Alguien fue comunista porque ya no soportó aquella cosa sucia que nos obstinamos en llamar democracia.
Alguien creyó de ser comunista y quizás sea algo de otro.
Alguien fue comunista porque soñó con una libertad diferente de aquella americana.
Alguien fue comunista porque creyó poder sólo estar vivo y feliz si también lo fueran los otros.
Alguien fue comunista porque necesitó un obsceno verso algo nuevo, porque fue dispuesto a cambiar cada día, porque oyó la necesidad de una moral diferente, porque quizás sólo fue una fuerza, un vuelo, un sueño, fue sólo un salto, un deseo de cambiar las cosas, de cambiar de la vida.

Alguien fue comunista porque con cerca este salto cada uno fue como más que él mismo, fue como dos personas en uno. De una parte la personal fatiga cotidiana y de la otra el sentido de pertenencia a una raza que quiso desprender el vuelo para cambiar realmente la vida. No, nada añoranzas. Quizás también entonces muchos abrieron las alas sin ser capaces de volar, como de los gaviota "hipotéticos."
¿Y ahora? También se siente ahora como en dos, de una parte el hombre integrado que atraviesa respetuosamente la sordidez de la misma supervivencia cotidiana y de la otra el gaviota, sin más ni la intención del vuelo, porque ya el sueño se entumeció.
Dos miserias en un cuerpo solo.

Giorgio Gaber

3 commenti:

  1. non credo ci sia altro da dire... quel sogno... tale rimarrà.... cia R.

    RispondiElimina
  2. In ricordo di Berlinguer, un grande uomo degno. E secondo me oggi ci vorrebbero uomini e politici così, nel nostro paese, che siano esempio di compostezza e dignità. E invece che fà la sinistra si divide in tanti partitini che non vanno da nessuna parte. Riusciremo un giorno a vedere le piazze invase di nuovo da quelle bandiere rosse o questo resterà un sogno?
    Ciao, Mary.

    RispondiElimina
  3. Cara Mary,
    mi leggi nel pensiero? Pensavo proprio a Berlinguer, infatti... Brava!
    No, non penso ci siano più politici come lui. Riusciamo anche solo ad immaginare un Berlinguer (o un Pasolini) al giorno d'oggi?
    Dei problemi della Sinistra ho parlato in qualche post (ad esempio in http://revolucionyhumanismo.blogspot.com/2009/05/asi-me-dijo-el-don-durito.html ).
    Non credo si tratti di un problerma di frammentazione. Quella può essere tutt'al più un effetto della crisi, non certo la causa. Sono convinto che al fondo di tutto ci sia mancanza di rigore, di sobrietà, di dirittura morale, di onestà e, ultima ma non ultima, di coerenza. Coerenza nella vita come in politica, nel pensiero come nell'agire... Il discorso sarebbe lungo da fare, ma la conclusione è una sola... Come direbbe, a tagliar corto, il mio amico Sub “..¡No es Izquierda! Que digan lo que ser...“

    Cara Roby,
    i sogni si vivono. Ogni giorno. E io li vivo dalla mattina alla sera. Che sia passione politica, amore, sentimenti, emozioni fa poca differenza. Nonostante qualunque cosa possano dire in contrario, alla fine è sempre e solo l'individuo singolo coi suoi sogni a fare la differenza. Questo è anche quello che cerco di comunicare, nella vita e nel web. E per questo, nella vita come nel web, allontano a pedate chi si accontenta di un placebo, di un surrogato: sesso, zen, astrologia, viaggi e puttanate a seguire. Bisogna puntare invece ai sogni (vita, politica, amore) più alti, belli e irrealizzabili possibili. E non aspettiamo di essere in tanti a crederli possibili, cominciamo ad agire da subito come se lo fossero.
    Direbbe ancora una volta il Sub. : "guardare avanti e immaginare il tutto già completo e finito"...
    Dai paesi di domani, ciao, D.

    RispondiElimina