II. Economía y potaje

No, secondo me è tutto un problema di alimentazione! Si comincia tutto da lì, dalla scelta del cibo che nutre il nostro corpo, dalle cose che contribuiscono alla nostra crescita. Sì, ora vediamo ad esempio un minestrone, sì un bel minestrone con dentro tanta roba, tanta verdura, bello anche da vedere, anche come fatto culturale, per dire.
Sì, tu ce l'hai lì davanti fumante, colorato, pieno di sedani, rape, finocchi, carote, eccetera, eccetera, eccetera... e mangi, anche perché hai fame e quindi lo mangi. Sì, mangi tutto anche se non è che del minestrone ti interessa tutto, certo non puoi mica metterti lì a selezionare, a dividere con le mani, sarebbe difficile, scomodo e anche maleducato, quindi mangi tutto anche se in realtà del minestrone ti interessa... a me personalmente del minestrone interessa la carota, è evidente che mi interessa la carota per le sue proprietà eccezionali, d'altronde ben note.
La carota, questo prezioso ortaggio fa bene al... irrobustisce il... nervo ottico, sì, fa bene ai bulbi, ti vengono due bulboni... è importante vedere anche politicamente questa vista che cresce, che si sviluppa, che individua il nemico da combattere, sì.
E poi a parte questo la carota ha proprietà benefiche particolari per quanto riguarda la... materia grigia cioè la funzione celebrale, fa bene al cervello, sviluppa l'intelligenza. Quindi uno del minestrone mangia tutto anche se in realtà gli interessano le carote.
C'è tutta questa operazione di ingestione, di masticazione, il bolo che scende, "Bbll,bbll,bl...", stomaco, intestino, "Shu,shu...", i villi, "Shu, shu...", i villi intestinali trattengono, aspirano, assimilano le carote che fanno bene a... le carote che fanno bene al... no?
No perché naturalmente il mio corpo trattiene quello che io voglio che il mio corpo... No, potrebbe anche trattenere... no, ma i piselli che li trattiene a fare, a me dei piselli non me ne frega niente! E magari lui magari trattiene i pis... ma il pisello è banale, è anticulturale. Ma io non capisco perché lui deve trattenere quello che vuole lui e no quello che io so che mi fa bene, a me i piselli fanno schifo per esempio! E butta via le carote che sono così rivoluzionarie...
Maledizione guarda che corpo stupido! (Giorgio Gaber)

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Io mangio la zuppa del supermercato. Cioè vabbeh, io sono Robertino Casoria e sono un bambino di nove anni, però io mangio la zuppa del supermercato. La mangio io, la mangia mia madre, la mangia mio padre. Solo nonno non la mangia, perché nonno è contadino e si mangia la roba dell'orto. Noi mangiamo la zuppa del supermercato che dentro ci stanno tutti gli ingredienti. Mela, pera, banana, trippa, coda alla vaccinara... Ma sono tutti ingredienti di supermercato che sanno di niente, e quando tu metti insieme ingredienti che sanno di niente non fanno a cazzotti l'uno con l'altro e viene fuori una cosa che sa di niente, non fa schifo a nessuno e se la mangiano tutti, se la mangiano...
Mentre mangiamo 'sta zuppa che sa di niente noi parliamo di niente. Tipo per esempio stasera mia madre gli ha detto a mio padre : “Caro, ma dì un po' che è il Pil, il deficit, il debito pubblico... In televisione hanno detto che aumenta il deficit. Ma che è 'sto deficit?
Mio padre gli ha detto: “Cara, metti che io all’inizio di gennaio ti do 1000 euri per fa la spesa e tu alla fine del mese ne hai spesi 1500. Quei 500 euri spesi in più sono il deficit”.
Mia madre gli ha detto “e come faccio a spendere 1500 euri se tu me ne dai solo 1000?
Mi padre gli ha detto: “Facile facile. Diciamo che tu i 1000 euri che ti do il primo gennaio te li spendi i primi 20 giorni, dopodiché, spesi i soldi, te ne vai da un'amica tua e le dici: cara amica, che mi presteresti 500 euri? Spendi pure quelli e arrivi alla fine del mese”.
Vabbeh - dice mia madre - ma poi a febbraio glieli devo ridare indietro”.
E no – dice mio padre - il bello è quello. Io il primo giorno del mese di febbraio ti do altri 1000 euri e tu ci vai avanti, che ne so, 18, 20, 21 giorni, dopodiché invece di ridare i soldi all’amica tua, tu vai e le dici: che mi presti altri 500 euri? Quella te li dà e tu arrivi alla fine del mese di febbraio”.
"Vabbeh – dice mia madre - ma poi quando arriva il mese di marzo a 'sta amica gli devo ridare 1000 euri”.
Nooo -dice mio padre- 1000 euri te li do io a marzo. Te li do all'inizio del mese, tu ci vai avanti fino al 18, al 20, al 21, dopodiché torni dall'amica tua e gli dici: che mi dai altri 500 euri? E vai avanti così fino alla fine dell’anno”.
Allora mia madre gli ha fatto “Sì, vabbeh, ma alla fine dell’anno gliene devo ridare 6000, di euri, a 'sta amica mia... e chi ce l’ha tutti 'sti soldi?
Ecco! Questo, per l'appunto – ha detto mi padre – è il debito pubblico. Che è pubblico, cioè di tutti. E infatti non glieli ridai più. Ricominci a chiedere soldi e se quell’amica te lo rimprovera gli rispondi che è come il debito pubblico. Ce l’hanno tutti, ma non lo paga nessuno”.
Mia madre gli ha detto “Ma non si potrebbe fare che a gennaio, quando finiscono i soldi, intorno al 20, 21, io mi metto lì al computer con la stampante e mi stampo i soldi io, da sola? Me ne stampo 500 e arrivo alla fine del mese.
Si può fare – ha detto mi padre – solo che in questa maniera immetti denaro sul mercato, aumentano i soldi di carta in circolazione, il denaro perde di valore e quando a febbraio io ti do altri 1000 euri, quei 1000 euri valgono di meno del mese prima e tu non ci arrivi al 20 del mese. Ci arrivi, che ne so?, al 15 del mese”.
Vabbeh – ha detto mi' madre - casomai mi stampo altri soldi, a febbraio. Invece di stamparmene 500, mi stampo 1000, e se i soldi perdono di valore me ne stampo ogni mese di più!
Fai bene – dice mi' padre – però poi aumentano i soldi che girano nel mercato, nelle saccocce, nelle mani delle persone... E al mese di marzo valgono ancora meno i soldi che ti do all'inizio del mese e a malapena ci arrivi alla prima settimana, ai primi dieci giorni... Capito?
Evvabè - dice mi' madre - se i soldi perdono di valore me ne stampo ogni mese di più!
Così di questo passo alla fine dell’anno i soldi non valgono più niente - gli ha risposto lui - e con 1000 euro non ci prendi manco un caffè, un cappuccino. Questa si chiama inflazione. E' un trucchetto che in Italia facevamo quando ci stampavamo i soldi da soli... Che erano una specie di soldi falsi, le lire, no? Però adesso stiamo in Europa. L'Europa è una cosa seria e non ce lo permettono più, capito? Non si può fa' la svalutazione”.
Mia madre gli ha detto: “allora senti, facciamo una cosa semplice semplice, eh? Una cosa all'antica.. posso fare come ‘na brava massaia che i primi 20 giorni del mese mi spendo i 1000 euro e poi, quando finiscono i soldi, dal 21 fino alla fine del mese noi ci chiudiamo dentro casa, non facciamo la spesa, non consumiamo corrente, non ci laviamo..insomma non spendiamo altri soldi.
E no! - l’ha rimproverata lui – in un'economia capitalista questo è proprio un reato. Tu li devi spendere i soldi. Anzi, li devi proprio buttare via, capito? Comprarti fregnacce, roba inutile, perché più spendi, più girano soldi, più si producono prodotti che non servono a nessuno e più si alza il Pil. Se non consumi cala il Pil, il prodotto interno lordo, e crolla l’economia, capito?. Bisogna sempre spendere soldi, pure a costo di buttarli via!
Allora sono intervenuto io e gli ho detto “Papà, guarda per esempio il nonno. Nonno è uno che non consuma niente, non spende soldi. Lui va solo a piedi e quindi non consuma benzina, sta in salute e dunque non spende per i farmaci, le analisi e il medico. Si lava poco e solo con l’acqua fredda e quando cala la sera si mette a letto perciò non consuma manco la corrente e poi si mangia solo le verdure dell’orto e non spende manco per la zuppa del supermercato. Il nonno è una vera tragedia per il Pil e per l’economia. Invece, se noi ammazziamo il nonno.. spendiamo denaro per comprarci la pistola e le pallottole, l’ambulanza che lo porta all’ospedale consuma benzina, bisogna pagare medici e infermieri, quando muore c'è da fargli il funerale, pagare il falegname che inchioda la cassa, lo scalpellino che gli fa la lapide, il fioraio per i fiori e poi sulla tomba ci mettiamo una lampadina perpetua così paghiamo l’elettricità in eterno. Se ammazziamo il nonno cresce il Pil!
In quel momento il telegiornale ha detto che a Monfalcone stanno morendo 2000 persone per l’esposizione all’amianto e si prevede che in tutta la provincia ce ne stanno 20.000 di malati. Mio padre ha fatto un sorriso e ha detto “Guarda che fortuna! Quella è gente fortunata. Con tutti quei morti gireranno un sacco di soldi. Grazie all’amianto Monfalcone diventerà una piccola Svizzera!
E così, parlando di economia e parlando di niente, sorridendo ci siamo finiti la zuppa... che non sa di niente. Siamo andati in salotto dove c’è il televisore grande con lo schermo fino fino che mio padre sta comprando a rate. Mia madre gli ha chiesto “Caro, che fanno stasera in televisione?” Mio padre ha risposto “niente”.
Così l’abbiamo accesa e siamo rimasti a guardarla.

Ascanio Celestini

parte precedente: I. La sopa del supermercado

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